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Export e costruzioni: è il momento delle infrastrutture energetiche. Molte opportunità per le imprese nei Paesi emergenti

Lo scorso anno gli investimenti totali nelle costruzioni hanno sfiorato la cifra record di 260 miliardi, una quota sul Pil del 12%. I fabbricati non residenziali sono aumentati a un tasso dell’8,6% e su questi ritmi proseguirà il biennio 2025-26 (+10%). Le maggiori opportunità arrivano dalle infrastrutture energetiche e dall’attuazione di tecnologie digitali Digital Twin e Bim

Export e costruzioni: è il momento delle infrastrutture energetiche. Molte opportunità per le imprese nei Paesi emergenti

Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha rappresentato uno dei motori di crescita dell’economia italiana. Il mercato su scala globale si caratterizza per un ampio valore (nel 2024 quasi pari a 12mila miliardi di euro) e un andamento che, nonostante le oscillazioni congiunturali, mostra un discreto dinamismo in prospettiva (quasi 20mila miliardi di euro entro il 2027). Secondo i dati riportati da Sace, nel triennio 2021-23 il volume degli investimenti è avanzato a un tasso medio annuo composto (CAGR) del 19%. In particolare, lo scorso anno il comparto dei fabbricati non residenziali è avanzato a un tasso dell’8,6% e su questi ritmi è stimato proseguire nel biennio 2025-26 (in media +10%).

260 miliardi di investimenti nelle costruzioni nel 2024

Considerando il dato espresso in valore a prezzi correnti, nel 2024 gli investimenti totali nelle costruzioni hanno sfiorato la cifra record di 260 miliardi di euro, aumentando la quota sul Pil nominale al 12% (+4% sul 2019). Nei primi sette mesi del 2025 l’indice del volume della produzione nelle costruzioni ha segnato +4,7% tendenziale. L’andamento si riflette anche nell’evoluzione dei materiali da costruzione. Nel 2024 e nei primi mesi di quest’anno la produzione di cemento e calce è stata sostenuta dalla realizzazione di opere infrastrutturali, mentre meno dinamica la fabbricazione di prodotti in vetro, ceramica e pietre.

Le imprese italiane del settore sono presenti in 73 Paesi e coinvolte in oltre 640 opere per un valore complessivo che supera i 100 miliardi di euro. I mercati avanzati costituiscono ancora le principali destinazioni (in particolare Paesi europei e Stati Uniti), tuttavia gli Emergenti offrono opportunità sempre maggiori grazie agli importanti piani d’investimento locale. In particolare, le imprese italiane attive nei cantieri infrastrutturali (trasporti, energia, ecc.) e nell’edilizia realizzano all’estero circa un quarto del proprio fatturato. Tale quota ha raggiunto il picco del 2024 (27% del fatturato realizzato all’estero). 

Lo scorso anno la filiera dei materiali da costruzione ha alimentato vendite all’estero pari a circa 12 miliardi, in calo del 2,3% rispetto all’anno precedente, attribuibile in particolare ai Paesi Ue (-5,4%) su cui ha pesato la stagnazione in Germania e Francia, e solo parzialmente controbilanciato dalle vendite sostenute nei Paesi extra-Ue (+1,4%). Nel primo semestre del 2025 spicca l’export verso gli Emirati Arabi Uniti con un +9%.

Opportunità per le imprese nei Paesi emergenti

Per quanto riguarda le geografie emergenti, opportunità arrivano dalle aree in via di sviluppo che stanno investendo nelle infrastrutture energetiche:

  • il Brasile è proiettato verso lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative disponibili; 
  • il Cile risulta molto attivo negli investimenti in infrastrutture energetiche e di trasporto; 
  • nell’Europa emergente e nei Balcani la crescita delle costruzioni è sostenuta dagli investimenti in reti infrastrutturali e trasporti;
  • in Nord Africa, il Marocco emerge per lo sfruttamento delle energie alternative, mentre l’Egitto guida gli investimenti in cantieri di urbanistica e trasporti;
  • il Medio Oriente mostra particolare attenzione sul tema della diversificazione energetica; 
  • investimenti in grandi opere, siano trasporti fonti energetiche o conglomerati abitativi, sono alla base delle opportunità offerte dall’India
  • la necessità di colmare gli ampi gap infrastrutturali e sfruttare le materie prime naturali sono alla base degli investimenti nell’Africa Subsahariana e Sudafrica.

Tuttavia, la concorrenza di alcuni mercati emergenti invita le imprese italiane a non fermarsi e investire nella digitalizzazione di processi e canali distributivi (inclusa l’assistenza post-vendita). In questo senso, la progressiva riduzione dei tassi di interesse sui nuovi prestiti contribuisce a creare un contesto favorevole per gli investimenti in innovazione, efficienza tecnologica e sostenibilità.

Ecco allora che l’attenzione resta alta verso l’adozione di tecnologie digitali “Digital Twin”, BIM (Building Information Modeling) e dell’intelligenza artificiale per consentire di progettare, monitorare e gestire le infrastrutture in modo più efficiente. In particolare, ci si aspetta l’IA portare grandi progressi nel campo della distribuzione, migliorando l’interazione con i clienti e automatizzando i processi più complessi.

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