Corrono anche oggi i mercati azionari internazionali, supportati dalla nuova accelerazione delle azioni tecnologiche statunitensi che hanno spazzato via le preoccupazioni per l’incredibile spesa per l’intelligenza artificiale. Google è partita a chiedere finanziamenti internazionali per 20 miliardi mentre sembra che Trump voglia escludere dai dazi le bigtech. Le azioni asiatiche sono ai massimi storici, trainate dall’entusiasmo in Giappone per la vittoria elettorale di Takaichi e in Cina per il balzo dello yuan. I futures indicano un’apertura al rialzo per le borse europee. Oro e greggio in calo.
Wall Street in rialzo trainata dal rimbalzo dei tecnologici e del software
A Wall Street ieri gli indici S&P 500 e Nasdaq hanno registrato un solido rialzo dopo un inizio incerto, con i titoli tecnologici hanno trovato un nuovo slancio dopo la svendita della scorsa settimana. Gli investitori attendono i dati economici chiave di questa settimana che potrebbero far luce sul percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve. Il Dow Jones, dopo aver superato per la prima volta venerdì i 50.000 punti, è salitodello 0,04%, a 50.135,87. L’S&P 500 ha chiuso sotto i massimi con un +0,47%. Il Nasdaq a +0,90%.
Il settore dei software, così pesante la scorsa settimana, ha recuperato, a partire da Oracle che ha guadagnato il 9,6% dopo che DA Davidson ha alzato la raccomandazione da “neutrale” a “acquisto”. Intanto Alphabet di Google si lancia in una corsa alle obbligazioni globali da 20 miliardi per finanziare una spesa record. Si prevede che le spese in conto capitale per le quattro più grandi aziende tecnologiche statunitensi raggiungeranno circa 650 miliardi di dollari nel 2026. I ricavi di TSMC aumentano del 37% a gennaio, mentre la spesa per l’intelligenza artificiale continua a crescere. Il Financial Times scrive che la Casa Bianca intende escludere dai dazi le grandi società del tech impegnate nella costruzione di centri dati per l’intelligenza artificiale.
Da segnalare Hims & Hers Health, crollato del 16%, segnando la settima perdita giornaliera consecutiva. Novo Nordisk ha fatto causa all’azienda di telemedicina per violazione di brevetto dopo che l’azienda statunitense ha lanciato, e poi annullato, una copia da 49 dollari della pillola dimagrante Wegovy della casa farmaceutica danese, dopo le valutazioni negative della Food and Drug Administration statunitense. Meta Platforms Inc. ha ricevuto un avvertimento dall’Unione Europea per le politiche che bloccano l’uso di assistenti di intelligenza artificiale rivali su WhatsApp, aumentando la possibilità di ulteriori tensioni con l’amministrazione Trump in merito alla regolamentazione delle aziende tecnologiche statunitensi. Standard Chartered Plc ha dichiarato che il suo direttore finanziario Diego De Giorgi lascerà il suo incarico con effetto immediato, inaspettatamente dopo circa due anni di permanenza presso l’istituto di credito. Nel settore auto, Trump intende revocare gli standard più stringenti sulle emissioni dei veicoli. Gli effetti principali sarebbero minori costi di conformità e un mix di vendite più favorevole.
Domani sono attesi i dati relativi alle buste paga non agricole di gennaio, che è stato ritardato a causa di una chiusura parziale del governo, mentre l’indice dei prezzi al consumo di gennaio è in agenda venerdì.
Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, i mercati stanno attualmente scontando il primo taglio dei tassi a giugno, che potrebbe avvenire quando Kevin Warsh, candidato alla presidenza della Fed dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, assumerà l’incarico.
Le Borse asiatiche viaggiano in positivo. Nikkei record con “effetto Takaichi”. Vola lo yuan cinese
Anche le borse asiatiche si muovano al rialzo stamane, ispirate da Wall Street, puntando anche qui sui tecnologici.
In Giappone l’indice Nikkei 225 sale fino al 3% raggiungendo un nuovo massimo storico di 57.960 punti, mentre il più ampio TOPIX è balzato del 22% a livelli record. Già ieri ol Nikkei era salito di quasi il 4% e il TOPIX del 2,3%. Il rally riflette un forte ottimismo degli investitori riguardo all’agenda politica del primo ministro Sanae Takaichi, che i mercati considerano favorevole alla crescita, alla redditività aziendale, al sostegno a settori strategici e agli investimenti domestici. Lo yen ha guadagnato lo 0,4%, mantenendosi ancora intorno ai 155 dollari, dopo lo storico trionfo elettorale di Takaichi durante il fine settimana.
L’indice KOSPI della Corea del Sud sale dello 0,4% dopo essere balzato di oltre il 4% nella seduta precedente.
L’Hang Seng di Hong Kong ha guadagna lo 0,5%, con il sottoindice Hang Seng TECH in rialzo dell’1%.
Nella Cina continentale, i principali listini azionari sono poco mossi, tendenzialmente intorno allo +0,1%. Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha dichiarato lunedì che alti funzionari del Tesoro statunitense si sono recati in Cina la scorsa settimana “per rafforzare i canali di comunicazione” tra Washington e Pechino. Gli aspetti negativi continuano ad accumularsi attorno al dollaro Usa. Lo yuan è balzato al livello più alto da maggio 2023, dopo che la Cina avrebbe chiesto alle banche di limitare le loro partecipazioni in titoli del Tesoro statunitensi. Una simile mossa potrebbe accelerare il rimpatrio di capitali verso gli asset cinesi, fornendo una ulteriore spinta allo yuan.
Nei mercati delle materie prime, il greggio Brent vede un ribasso dello 0,3% a 68,81 dollari. L‘oro scende dello 0,7% a 5.030 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin resta sotto quota 70.000 dollari.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Fincantieri, Unicredit
I mercati europei dovrebbero aprire in leggero rialzo. Il future sull’indice Euro Stoxx 50 è a +0,1%.
Banco Bpm – Ha prezzato ieri un bond a 5 anni da 500 milioni di euro, con ordini finali oltre 1,4 miliardi.
Fincantieri – Si è aggiudicata, attraverso la controllata Wass, un importante ordine dal Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90. L’accordo, del valore di 200 milioni di euro, rappresenta il più grande contratto nella storia di Wass.
Mediobanca – Ha chiuso l’esercizio di 6 mesi al 31/12/2025 con un utile ricorrente superiore a 620 milioni di euro, di cui circa 300 milioni nell’ultimo trimestre. Proposta di dividendo di 0,63 euro, +13% su base annua, pagamento ad aprile 2026.
Monte Paschi di Siena – Ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi complessivi pari a 4.957 milioni di euro. Escludendo l’apporto riferito al perimetro Mediobanca, pari a 883 mln di euro, i ricavi si attestano a 4.074 mln e risultano in crescita rispetto all’anno precedente (+1,0%). Il margine di interesse è risultato pari a 2.654 mln. Al netto del contributo di Mediobanca (+473 mln di euro), l’aggregato si attesta a 2.182 mln di euro, che si confrontano con i 2.356 mln dell’anno precedente.
Unicredit – Ha rivisto al rialzo le previsioni di utile 2026. Il risultato nel 2025 ha battuto le attese. Ha già effettuato accantonamenti in bilancio per sostenere le penali che dovrà corrispondere ad Amundi. Mediobanca ha alzato il target price sul titolo a 92 euro, dai precedenti 86 euro, confermando il giudizio Outperform. Morgan Stanley ha alzato la raccomandazione a Overweight da Equalweight e portato il target price a 95,50 euro, dagli 82,60 euro precedenti. BNP Paribas ha alzato il target price a 95 euro, dagli 85 euro precedenti, giudizio Outperform confermato.
Brembo – Ha siglato una partnership con la cinese JAC per lo sviluppo dei freni.
