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CAMPIONATO DELLE MILANESI – L’Inter batte il Genoa e torna in testa, il Milan cerca la rimonta

CAMPIONATO DELLE MILANESI – I nerazzurri battono per 1 a 0 il Genoa a San Siro con un gol-beffa di Ljajic e riconquistano il provvisorio primato in classifica – Ancora fuori Icardi, in gran forma Ljajic e Biabiany – Il Milan prova invece la rimonta affrontando il redivivo Carpi dell’ex Borriello – Mihajlovic: “Stiamo facendo bene anche se non c’è euforia”

CAMPIONATO DELLE MILANESI – L’Inter batte il Genoa e torna in testa, il Milan cerca la rimonta

L’Inter è di nuovo in vetta. La vittoria sul Genoa, da sola, non basterà per confermarla anche oggi, per quello infatti servirà che il Bologna fermi il Napoli al Dall’Ara (ore 12.30), intanto però il messaggio è arrivato forte e chiaro: i nerazzurri ci sono, eccome se ci sono.

 “Dopo Napoli era importante tornare a vincere – il commento di Mancini. – Era una partita difficile, il Genoa corre tanto e sa mettere in difficoltà gli avversari”. Dopo l’imprevisto del San Paolo l’Inter è tornata a vincere col suo marchio di fabbrica: 1-0 e avanti il prossimo. Il risultato però non deve ingannare perché questa volta i nerazzurri hanno giocato una partita d’attacco, nella quale si sono visti progressi tecnici sulla falsa riga di Napoli. L’unico a non sorridere è Mauro Icardi, lasciato in panchina come da previsioni: questa volta le dichiarazioni del Mancio (“deve muoversi meglio con i compagni”) non erano pretattica ma un indizio ben preciso.

 Il tecnico di Jesi, per sfidare il Genoa di Gasperini, ha scelto un 4-2-3-1 con Biabiany, Jovetic, Ljajic e Palacio, protetti dai soli Medel e Melo. La mossa, finalizzata a non dare punti di riferimento alla difesa rossoblu, ha funzionato sin dall’inizio, tanto che gli ospiti sono stati ridotti a spettatori non paganti in quel di San Siro. Grande protagonista, proprio come contro Frosinone e Napoli, è stato Adem Ljajic, che dopo un inizio di stagione faticoso si è preso il posto da titolare a spese di Perisic. Ieri sera, dopo aver sfiorato due volte il gol nel primo tempo, ha “timbrato” il match con una punizione velenosa, sulla quale Perin è rimasto sorpreso (59’). Il serbo avrebbe anche segnato il 2-0 se non fosse che Giacomelli, ingannato dall’assistente, ha annullato il tutto per un fuorigioco rivelatosi poi inesistente. 

Ma ad alimentare il sempre eterno conflitto Mancini-arbitri c’è stata anche l’espulsione di D’Ambrosio (doppio giallo), la quarta in campionato per un’Inter evidentemente troppo fallosa. “Questa volta preferisco non parlare degli arbitri, non voglio che poi qualche solone si metta a scrivere cose stupide – ha glissato il tecnico. – Dico solo che mi spiace sia stato annullato il secondo gol, mi pare proprio sia valido”. Ad ogni modo i nerazzurri hanno vinto e convinto, un binomio che, negli ultimi tempi, viaggia a braccetto e autorizza a fare sogni di gloria. 

Questa sera invece toccherà al Milan, chiamato a sfruttare una grande occasione per accorciare la classifica e avvicinare ulteriormente la zona Champions. Il pareggio della Roma e gli scontri incrociati dei prossimi turni (Napoli-Roma e Juventus-Fiorentina) mettono i rossoneri in condizione di rimontare, a patto di non sbagliare la partita contro il Carpi (ore 20.45).

“E’ una squadra in ripresa e poi ho grande stima di Castori – il commento di Mihajlovic. – Sarà un match insidioso, dovremo essere bravi a sbloccarla e chiuderla. Servirà la testa giusta”. Quella che, tanto per fare un esempio, è mancata in Coppa Italia contro il Crotone, anche se lì, a dire il vero, il tecnico ci ha messo del suo con un turnover eccessivo e pericolosissimo. “Mi aspettavo di più e l’ho detto anche ai ragazzi – ha proseguito Sinisa. – Ho 28 giocatori in rosa e avevo bisogno di testarli tutti, abbiamo fatto fatica anche se poi abbiamo passato il turno”. Ora però si volta pagina, d’altronde il calendario (Carpi, Verona e Frosinone) dà una chance enorme per chiudere il 2015 con una classifica decisamente migliore.

 “Sono tutte gare alla nostra portata ma poi bisogna dimostrarlo sul campo – ha spiegato Mihajlovic. – Pensiamo a una partita alla volta, poi vedremo dove saremo al termine del girone. Stiamo facendo bene, nelle ultime 8 giornate abbiamo ottenuto 5 vittorie, 2 pareggi e 1 sola sconfitta eppure non vedo la stessa euforia che, per esempio, c’è nell’ambiente juventino. Da noi c’è solo polemica ma non importa: sono convinto che chiuderemo bene l’anno e che nel girone di ritorno faremo anche meglio”.

Contro il Carpi sarà nuovamente 4-4-2, lo stesso sistema che, una settimana fa, portò in dote il 4-1 sulla Sampdoria. In difesa, davanti a Donnarumma, ci saranno Abate, Alex, Romagnoli e De Sciglio (Antonelli, fermato da un problema muscolare, non è stato nemmeno convocato), a centrocampo Cerci, Kucka, Montolivo e Bonaventura, in attacco Niang e Bacca, con lo scalpitante Luiz Adriano (2 gol nelle ultime 2 partite) pronto a subentrare dalla panchina. Castori, rinvigorito dalla vittoria sul Genoa, risponderà con il seguente 4-4-1-1: Belec in porta, Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo e Letizia in difesa, Pasciuti, Cofie, Lollo e Martinho a centrocampo, Matos sulla trequarti alle spalle dell’unica punta Borriello.

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