Amazon ha dato il via alla giornata più intensa mai registrata per le vendite di obbligazioni societarie statunitensi, con l’intenzione di raccogliere quasi 50 miliardi di dollari. L’operazione punta ad approfittare della maggiore calma dei mercati dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lasciato intendere che la guerra con l’Iran potrebbe finire presto. Fonti vicine alla transazione, hanno rivelato al Financial Times che il gigante dell’e-commerce ha lanciato ieri 11 tranche di debito in dollari agli investitori per raccogliere 37 miliardi di dollari destinati a intensificare la campagna di prestiti per finanziare i suoi ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.
Amazon: corsa ai prestiti da parte delle Big tech
Secondo le fonti, l’accordo è stato aumentato da una stima iniziale di 25 miliardi di dollari a 30 miliardi, dopo aver attirato circa 123 miliardi di ordini. Sempre secondo quanto riportato, Amazon avrebbe puntato a raccogliere altri 10 miliardi di euro da una prima emissione di obbligazioni denominate in euro il cui lancio era previsto per oggi. Circa una dozzina di aziende blue-chip, tra cui Honeywell Aerospace e le divisioni di servizi finanziari di Toyota e Ford Motor, si sono affrettate ad aumentare il debito, rilanciando un mercato che aveva subito un notevole rallentamento da quando, più di una settimana fa, era scoppiato il conflitto in Medio Oriente.
Martedì le emissioni di titoli investment-grade hanno totalizzato oltre 65 miliardi di dollari, superando il precedente record giornaliero di 52 miliardi del 2013, quando Verizon aveva venduto obbligazioni per 49 miliardi di dollari. “Le finestre temporali per concludere queste operazioni si stanno restringendo”, ha affermato Mark Clegg, senior trader obbligazionario di Allspring Global Investments. “Ogni volta che c’è stabilità, gli operatori dei mercati dei capitali devono davvero intervenire”.
Amazon: vendite obbligazionarie servono per l’IA
Le vendite obbligazionarie di Amazon segnano l’ultima intensificazione della corsa ai prestiti da parte delle grandi aziende tecnologiche per finanziare le infrastrutture di intelligenza artificiale. Il gruppo con sede a Seattle ha raccolto 15 miliardi di dollari a novembre nell’ambito della sua prima emissione obbligazionaria statunitense in tre anni.
I rivali Oracle hanno raccolto 25 miliardi il mese scorso, mentre Alphabet ha raccolto oltre 30 miliardi di dollari in un’emissione di debito denominato in dollari, sterline e franchi svizzeri. Amazon ha spaventato il mercato a febbraio, annunciando un piano di investimenti in conto capitale per 200 miliardi di dollari quest’anno, superando concorrenti come Google e Microsoft. La maggior parte della spesa sarà destinata all’intelligenza artificiale e alla realizzazione di infrastrutture per data center.
