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Bankitalia, inflazione e crescita: così la guerra rende le imprese italiane più pessimiste sul futuro dell’economia

La guerra rende le imprese italiane più pessimiste sul futuro dell’economia. Dall’indagine condotta dalla Banca d’Italia nei giorni a cavallo dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico, emerge “un marcato deterioramento delle valutazioni delle imprese sull’evoluzione del quadro macroeconomico”

Bankitalia, inflazione e crescita: così la guerra rende le imprese italiane più pessimiste sul futuro dell’economia

La guerra rende le imprese italiane più pessimiste sul futuro dell’economia. Dall’indagine condotta dalla Banca d’Italia nei giorni scorsi, a cavallo dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico, emerge “un marcato deterioramento delle valutazioni delle imprese sull’evoluzione del quadro macroeconomico”. Rispetto alla precedente rilevazione, “i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori, così come le prospettive sulle proprie condizioni operative. Queste ultime risentono in particolare dell’incremento del prezzo delle materie prime energetiche e dell’incertezza economica e politica”.

Bankitalia indagine, inflazione e crescita: il quadro

La domanda totale, si legge nell’indagine “si è indebolita in tutti i comparti; l’industria in senso stretto ha registrato un peggioramento anche nella componente estera. Per i prossimi tre mesi le attese delle imprese sulle vendite complessive rimangono positive, a fronte tuttavia di un calo delle prospettive sull’export. Anche le condizioni per investire segnalano un marcato peggioramento, accentuato dallo scoppio della guerra”.

Tuttavia, i piani di investimento per il 2026 sono sostanzialmente invariati rispetto a quanto prefigurato nella precedente rilevazione, salvo una moderata flessione nell’industria in senso stretto. Infine, secondo il questionario diffuso fra le aziende, “l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane all’inizio del 2026 è ancora moderata, con un impiego più diffuso nelle grandi aziende e nei servizi. Le principali barriere all’adozione o a un utilizzo più estensivo di questa tecnologia deriverebbero dalla mancanza di competenze adeguate e dalla percezione di scarsa applicabilità dell’Ia all’attività specifica della propria impresa”.

Bankitalia indagine, le previsioni delle imprese

Le imprese italiane prevedono una riduzione dei propri margini nei prossimi dodici mesi derivante dal rialzo dei costi alla produzione e da un aumento solo moderato dei listini. Lo si ricava ancora dall’indagine della Banca d’Italia secondo cui prezzi praticati negli ultimi 12 mesi sono cresciuti a un ritmo sostanzialmente analogo rispetto alla precedente rilevazione; nei prossimi 12 mesi i listini aumenterebbero in misura moderata, nonostante le attese di maggiori costi di produzione, prefigurando una riduzione dei margini. Le aspettative sull’inflazione al consumo continuano ad attestarsi al di sotto del 2 per cento su tutti gli orizzonti temporali.

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