Sale l’attesa per la possibile risposta dell’Iran alla proposta degli Stati Uniti che punta a porre fine alla guerra. Un documento stringato, lungo appena una pagina suddivisa in quattordici punti, a cui Teheran dovrebbe rispondere entro oggi. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate.
Cosa prevede il piano di Trump per porre fine alla guerra in Iran
A rivelare i passaggi principali del piano è Axios, secondo cui l’accordo partirebbe da un cessate il fuoco immediato e dall’apertura di una finestra negoziale di 30 giorni durante i quali stilare un’intesa dettagliata sull’apertura di Hormuz, la limitazione del programma nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni Usa. I negoziati potrebbero svolgersi a Islamabad o a Ginevra.
Tra i capisaldi della proposta ci sarebbe una moratoria temporanea, seguita da una a lungo termine (12-15 anni), sull‘arricchimento dell’uranio iraniano, con la sospensione da parte di Teheran delle attività presso le strutture sotterranee.
Per vigilare sul rispetto degli accordi si prevedono ispezioni potenziate delle strutture iraniane, inclusi “controlli a sorpresa” da parte degli ispettori dell’Onu. Tra le misure più delicate inserite nel documento figura il potenziale trasferimento dell’uranio altamente arricchito dell’Iran al di fuori dei suoi confini, possibilmente verso gli Stati Uniti che, da parte loro, revocherebbero le sanzioni economiche all’Iran e sbloccherebbero i fondi di Teheran bloccati. Previste poi garanzie vincolanti da parte dell’Iran di non perseguire lo sviluppo di armi nucleari. Secondo quanto rivelato all’agenzia Reuters da fonti dell’intelligence americana, al regime potrebbe bastare un anno per arrivare alla bomba atomica.
Arriva infine il punto a cui tutto il mondo guarda con maggior attenzione: quello riguardante lo stretto di Hormuz, la cui chiusura ha fatto impennare i prezzi del petrolio, con effetti su inflazione e crescita economica. Axios rivela che la proposta statunitense prevederebbe la revoca graduale del blocco navale americano e delle restrizioni alla navigazione imposte dall’Iran, il ripristino della libertà di navigazione per tutte le imbarcazioni.
A parte quest’ultimo punto, l’accordo proposto da Trump sarebbe simile a quello già raggiunto da Barack Obama, dal quale però il tycoon si era ritirato, ritenendolo insufficiente. Il precedente non prevedeva nulla su Hormuz perché, fino all’attacco congiunto di Usa e Israele, lo Stretto era sempre rimasto aperto.
Rubio a colloquio con Papa Leone XIV
Nel frattempo si è concluso l’incontro in Vaticano tra Papa Leone XIV e il segretario di Stato americano, Marco Rubio, che successivamente ha avuto un colloquio anche con il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. La sua permanenza al Palazzo apostolico è stata complessivamente di due ore e mezza.
L’udienza tra il Papa e il segretario di Stato Usa è durata circa 45 minuti, spiega una fonte del Dipartimento di Stato Usa. L’incontro ha sottolineato “la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana”, sostiene poi il Dipartimento di Stato in una nota. Il colloquio era considerato dagli osservatori molto delicato. Rubio è infatti venuto a Roma con un duplice scopo: da un lato, ricucire con il Vaticano dopo gli insulti di Trump al Pontefice, dall’altro portare un messaggio del presidente Usa: “L’Iran non può possedere un’arma nucleare”.
E non è finita qui, perché domani Rubio vedrà anche la presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Anche in questo caso lo scopo è quello di smorzare i toni dopo i duri attacchi del tycoon alla premier, colpevole di non aver “aiutato gli Usa in Iran”.
(Ultimo aggiornamento: ore 16.55 del 7 maggio).
