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Borse 7 maggio in altalena dopo la proposta Usa all’Iran, ma petrolio e dollaro scivolano giù

Il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari e il cambio del dollaro sull’euro sono i veri protagonisti della giornata, con effetti diversi sulle Borse. A Milano spiccano il tonfo di Campari e l’arretramento dei titoli energetici mentre brillano Tim e Poste. Argento di nuovo sopra gli 80 dollari

Borse 7 maggio in altalena dopo la proposta Usa all’Iran, ma petrolio e dollaro scivolano giù

Giornata interlocutoria sui mercati finanziari internazionali, in attesa della risposta dell’Iran alla proposta di tregua da parte degli Usa. Ad inizio giornata c’era stato il ruggito dell’indice Nikkei di Tokyo, rimbalzato clamorosamente del 5,6%, poi però la situazione ha fatto fatica a stabilizzarsi tra Europa e America, con i listini contrastati: Milano -0,82%, Parigi -1,1%, Francoforte -1%, Londra -1,4%, Dow Jones -0,2%, S&P 500 +0,1%, Nasdaq Composite Index +0,5%. I driver di oggi sono due: il petrolio che continua a scendere e finisce sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile sia col Wti Crude Oil, che retrocede addirittura sui 91 dollari, che con il Brent, che vale nel pomeriggio italiano meno di 98 dollari al barile. E poi l’altro tema del giorno è il dollaro che si indebolisce sensibilimente rispetto all’euro, col cambio che torna vicino all’1,18.

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Materie prime: in calo anche il gas, risorge l’argento, boom del tè

Per chiudere il quadro sulle materie prime, cala oggi anche il valore del gas naturale europeo, ma non tanto quanto il petrolio in termini percentuali: alla Borsa di Amsterdam il TTF perde lo 0,6% circa e rimane sopra i 43 euro per megawattora. Occhio invece al balzo dei beni rifugio come oro e argento, in particolare quest’ultimo che in un colpo solo si apprezza del 5,5% sopra quota 80 dollari all’oncia, per la precisione non lontano dagli 82 dollari. L’oro guadagna meno ma si consolida intorno ai 4.750 dollari all’oncia. In tema commodities vale la pena segnalare pure il tè, che viene prodotto soprattutto in Asia, quindi in aree sensibili al conflitto Usa-Iran e viene trasportato proprio negli Stretti a rischio: nell’ultimo mese il suo valore è aumentato del 22%, solo oggi del 16%.

In positivo quasi solo il Nasdaq grazie ai titoli tech. Bitcoin in calo sotto gli 80.000 dollari

Sostanzialmente c’è solo il Nasdaq che va in controtendenza oggi, guadagnando circa mezzo punto percentuale nell’orario in cui chiudono i battenti le Borse europee. Bene le big tech: Apple +1,3%, Microsoft +1,8%, Tesla +2,7%, Nvidia +1,8%, Meta +1,6%. Tra gli exploit di giornata da segnalare Datadog +29%, Axon +12%, Qualcomm +8,4%, Palantir +4,4%. Attenzione anche a Booking +3%, che scommette sulla pace in Medio Oriente e la ripresa del settore turismo e viaggi. A Wall Street però non per tutti è una giornata sì: Marvell -3,5%, Sandisk -3,7%, Starbucks -1,6%. Il Bitcoin si prende un break dopo un periodo di rialzi consistenti: oggi perde oltre il 2%, scendendo di nuovo sotto quota 80.000 dollari.

A Piazza Affari sono giorni di trimestrali: dopo i conti ko Campari mentre vola Tim

Giorni intensi di trimestrali per le società quotate sul Ftse Mib, che comunque difende i 49.000 punti: ieri sera a Borse chiuse sono usciti tra le altre quelle di Telecom Italia e Campari, che casualmente oggi sono rispettivamente il migliore titolo e il peggiore nel paniere principale della Borsa Italiana, con il +3,7% e il -14,5%. Oltre a Campari, i cui conti sono stati penalizzati dai dazi e dalle tensioni geopolitiche, anche se l’azienda ha confermato la guidance 2026, soffrono sul Ftse Mib i titoli energetici: Tenaris -6,7%, Saipem -5,6%, Eni -2,5%, Snam -2,6%. Contrastate le banche: Bper -3,3%, Unicredit +0,65%. ù

Si risolleva il lusso: Brunello Cucinelli +0,9%, Moncler +1,2%, Ferrari +1%, in scia alle buone performance dei titoli di riferimento a Parigi, cioè Hermes +1,8%, Kering +1,5%, Lvmh +0,9%. Buone notizie infine dallo spread Btp Bund, che ormai si allontana dagli 80 punti base per riscendere verso i 70: oggi 73, con il rendimento del Btp 10 anni al 3,74%.

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