Condividi

Banner FIRSTonline

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: come funziona? Cosa acquistare, requisiti e rimborsi

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: si tratta di una detrazione Irpef pari al 50% delle spese totali, calcolata su una soglia massima di 5.000 euro. Cosa si può acquistare e cosa no. Per quest’anno confermato anche il bonus sociale

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: come funziona? Cosa acquistare, requisiti e rimborsi

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026, come funziona? Va detto, innanzitutto, che per quest’anno alcuni incentivi dedicati alla famiglia vengono confermati mentre altri spariscono dalla scena. Tra quelli che restano, ad esempio, il Bonus sociale energia, il Bonus sociale gas (il cui valore varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare), il Bonus ristrutturazione e l’ecobonus. Tra quelli che spariscono, invece, ci sono il Superbonus; il Bonus sport, vale a dire il contributo da 300 euro per attività sportive o ricreative al di fuori della scuola per i figli di età compresa nella fascia 6-14 anni e il Bonus barriere architettoniche, la detrazione fiscale del 75% in 10 anni per gli interventi finalizzati al superamento o all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Bonus sociale confermato, Assoutenti: “Misure insufficienti”

“Se da un lato questi Bonus possono rappresentare un aiuto per le famiglie meno abbienti, dall’altro è innegabile che non bastino a risolvere la situazione”, “servono misure strutturali in modo da aiutare realmente tutte le famiglie e con esse l’economia italiana”, dice Gabriele Melluso, presidente Assoutenti.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: di cosa si tratta

Ma quanto vale il Bonus mobili ed elettrodomestici 2026? E di cosa si tratta? L’Agenzia delle Entrate ha recentemente aggiornato le linee guida relative al Bonus mobili ed elettrodomestici, confermando la validità di questa agevolazione fiscale anche per tutto il 2026.

La misura, integrata nella legge di Bilancio, permette ai contribuenti di recuperare una parte significativa delle spese sostenute per l’arredo di immobili sottoposti a interventi di recupero edilizio. Si tratta, infatti, di una detrazione Irpef pari al 50% delle spese totali, calcolata su una soglia massima di 5.000 euro. Tradotto, il beneficio economico effettivo può arrivare fino a 2.500 euro. L’incentivo non è isolato, ma deve essere necessariamente collegato a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal primo gennaio 2025.

Bonus mobili 2026: quali requisiti occorrono?

Per poter accedere correttamente al beneficio, è indispensabile soddisfare requisiti tecnici e temporali ben precisi. L’agevolazione scatta solo se l’immobile è oggetto di interventi di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione edilizia, mentre la semplice manutenzione ordinaria non è considerata un presupposto valido, salvo casi specifici legati alle parti comuni condominiali. Un elemento determinante è la sequenza degli eventi: la data ufficiale di inizio del cantiere deve precedere il giorno dell’acquisto dei mobili. Questa correlazione può essere certificata attraverso le comunicazioni amministrative di rito o, nei casi in cui non siano richiesti titoli abilitativi, tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Bonus mobili 2026, quali beni acquistare

La detrazione riguarda esclusivamente l’acquisto di beni nuovi destinati ad arredare l’abitazione oggetto dei lavori. Nel catalogo degli acquisti agevolabili rientrano i principali arredi come letti, armadi, tavoli, sedie, divani e materassi, mentre rimangono esclusi elementi come tende, porte e pavimentazioni, che non sono considerati mobilio in senso stretto. Per quel che riguarda gli elettrodomestici, la normativa impone criteri rigorosi di efficienza energetica: i forni non devono essere inferiori alla classe A, le lavatrici e le lavastoviglie devono attestarsi almeno sulla classe E, mentre per frigoriferi e congelatori è richiesta almeno la classe F. Sono inoltre incluse nel calcolo le spese per il trasporto e il montaggio, a patto che il pagamento sia avvenuto con sistemi tracciabili.

Bonus mobili 2026, dichiarazione dei redditi per il recupero

Come sottolineato dal Messaggero, il recupero della detrazione avviene gradualmente nel tempo attraverso la dichiarazione dei redditi, sia essa presentata tramite modello 730 o Redditi persone fisiche. La somma spettante viene infatti ripartita in dieci quote annuali di pari importo, permettendo al contribuente di diluire il vantaggio fiscale in un decennio. Elemento fondamentale è la coincidenza tra chi sostiene le spese edilizie e chi acquista gli arredi: se, ad esempio, la fattura della ristrutturazione è intestata a un coniuge e quella dei mobili all’altro, nessuno dei due potrà beneficiare dello sconto. Inoltre, il bonus è strettamente personale e non può essere trasferito a terzi nel caso in cui l’immobile venga venduto o in caso di decesso del titolare.

Commenta