Svolta storica in Colombia: il presidente socialista Gustavo Petro, finito anche lui nel mirino dei dazi e delle minacce dello scomodo collega Donald Trump, ha adottato una delle misure più significative del suo mandato: una riforma del salario minimo legale che prevede un aumento straordinario per l’anno 2026, pari a quasi il 24% in più. Il governo ha deciso di aumentare il salario minimo mensile legale vigente del 23,7 %, portandolo a un valore effettivo di 2.000.000 di pesos colombiani al mese — di cui 1.750.905 pesos di salario base e 249.095 pesos di sussidio per i trasporti. Questo aumento è il più alto registrato in Colombia in questo secolo, inserendosi peraltro in un contesto latino-americano in cui il Messico di Claudia Sheinbaum (centrosinistra) ha appena abbassato le ore di lavoro settimanali da 48 a 40 e il Brasile di Lula vorrebbe dire addio alla settimana lavorativa di 6 giorni per lasciare spazio ad una più contemporanea settimana da 4 giorni, per 36 ore complessive.
L’unico Paese in netta controtendenza con l’allargamento dei diritti e dei salari in Sudamerica è l’Argentina di Javier Milei, che ha da poco varato una riforma del lavoro durissima. Invece l’aumento deliberato dal governo colombiano non si è nemmeno limitato al consueto adeguamento all’inflazione: contiene un elemento politico e sociale più ambizioso, l’idea di un “salario minimo vitale”, cioè un reddito che non solo protegga i lavoratori dalla perdita di potere d’acquisto, ma che consenta loro di soddisfare i bisogni di base in maniera più dignitosa.
La proposta è stata avanzata dal governo progressista di Gustavo Petro con l’obiettivo dichiarato di ridurre la povertà, attenuare le disuguaglianze e sostenere il consumo interno. Il presidente ha sostenuto che un aumento significativo del salario minimo è parte di una più ampia strategia di “democratizzazione della ricchezza”: facendo crescere il reddito delle famiglie a basso reddito, si intende stimolare la domanda aggregata e rafforzare la classe media colombiana. Un po’ quello che stanno provando a proporre le sinistre in Europa, con molto meno successo soprattutto in Italia.
Da un punto di vista tecnico, il governo ha motivato che l’incremento è stato calcolato sulla base di diversi indicatori, non solo su quelli tradizionali come inflazione e produttività, ma includendo anche lo studio del cesto básico de bienes, cioè il paniere di beni e servizi considerato necessario per un tenore di vita minimo dignitoso. Incorporare questi criteri è stato parte della volontà di radicare la decisione su basi più sociali e meno meramente economiche.
L’aumento è stato inizialmente decretato alla fine di dicembre 2025 come parte della normale revisione annuale del salario minimo. Tuttavia, nella prima metà del febbraio 2026, il Consejo de Estado (il massimo tribunale amministrativo colombiano) ha sospeso temporaneamente il decreto originario, chiedendo al governo di presentare una motivazione tecnica più dettagliata e conforme ai requisiti costituzionali .
In risposta, il presidente Petro ha firmato un nuovo decreto alla fine di febbraio 2026 che mantiene il 23,7 % di aumento includendo gli elementi tecnici richiesti dal tribunale e ribadendo l’impegno della sua amministrazione per la misura. Il nuovo decreto è stato accompagnato da negoziati con le parti sociali (sindacati e imprenditori) e ha permesso di superare l’incertezza giuridica creatasi per qualche settimana.
Il massiccio aumento del salario minimo ha scatenato un acceso dibattito tra economisti, imprenditori e politici. Da un lato, i sostenitori sostengono che un salario minimo più alto può contribuire a ridurre la povertà, aumentare la capacità di consumo delle famiglie a basso reddito e rafforzare la coesione sociale. In un paese come la Colombia, dove una percentuale significativa di lavoratori guadagna il salario minimo, l’impatto sulla distribuzione del reddito può essere rilevante.
Dall’altro lato, critici e associazioni imprenditoriali avvertono che un aumento così pronunciato può aumentare i costi per le imprese, in particolare per le micro, piccole e medie imprese (MPMI), potenzialmente spingendo alcune a ridurre il personale o ad assumere meno lavoratori formali. Alcuni settori, come le imprese di sicurezza privata e le strutture sanitarie, hanno espresso preoccupazione per la sostenibilità dei costi aggiuntivi .
Un altro punto critico riguarda l’inflazione: secondo un sondaggio di Reuters, l’aumento del salario minimo ha contribuito a sostenere pressioni inflazionistiche sui prezzi di beni e servizi regolati, spingendo l’inflazione annuale verso livelli superiori al target della banca centrale colombiana e potenzialmente inducendo ulteriori aumenti dei tassi di interesse.
