Si accende lo scontro tra Leonardo Maria Del Vecchio e il consiglio di Delfin presieduto da Francesco Milleri. Dopo essersi dimesso dai ruoli manageriali ricoperti in EssilorLuxottica, il quartogenito del fondatore passa all’attacco e, in una lettera formale inviata lo scorso 29 agosto ai Commissaires aux Comptes di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiede loro di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della holding, partendo dai presunti conflitti di interesse dei consiglieri Mario Notari (amministratore di Delfin) e Romolo Bardin (ceo) e dai legami con Brooks Brothers. Una mossa che suona ufficialmente il de profundis sull’alleanza che da anni legava Lmdv a Milleri, ormai sostenuto solo dalla sorella Marisa.
Nella missiva anticipata dal Sole 24 Ore e confermata dall’Ansa, in qualità di azionista della holding che detiene il 32% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Mps, il 10% di Generali e il 2,8% di Unicredit, Del Vecchio jr lamenta una mancanza di trasparenza nel sistema che governa il gruppo e torna anche sul tentato acquisto delle quote dei fratelli Paola e Luca, fallito dopo che il cda di Delfin ha detto No alla lettera di patronage necessaria come garanzia da fornire alle banche per ricevere il maxi prestito da 11 miliardi funzionale all’operazione.
Le contestazioni di Leonardo Maria Del Vecchio
L’ingresso dei commissari in Delfin è stato chiesto da cinque degli otto eredi (Paola, Luca, Clemente e Leonardo Maria Del Vecchio e dalla seconda moglie del fondatore, Nicoletta Zampillo) e approvato dall’assemblea dello scorso 30 giugno, che ha dato loro il compito di vigilare sulla gestione della holding, verificando conti, documenti e procedure.
Ed è ai revisori che si è rivolto Del Vecchio jr, chiedendo di fatto di indagare sul cda. Nella lettera Leonardo Maria sollecita una gestione più trasparente della holding e lamenta che le proprie richieste di documenti a Delfin – in particolare su dati di bilancio e net asset value di Delfin – non siano mai state prese in considerazione.
Si passa poi al presunto conflitto di interessi in capo ad alcuni consiglieri che sono coinvolti in cause legali contro eredi e legatari della famiglia. Il riferimento è al notaio Mario Notari, mentre ulteriori criticità vengono segnalate sulla posizione del ceo Romolo Bardin, che ricoprirebbe ruoli sovrapposti tra Delfin e Cdv Holdings, veicolo riconducibile a Claudio Del Vecchio.
Il tentato acquisto delle quote di Luca e Paola
Lo scorso marzo Lmdv si era accordato coi fratelli Luca e Paola per rilevare il loro 25%, quote a cui era stato attribuito un valore di 10 miliardi. L’operazione è però naufragata qualche settimana dopo perché le banche si sono rifiutate di erogare la somma necessaria in assenza di garanzie. Garanzie che non c’erano perché il cda della holding lussemburghese ha respinto a maggioranza la lettera di patronage chiesta da Leonardo Maria a favore delle banche. A votare no furono, oltre a Bardin, anche i consiglieri Giovanni Giallombardo e Aloyse May. A favore invece Milleri e Notari.
Nella lettera, l’imprenditore contesta soprattutto l’atteggiamento del board in riferimento all’impegno del riacquisto delle azioni che lui avrebbe rilevato dai fratelli. “I membri del Consiglio di Amministrazione, tuttavia, hanno assunto nel tempo posizioni incoerenti: inizialmente indicando la disponibilità di Delfin a sostenere l’operazione, successivamente subordinando tale sostegno all’approvazione degli azionisti – dapprima a maggioranza semplice, poi a maggioranza qualificata – e infine avviando discussioni separate soltanto con alcuni azionisti”, è scritto nel documento citato dal Sole 24 Ore.
Lmdv torna poi a sollevare dubbi sullo status di socio di Rocco Basilico, figlio del primo matrimonio di Nicoletta Zampillo e fratello di Leonardo Maria. Infine, cita anche l’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti relativa a Brooks Brothers di cui, sottolinea il fondatore di Lmdv capital, non sarebbe mai stato informato.
