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Eni: dopo le novità in Angola e Venezuela, nuova scoperta in Costa d’Avorio

Scoperti gas e condensati, perforando con successo Murene South-1X, il primo pozzo esplorativo nel Blocco CI-501

Eni: dopo le novità in Angola e Venezuela, nuova scoperta in Costa d’Avorio

Nuova, importante scoperta di Eni in Costa d’Avorio. La società guidata da Claudio Descalzi ha infatti trovato gas e condensati, perforando con successo Murene South-1X, il primo pozzo esplorativo nel Blocco CI-501.

La scoperta, denominata Calao South, sottolinea una nota, conferma il potenziale del complesso di canale di Calao, che include anche la scoperta di Calao ed è la seconda più grande del Paese dopo Baleine, con volumi stimati fino a 140 miliardi di metri cubi di gas e 450 milioni di barili di condensato (circa 1,4 miliardi di barili equivalenti di petrolio).

Il blocco CI-501 è operato da Eni (90%) in partnership con Petroci Holding (10%). Attualmente, il giacimento di Baleine produce oltre 62 mila barili di petrolio e più di 2 milioni di metri cubi di gas al giorno dalle Fasi 1 e 2. Con l’avvio della Fase 3, la produzione dovrebbe aumentare fino a 150 mila barili di petrolio e circa 6 milioni di metri cubi di gas al giorno.

Novità anche dall’Angola

Solo ieri, domenica 15 febbraio, Eni aveva confermato la scoperta di olio nel pozzo esplorativo Algaita-01 nel blocco 15/06 al largo della costa dell’Angola, a circa 18 km dall’unità di produzione galleggiante (Fpso) Olombendo. Le stime preliminari indicano un volume pari a circa 500 milioni di barili. 

Il pozzo esplorativo di Eni è stato avviato lo scorso 10 gennaio ed è stato perforato dall’impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profondità di 667 metri. Il pozzo ha incontrato arenarie mineralizzate ad olio in diversi intervalli del Miocene superiore, caratterizzate, secondo Eni, da “eccellenti proprietà petrofisiche“. “Una campagna completa di acquisizione dati, compreso il campionamento dei fluidi – spiega il gruppo petrolifero – ha confermato la qualità del giacimento e le caratteristiche dei fluidi”. Eni sottolinea che “la presenza di infrastrutture di produzione già esistenti nelle vicinanze aumenta ulteriormente il valore della scoperta e ne migliora le prospettive di sviluppo”. 

Il blocco 15/06 è gestito per il 36,84% da Azule Energy (50% Eni e 50% Bp), in partnership con Ssi (26,32%) e Sonangol E&P (36,84%). Secondo il Cane Sei Zampe la scoperta è un’ulteriore conferma della la solidità del “portafoglio upstream” (estrazione, ndr) in Angola. 

Licenze in Venezuela: c’è anche Eni

Infine, importanti novità sono arrivate dal Venezuela. Le autorità statunitensi hanno concesso due licenze che autorizzano cinque grandi compagnie petrolifere a operare in Venezuela. Tra queste c’è anche la società del cane a sei zampe. 

L’Ufficio per il controllo dei beni stranieri (OFAC – Office of Foreign Assets Control) del Dipartimento del Tesoro ha concesso licenze a BP, Chevron, Eni, Repsol e Shell, autorizzando transazioni relative alle operazioni nel settore petrolifero o del gas in Venezuela.

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