Wait and see. Non c’è altro da fare oggi sui mercati: stare alla finestra in attesa di uno dei giorni più densi di notizie dell’anno che potrebbero dare il trend al mercato. Oggi è il giorno della Fed, con l’ultima apparizione del presidente Jerome Powell, ma è anche il giorno delle trimestrali di 5 delle Magnifiche Sette dell’intelligenza artificiale Usa. Intanto il prezzo del petrolio arretra leggermente stamane ma resta sopra i 111 dollari, con gli investitori che soppesano la notizia della sorprendente uscita degli Emirati Arabi dall’Opec dopo 60 anni. L’empasse diplomatica tra Washington e Teheran sulla fine della guerra continua a gravare sui mercati. Il Wall Street Journal ha riportato ieri che Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran. Le borse asiatiche sono poco variate, dopo che Wall Street ieri è crollata perchè si è nuovamente insinuata la paura per il boom dell’intelligenza artificiale. Le borse europee sono viste aprire in lieve rialzo.
Petrolio: contratto a giugno in scadenza sopra 111, quello a luglio a 104 dollari
I prezzi del petrolio sono leggermente scesi stamane dopo un rally durato più giorni, mentre gli investitori valutano le conseguenze della sorprendente decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall’Opec dopo 60 anni, mentre a sostenere il mercato c’è sempre il blocco dello stretto di Hormuz.
I future sul petrolio Brent con scadenza a giugno sono scesi di 1 centesimo a 111,25 dollari al barile stamane, dopo essere stati in rialzo per le sette sessioni precedenti. Il contratto di giugno scade domani, mentre il contratto di luglio, più scambiato, è in calo di 28 centesimi a 104,12 dollari. Alcuni analisti leggono la sorprendente decisione degli Emirati Arabi Uniti come la possibilià di offerta più solida quando il Paese sarà libero dalle quote di produzione del gruppo, anche se l’effetto non sarà immediato, poiché le forniture aggiuntive di barili potrebbero non essere consegnabili a breve termine a causa del blocco in corso a Hormuz.
E’ il giorno della Fed, di Powell e di Warsh
È il giorno della Fed, e sembra sempre più certo che sarà l’ultimo mandato di Jerome Powell come presidente. Entro la fine dei lavori del Federal Open Market Committee oggi, il Senato voterà sulla conferma di Kevin Warsh, scelto da Trump, aprendo la strada a uno dei periodi più cruciali nella storia della banca centrale più potente del mondo. I future sui tassi sui fondi federali indicano una probabilità del 100% di mantenimento dei tassi, senza che siano previsti cambiamenti di politica monetaria fino al 2027 inoltrato. Tuttavia, con il Fomc che appare più diviso che mai, restano interrogativi su come Warsh gestirà il rapporto tra la banca centrale e la Casa Bianca, mentre il presidente statunitense Donald Trump continua a chiedere a gran voce tagli rapidi e aggressivi dei tassi. Non è ancora chiaro, inoltre, se Powell rimarrà nel consiglio dei governatori della Fed dopo la scadenza ufficiale del suo mandato come presidente, il 15 maggio. Il comunicato stampa e la successiva conferenza stampa di Powell saranno analizzati attentamente per comprendere le opinioni dei responsabili politici sul rischio di inflazione legato all’impennata dei prezzi dell’energia dovuta alla guerra.
Wall Street ieri in netto calo: torna la paura per il boom AI a causa di OpenAI. Attesa per Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta
Wall Street ieri ha chiuso in calo, allontanandosi dai massimi storici di chiusura, poiché sono riapparsi i timori per il boom dell’intelligenza artificiale, pesando sui titoli tecnologici mentre si è in attesa che cinque delle società più importanti del settore pubblichino i risultati trimestrali. Le azioni del settore dei semiconduttori, che hanno registrato un’impennata di oltre il 40% dall’inizio dell’anno, hanno pesato in modo particolare sul Nasdaq, che ha subito la maggiore perdita percentuale giornaliera in un mese chiudendo in calo dello 0,90%. S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,49%, Dow dello 0,05%
Secondo un articolo del Wall Street Journal, OpenAI sta registrando un calo degli utenti settimanali e dei ricavi, sollevando preoccupazioni sulla capacità del colosso dell’IA e madre di ChatGPT di sostenere le sue ingenti spese per i data center. Oracle la cui dipendenza da OpenAI per le sue ambizioni nel cloud computing è sotto i riflettori, è calata del 4,1%. Anche i titoli dei chip sono calati, tra cui Nvidia, Amd e Broadcom che hanno chiuso in calo tra l’1,6% e il 4,4%. CoreWeave, legata a Nvidia, è calata del 5,8%.
La stagione dei dati del primo trimestre entra nel vivo oggi: Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta pubblicheranno i loro report oggi, con gli investitori che analizzeranno i massicci piani di spesa in conto capitale per costruire data center e altre infrastrutture a supporto delle applicazioni AI. Invece domani toccherà a Apple con il recente cambio del suo Ceo, dopo l’uscita di Tim Cook. Secondo gli analisti, queste società rappresentano circa il 44% della capitalizzazione di mercato totale dell’indice S&P 500. Ma ci saranno anche i dati di AbbVie e Qualcomm.
General Motors è salita dell’1,3% dopo che la casa automobilistica ha superato le stime sugli utili trimestrali e ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili per l’intero anno, grazie alla solidità del mercato automobilistico statunitense e al previsto rimborso dei dazi doganali. Ups è crollata del 4,0% sebbene la società di consegne di pacchi abbia ribadito il suo obiettivo di fatturato per l’intero anno, bilanciando l’impennata dei costi del carburante con il miglioramento dell’attività.
Coca-Cola è salita del 3,9% in seguito alla pubblicazione di risultati trimestrali migliori del previsto. Il colosso delle bevande ha minimizzato l’impatto degli alti prezzi del petrolio e ha alzato il suo obiettivo di utili annuali.
Borse asiatiche contrastate. Giappone chiuso per festività. Nel Kospi spicca il settore difesa
Le azioni asiatiche sono contrastate e mostrano variazioni minime, anch’esse in attesa dei dati chiave della giornata. Dopo alcune oscillazioni, l’Indice Msci Asia Pacific si è assestato intorno alla parità (+0,1%).
In Giappone, i mercati sono chiusi per festa nazionale: si celebra lo Shōwa no Hi, o Giorno Shōwa. Questa ricorrenza apre la Golden Week, un periodo di vacanze consecutive che cadranno tra il 3 e il 5 maggio, e celebra il compleanno dell’imperatore Hirohito (periodo Shōwa), dedicata alla riflessione sul turbolento ma trasformativo periodo della sua storia.
In Cina il CSI 300 è in rialzo del +0,6%; Hang Seng di Hong Kong: +1,4%. Victory Giant Technology Huizhou, una società cinese fornitrice di Nvidia, ha chiuso il primo trimestre con vendite in aumento del 28% su base annua, grazie alla maggiore domanda di circuiti stampati utilizzati nei server per l’IA. Foxconn Industrial Internet ha perso fino al 6% dopo la pubblicazione di una trimestrale inferiore alle attese. Nio invece è salita fino all’8 % a Hong Kong, dopo l’avvio dei preordini del nuovo Suv.
A Seul, il Kospi guadagna lo 0,7%. Nell’indice, dominato per lo più dai titoli tecnologici, si sono invece distinti oggi i titoli della difesa, guidati da Hyundai Rotem, che è salito dell’8% dopo l’annuncio di un contratto in Polonia per la produzione locale di carri armati. Taiex di Taiwan: -0,5%. Straits Times di Singapore: -0,5%.
Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a Nexi, Eni, Mps
Le borse europee sono attese aprire in frazionale rialzo: +0,19% il future sull’Eurostoxx50
Pernod Ricard e Brown-Forman. Le trattative di fusione si sono concluse dopo che la società francese di liquori e la società del Kentucky proprietaria del whisky Jack Daniel’s non sono riuscite a raggiungere un accordo reciprocamente soddisfacente.
Deutsche Bank ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile record: il dato al netto delle imposte è salito dell’8% a 2,2 miliardi di euro. L’utile netto di pertinenza degli azionisti, pari a 1,9 miliardi di euro, si è attestato al di sopra delle stime degli analisti di 1,77 miliardi di euro e del valore di 1,8 miliardi di euro registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente.
Adidas: l’utile operativo nei primi tre mesi del 2026 è aumentato del 16% a 705 milioni di euro, superando i 647 milioni di euro previsti dagli analisti in un sondaggio redatto dalla società, rispetto ai 610 milioni di euro dell’anno precedente.
Ubs. La prima banca svizzera ha registrato un utile netto di pertinenza agli azionisti di 3,0 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, in crescita dell’80% su base annua e superiore alla stima media di 2,3 miliardi di dollari emersa da un sondaggio di analisti condotto dalla società. Il motore dell’impannata degli utili è dovuto alla forte attività di trading.
Eni. Ha comunicato al ministro delle Imprese Adolfo Urso di aver scelto un advisor con il compito di individuare un soggetto industriale interessato a rilevare l’impianto di cracking (per la lavorazione degli idrocarburi) di Brindisi. Secondo una fonte, l’advisor selezionato è JP Morgan. HSBC ha alzato il target price a 22 euro da 21, Hold confermato.
Mps. L’ad Luigi Lovaglio intende convocare l’assemblea per l’integrazione con Mediobanca tra giugno e luglio con l’obiettivo di chiudere l’operazione nel quarto trimestre, scrive Mf che cita Riccardo Mulone, numero uno di Ubs Italia, come possibile futuro ad della “nuova” Piazzetta Cuccia al posto Alessandro Melzi d’Eril.
Nexi. La società di private equity Cvc Capital starebbe valutando un’offerta da 9 miliardi di euro per il gruppo italiano di pagamenti. Lo scrive il Financial Times, che cita fonti a conoscenza della questione. Oggi si tiene l’assemblea degli azionisti sul bilancio.
Saipem. Bernstein ha alzato il target price a 4,96 euro da 4,61. Outperform confermato.
Snam. Berenberg ha alzato il target price a 6,6 euro da 5,3. Hold confermato.
Stellantis. Domani pubblica i risultati trimestrali.
Edison. La francese EDF ha rinviato qualsiasi decisione sulla vendita di una quota della sua controllata italiana dopo che la guerra in Iran ha interrotto le forniture di gas naturale liquefatto dal Qatar che Edison importa. Lo hanno detto a Reuters quattro fonti a conoscenza della questione.
Ferragamo. Jefferies ha avviato la copertura su con raccomandazione underperform e prezzo obiettivo a 5,5 euro.
