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Archiviata l’Imu, oggi l’asta dei Btp fa meno paura

L’accordo sull’Imu raffredda le tensioni politiche e il Tesoro può oggi affrontare l’attesa asta dei Btp con meno ansia – Lo spread scende el’Italia fa meglio della Spagna – Borse e banche in recupero malgrado i venti di guerra restino sulla scena – Il petrolio vola e l’Eni corre – Riscossa delle Popolari – Exploit di Iren – Ottima performance di Cucinelli

Archiviata l’Imu, oggi l’asta dei Btp fa meno paura

PASSATA L’IMU, L’ASTA DI OGGI SUI BTP FA MENO PAURA

BORSE POSITIVE ANCHE IN ASIA, NONOSTANTE DAMASCO

Nel pomeriggio di ieri, ancor prim dell’accordo di governo sull’Imu, il differenziale di interesse tra decennali italiani e  tedeschi si è ristretto riportandosi in vista dei 250 punti  base. In parallelo, il rendimento dei decennali italiani è tornato ad allontanarsi da quello dei titoli spagnoli: 4,40% in serata contro  i 4,530% di Madrid, con un differenziale  di una dozzina di punti base dopo che martedì la forbice si era ridotta  fino a 2 pb anche se m sulla scadenza a due anni i  rendimenti italiani sono ancora più alti (a 1,904%) rispetto a  quelli spagnoli (1,859%). 

L’asta di stamane sui Btp a 5 anni (2,5-3,5 miliardi) e a 10 anni (1,75- 2,5 miliardi, a questo punto, fa comunque  meno paura nonostante i timori per la situazione in Siria. Alla vigilia il nuovo 5 anni tratta ad un rendimento a 3,49%,  circa 15 punti base il ‘vecchio’ Btp, scadenza giugno 2018.Il decennale tratta alla vigilia ad un rendimento del 4,556% (4,46% all’asta precedente). 

I PETROLIFERI SOSTENGONO WALL STREET. ENI +2,8% 

Listini asiatici in rialzo sull’onda di Wall Street.  A Tpkyo il Nikkei +0,8%, nonostante la frenata dei consumi: si profila una nuova dose di stimoli all’economia. Salgono anche Hong Kong +0,6% e Shanghai +0,3%, ancor più positivo il Kospi coreano +1,2%. Sale anche Giacarta in attesa di un pacchetto di provvedimenti per fermare l’esodo di capitali dall’Indonesia.  

A Wall Street ieri sera  finale in rialzo, : Dow Jones +0,27, S&P +0,33% e Nasdaq +0,41%   

L’effetto dei venti di guerra su Damasco  è stato limitato, finora, all’aumento del prezzo del greggio.Il Brent è scambiato a 115,5 dollari/barile, con un rialzo dell’1% che segue quello del 3% di ieri. Wti a 110,1 dollari.

Il paniere S&P dell’energia guadagna l’1,95%, con Chevron in rialzo del 2,6% e Exxon Mobil del 2% circa.

Analoga reazione in Europa. Total +2,6%,Bp +1,2%, Royal Dutch Shell +2,1%. 

A Milano l’Eni sale del 2, 8%, Saipem +2,3%  

Al contrario in Usa l’indice sul settore dei trasporti aerei perde lo 0,65% dopo il -3,9% di ieri. 

Barrick Gold, primo produttore mondiale di oro, corre in rialzo del 3,4%. Il metallo giallo è salito ieri di un modesto +0,3% a 1.419 dollari l’oncia. Stamane in Asia tratta a quota 1412.  

Nasce, nel frattempo  un’altra Borsa colossal: con la fusione tra due piattaforme alternative, Bats e Direct Edge, emergerà un listino elettronico con un giro d’affari  superiore al Nasdaq. Il nuovo Stock Exchange sarà presto quotato.  

Negative le Borse europee, ad eccezione di Piazza Affari: Londra è scesa dello 0,1%, Parigi -0,2%, Francoforte -1%. 

La Borsa di Milano, dopo due giorni di pesanti ribassi, chiude in rialzo dello 0,98% sostenuta dal recupero delle banche. L’accordo sull’Imu pesa di oiù della sindrome Damasco. 

A PIAZZA AFFARI VA IN SCENA LA RISCOSSA DELLE POPOLARI

Grande giornata per le banche Popolari, a partire dal Banco Popolare +6,7% dopo i risultati del trimestre seguita a ruota da Ubi +6,3% . Unicredit è salita dell’1,6%, Intesa +1%.

Nel risparmio gestito forte ribasso di Azimut-2,2%.

Fra i titoli industriali ha brillato Finmeccanica +2,7% grazie alle indiscrezioni per cui la Cassa depositi e prestiti, tramite il Fondo strategico italiano, starebbe trattando l’acquisto di Ansaldo Energia e del 29% di AnsaldoSts in ribasso dell’1,9%.

Fiat è salita dello 0,8% mentre il resto del settore auto in Europa è finito in ribasso: Volkswagen ha perso il 2,3%, Peugeot -3%.

Ottima risposta di Piazza Affari ai conti di Iren +5,5% che ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto di 110,7 milioni.

Attesa stamane per le reazioni alla semestrale positiva di Brunello Cucinelli. La società ha chiuso il primo semestre con un utile netto in crescita del 10,6% annuo a 13,3 milioni. 

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