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Dopo Dieselgate, Volkswagen taglia 23.000 posti

Il piano del gruppo automobilistico è stato presentato a Wolfsburg dal presidente Diess, è il primo dopo lo scandalo sulle emissioni. Il titolo è in rialzo a Francoforte. Il patto con i sindacati prevede anche 3,5 miliardi di investimenti sull’auto elettrica e la digitalizzazione oltre a 9 mila assunzioni

Dopo Dieselgate, Volkswagen taglia 23.000 posti

(Aggiornato alle 14:25) Volkswagen stringe i freni. Il gruppo automobilistico punta a una massiccia riduzione della propria forza lavoro: 30 mila dipendenti in meno nel mondo entro il 2020 su un organico complessivo di oltre 600 mila (il 5%). Dopo le indiscrezioni pubblicate da Handelsblatt il piano – il primo dopo il dieselgate – è stato presentato a Wolfsburg venerdì mattina. Riguarderà sopratutto la Germania con un taglio di 23 mila occupati nel Paese.

Il presidente di Volkswagen Herbert Diess, ha presentato il piano sul futuro, frutto dell’accordo con il consiglio di fabbrica che prevede il taglio di 30.000 posti di lavoro globali, di cui 23.000 in Germania. Vw investirà invece 3,5 miliardi di euro nell’elettromobilità e nella digitalizzazione, con 9.000 posti di lavoro nuovi nel settore del software. “Ristrutturiamo in modo radicale Vw per renderla pronta al grande cambiamento che affronterà il settore dell’auto”, ha aggiunto Diess.

“Un grande passo in avanti, uno dei più grandi della storia dell’azienda”. “Non ci saranno licenziamenti legati alla produzione”, ha spiegato Diess.

Con le misure contenute nel patto, Vw conta di migliorare di 3,7 miliardi di euro all’anno fino al 2020 il risultato operativo, secondo quanto riferito dall’azienda e riportato dall’Handelsblatt, con 3 miliardi risparmiati negli stabilimenti tedeschi e 700 milioni in quelli all’estero. L’intero gruppo Volkswagen occupa 624.000 addetti, 282.000 dei quali in Germania. Il taglio dei 30.000 posti di lavoro sarà accompagnato da ammortizzatori sociali come il prepensionamento progressivo, ha spiegato il presidente del marchio Vw Herbert Diess nella conferenza a Wolfsburg. Non sono stati forniti dettagli su come la ristrutturazione (che accanto ai 30.000 licenziamenti prevede 9.000 assunzioni nel settore del software) si rifletterà sugli stabilimenti.

Investimenti di 3,5 mld per auto elettrica e digitalizzazione – “Elettromobilità e digitalizzazione” sono le chiavi con cui Volkswagen vuole reagire allo scandalo del dieselgate e “attrezzarsi per affrontare la trasformazione che sta investendo il settore automobilistico”, secondo le parole dei top manager dell’azienda, Matthias Mueller e Herbert Diess. Accanto al taglio di posti di lavoro, il patto per il futuro siglato con il sindacato prevede investimenti per 3,5 miliardi e 9.000 nuove assunzioni nelle nuove tecnologie per sviluppare auto elettriche e servizi come il car-sharing e il ride-sharing. Non sono stati forniti dettagli su come questa svolta si riverbererà sulla produzione, ma secondo l’agenzia Bloomberg l’azienda ha accettato di produrre due auto completamente elettriche negli stabilimenti tedeschi di Wolfsburg e Zwickau. Di ieri, invece, è la notizia che da aprile 2017 lo stabilimento di Dresda, con i suoi 525 addetti, produrrà un modello di Golf elettrica.

Il titolo è in rialzo dello 0,5% a Francoforte alle 14:25.

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