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Accadde oggi – 8 maggio 1886: Coca-Cola compie 140 anni, da sciroppo a “preferito senza tempo” di Warren Buffett

Simbolo per eccellenza della globalizzazione, Coca-Cola nasce nel 1886 quasi per caso come tonico medicinale in una farmacia di Atlanta. Oggi è un’icona mondiale e un modello di stabilità finanziaria, consacrato dal leggendario investimento dell’oracolo di Omaha

Accadde oggi – 8 maggio 1886: Coca-Cola compie 140 anni, da sciroppo a “preferito senza tempo” di Warren Buffett

L’8 maggio 1886, in una farmacia di Atlanta, prende forma quella che diventerà una delle invenzioni commerciali più influenti della storia moderna. Coca-Cola nasce infatti come preparato medicinale: uno sciroppo ideato dal farmacista John Stith Pemberton per alleviare mal di testa, stanchezza e dolori cronici. Quasi un secolo e mezzo dopo, quel rimedio ottocentesco è diventato uno dei marchi più riconoscibili al mondo e un’icona della globalizzazione.

Coca Cola: dalla “French Wine Coca” alle origini della formula

Pemberton, ex ufficiale dell’esercito confederato, rimase ferito durante la Guerra Civile americana e sviluppò una dipendenza da morfina, condizione che lo portò a sperimentare rimedi e tonici in un’epoca in cui il confine tra medicina e bevande era ancora molto sottile. Da queste ricerche nacque l’ispirazione dei “vin de coca” europei, come il Vin Mariani, bevanda ottocentesca a base di vino e foglie di coca, che lo spinse a creare il “Pemberton’s French Wine Coca”, una miscela di vino, estratti di coca e noci di cola. Quando ad Atlanta vennero introdotte restrizioni sull’alcol, la formula fu rielaborata eliminando il vino e trasformandosi in uno sciroppo dolcificato da diluire con acqua gassata, da cui nacque anche il nome “Coca-Cola”, unendo i due ingredienti principali.

Il prodotto ottenne subito un successo immediato e iniziò a diffondersi alla Jacob’s Pharmacy di Atlanta, dove veniva servito come bevanda da banco a cinque centesimi al bicchiere; fu in questa fase che il contabile Frank Robinson coniò il nome e progettò il logo in carattere corsivo Spencerian, destinato a diventare iconico.

Nella fase iniziale la bevanda conteneva ancora estratti di coca con tracce di alcaloidi, ma nei primi anni del Novecento la formula venne progressivamente modificata, sostituendoli con foglie di coca decocainizzate per mantenere l’aroma eliminando le sostanze attive.

La bottiglia iconica e la nascita del mito Coca-Cola

Nonostante l’intuizione, Pemberton non riesce mai a trasformare Coca-Cola in una fortuna personale. Nel 1888, in difficoltà economiche, vende formula e marchio all’imprenditore Asa Candler per circa 2.300 dollari. Morirà pochi mesi dopo, senza vedere il successo globale della sua invenzione. Candler ne intuisce invece il potenziale e nel 1892 fonda la Coca-Cola Company, avviando una delle prime grandi strategie pubblicitarie moderne: manifesti, calendari, insegne e gadget diffondono il marchio in tutto il Paese, trasformando la bevanda in un fenomeno culturale oltre che commerciale.

Tra le innovazioni decisive arriva anche l’imbottigliamento, seguito nel 1915 dalla celebre contour bottle, progettata per essere riconoscibile anche al tatto o in condizioni di scarsa visibilità. Il design rafforza l’identità del marchio, insieme a campagne pubblicitarie che ridefiniscono il linguaggio della comunicazione commerciale. Emblematica quella del 1931 di Haddon Sundblom, che contribuisce a creare l’immagine moderna di Babbo Natale con barba bianca e vestito rosso.

Nel corso del Novecento Coca-Cola si diffuse in tutto il mondo, diventando un simbolo della cultura pop globale. La sua presenza si adattò ai diversi contesti culturali, mantenendo però un’identità immediatamente riconoscibile. Accanto alla versione classica, l’azienda sviluppò nel tempo varianti come Coca-Cola Zero Sugar e Coca-Cola Light/Diet, insieme a un ampio portafoglio di prodotti che include Fanta, Sprite, Schweppes in alcuni mercati, oltre a tè, acque e bevande energetiche.

Coca-Cola a Wall Street: quanto varrebbe oggi un investimento del 1919

Oggi Coca-Cola non è solo una delle bibite più riconoscibili al mondo, ma anche una delle certezze di Wall Street, con una capitalizzazione di circa 339 miliardi di dollari e un titolo intorno ai 79 dollari per azione. Quotata per la prima volta nel 1919 a 40 dollari, la società è diventata nel tempo un simbolo di continuità finanziaria: chi avesse investito allora anche solo 100 dollari avrebbe comprato circa 2 azioni, che oggi, grazie agli stock split, sarebbero diventate oltre 23mila azioni. Ai valori attuali, si parlerebbe di un capitale nell’ordine di 1,8 milioni di dollari, senza considerare il reinvestimento dei dividendi, che avrebbe aumentato ulteriormente il rendimento complessivo.

Questa solidità trova la sua massima espressione nell’investimento di Warren Buffett. Attraverso Berkshire Hathaway, iniziò ad acquistare azioni nel 1988 dopo il crollo di Wall Street del 1987, riconoscendo nella società un modello raro di stabilità e redditività costante. Oggi Berkshire detiene circa il 9% della società e l’investimento iniziale da 1,3 miliardi di dollari vale decine di miliardi, anche grazie ai dividendi accumulati. Buffett che sarebbe un fan sfegatato della bevanda, ha spesso definito Coca-Cola un esempio di “azienda eterna”: un marchio globale capace di restare solido in ogni fase storica, trasformandosi in una presenza quasi immutabile nei portafogli degli investitori di lungo periodo.

Le polemiche sugli ingredienti e il dibattito sulla salute

Accanto al successo commerciale, Coca-Cola è stata spesso al centro di polemiche legate alla salute e agli ingredienti utilizzati nelle sue bevande. Dalla quantità di zuccheri agli additivi impiegati nei prodotti aromatizzati, il marchio ha dovuto affrontare critiche, studi scientifici e campagne di pressione da parte dei consumatori.

Negli ultimi anni l’azienda ha progressivamente modificato diverse ricette in alcuni mercati internazionali, eliminando sostanze considerate controverse e adattandosi a normative sempre più severe sul fronte alimentare.

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