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Borsa oggi: Milano sul filo dei 52mila ma arrancano le banche. Corrono le auto sulla scia di Volkswagen

Borse europee guardinghe in attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa, indicazione chiave per le prossime mosse della Fed. Tornano gli acquisti sui titoli tech, mentre petrolio e gas calano leggermente ma restano su livelli elevati

Borsa oggi: Milano sul filo dei 52mila ma arrancano le banche. Corrono le auto sulla scia di Volkswagen

Le Borse europee si muovono con cautela dopo il recupero della vigilia, in attesa del rapporto sul mercato del lavoro americano, dato chiave per valutare la tenuta dell’economia Usa e le prossime mosse della Federal Reserve sui tassi. A Milano il Ftse Mib riacciuffa quota 52.000 punti e si porta a 52.076,41, in calo dello 0,32%. Deboli anche Parigi (-0,21%) e Madrid (-0,18%), mentre Londra è poco mossa. In rialzo Francoforte (+0,2%) e Amsterdam (+0,45%). Poco mossi i future di Wall Street in attesa del dato sul lavoro Usa, mentre il Nasdaq si mostra più tonico grazie ai titoli tech.

A sostenere i mercati nella seduta precedente erano state soprattutto la discesa dei rendimenti dei Treasury e le parole di Christopher Waller, componente del direttivo della Fed, che ha indicato la possibilità di lasciare invariati i tassi a settembre se i prossimi dati sull’inflazione non sorprenderanno al rialzo. Un tono più accomodante che ha favorito il recupero dei listini.

Sul fronte europeo arrivano intanto segnali contrastanti. Le vendite al dettaglio dell’Eurozona sono diminuite dello 0,6% a luglio su base mensile, contro attese per un aumento dello 0,3%. Più positivo il dato dalla Germania, dove gli ordini industriali sono cresciuti del 2,5%, ben oltre le previsioni.

Mercati in attesa dei dati sul lavoro Usa

Il rapporto sull’occupazione americana è ora il principale catalizzatore per i mercati. A luglio gli occupati sono diminuiti di 23mila unità, mentre per agosto il consenso prevede circa 55mila nuovi posti di lavoro. Un dato superiore alle attese potrebbe ridimensionare i timori di rallentamento dell’economia Usa; al contrario, un nuovo risultato negativo rafforzerebbe le aspettative di un atteggiamento più accomodante da parte della Fed, in vista della riunione del 16 settembre.

In Europa, invece, il quadro è più restrittivo: la Bce è attesa al secondo rialzo dei tassi dell’anno nella riunione del 10 settembre, con il costo del denaro che dovrebbe salire al 2,5%. Gli economisti prevedono però che quella di settembre possa essere l’ultima stretta, mentre i mercati continuano a scontare ulteriori rialzi nei mesi successivi.

Titoli tech, torna la fiducia sull’intelligenza artificiale

A sostenere i listini è anche il ritorno degli acquisti sui titoli tecnologici, dopo le recenti prese di profitto. I risultati delle società del comparto continuano a evidenziare una domanda robusta legata all’intelligenza artificiale, favorendo il ritorno dell’interesse degli investitori. Tra i titoli più osservati c’è Snowflake, protagonista di un forte rialzo dopo risultati trimestrali migliori delle attese e prospettive incoraggianti sulla crescita.

Resta sotto i riflettori anche Nvidia, dopo l’annuncio dell’acquisizione di Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari, operazione che rafforza la presenza del colosso dei chip nell’ecosistema dell’AI, ampliando il suo raggio d’azione dall’hardware agli strumenti e alle piattaforme utilizzate dagli sviluppatori e aumentando la pressione competitiva nei confronti di realtà come OpenAI e Anthropic.

Proprio Anthropic sta finalizzando una linea di credito pre-Ipo da 15 miliardi di dollari, mentre guarda alla futura quotazione con l’obiettivo di raccogliere una cifra di dimensioni molto elevate. OpenAI ha invece annunciato Astra, descritto come il suo modello linguistico più potente di sempre e progettato per svolgere gran parte delle attività che normalmente vengono eseguite attraverso un laptop. Sul fronte delle applicazioni aziendali, Palantir Technologies e PwC hanno ampliato la loro alleanza per aiutare le imprese a integrare strumenti di intelligenza artificiale nelle attività operative più strategiche: il titolo è tra i maggiori rialzi del Nasdaq.

Non tutto il comparto, però, si muove nella stessa direzione. Broadcom è in calo nonostante risultati trimestrali brillanti, dopo aver indicato per il quarto trimestre una previsione di fatturato inferiore alle attese del mercato. Una reazione che evidenzia come, anche nel pieno della corsa all’AI, gli investitori stiano diventando più selettivi: non basta più beneficiare del boom dell’intelligenza artificiale, ma conta sempre di più dimostrare che la crescita della domanda si traduca in risultati e prospettive superiori alle aspettative.

Piazza Affari: Stm e Lottomatica in evidenza, banche sotto pressione

Sul listino milanese spicca Lottomatica, che sale del 2,52%, seguita da Stmicroelectronics, in rialzo del 2,25%, sostenuta dal tono positivo dei titoli tecnologici sui mercati asiatici e a Wall Street. Acquisti anche su Stellantis, che guadagna l’1,74%, in linea con il comparto auto europeo, sostenuto dall’approvazione del nuovo piano di ristrutturazione di Volkswagen. Il gruppo prevede altri 50mila tagli al personale, che si aggiungono ai 50mila già programmati, oltre a una riduzione dei costi e della complessità della gamma. Il mercato ha accolto positivamente il piano: il titolo Volkswagen balza a Francoforte e trascina il settore europeo. Bene anche Buzzi, in rialzo dell’1,62%.

In fondo al listino le banche: Unicredit cede l’1,63%, Banco Bpm l’1,2%, Bper lo 0,91% e Intesa Sanpaolo lo 0,4%. Deboli anche Mps e Mediobanca. Il comparto risente delle prospettive di tassi più bassi, che possono comprimere il margine di interesse.

Il comparto resta inoltre al centro del risiko bancario. La Bce ha dato il via libera all’incorporazione di Mediobanca in Mps: il progetto sarà sottoposto al voto dell’assemblea di Siena il 29 ottobre, insieme alle Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Quest’ultima ha intanto chiuso agosto con una raccolta netta di 602 milioni di euro, portando il dato cumulato da inizio anno a 5,7 miliardi, in crescita del 43% e ai massimi storici per il mese e per i primi otto mesi dell’anno. La prossima settimana, invece, sarà l’assemblea di Intesa Sanpaolo, in programma il 10 settembre, a esprimersi sull’aumento di capitale al servizio dell’offerta su Mps. Il presidente Gian Maria Gros-Pietro si è detto fiducioso in vista dell’appuntamento: ci sarà “un largo appoggio” degli azionisti, anche alla luce dei pareri positivi espressi dai proxy advisor.

Sullo sfondo resta anche il dossier Unicredit-Commerzbank. Il confronto tra l’amministratore delegato Andrea Orcel e il primo ministro dell’Assia Boris Rhein è stato definito costruttivo, mentre Commerz ha annunciato un nuovo buyback da 1,2 miliardi di euro. L’operazione, con la cancellazione delle azioni riacquistate, potrebbe aumentare ulteriormente il peso di UniCredit nell’azionariato, rafforzando la posizione dell’istituto italiano nel dossier tedesco.

Tra gli industriali si mette in luce Leonardo, sostenuta dall’ordine da circa 1 miliardo di dollari ricevuto da ATR dalla compagnia indiana FLY91. Da monitorare anche Iveco, dopo il via libera della Consob all’Opa di Tata Motors, al via il 7 settembre e aperta fino al 26 ottobre. In calo Eni (-1,66%), in scia al lieve arretramento del petrolio

Gli altri mercati

Sul valutario il dollaro resta sotto pressione: l’euro sale a 1,1629 dollari. Dopo il rally della vigilia, ritraccia invece lo yen. Bitcoin scende dell’1,15% a 80.661 dollari, mentre l’oro è poco mosso ma resta sopra i 4.450 dollari l’oncia.

Sul fronte energetico, petrolio e gas restano poco mossi, ma su livelli elevati, mentre rimangono le preoccupazioni per la sicurezza delle forniture dal Medio Oriente. I timori riguardano in particolare il possibile impatto sulle rotte attraverso lo Stretto di Hormuz. Ripiega leggermente il petrolio: il Wti scende dello 0,72% a 90,64 dollari al barile, mentre il Brent perde lo 0,43% a 95,11 dollari. Poco mosso anche il gas naturale ad Amsterdam, che scende poco sotto i 72 euro al megawattora.

Sul fronte obbligazionario, resta stabile lo spread Btp-Bund a 82 punti base. In lieve rialzo il rendimento del Btp decennale benchmark, al 4,18% dal 4,17% della chiusura precedente. Anche in questo caso, il mercato guarda soprattutto ai prossimi segnali in arrivo dagli Stati Uniti per capire come potrebbe evolvere la politica monetaria della Fed.

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