Le temperature più calde di quest’anno potrebbero venire in aiuto ai consumatori che si avviano verso un inverno con prezzi del gas in netto rialzo. Nonostante oggi abbia registrato un calo, il gas europeo si avvia a registrare il quarto rialzo settimanale consecutivo e comunque i prezzi del gas in Europa e in Asia hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi tre anni a causa delle tensioni in Medio Oriente che fanno aumentare i timori per le interruzioni delle forniture e per le scorte di combustibile invernali.
Prima della guerra, circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali veniva trasportato dal Medio Oriente attraverso lo Stretto di Hormuz verso i mercati globali. Sebbene alcune navi cisterna continuino a transitare attraverso questa vitale via navigabile, le esportazioni di Gnl del Qatar attraverso Hormuz sono praticamente ferme. Ciò rallenta il ritmo di reintegro delle scorte che rimangono anormalmente basse, aumentando il rischio di una competizione più serrata e lasciando la regione vulnerabile a picchi di prezzo durante i mesi più freddi.
“L’escalation nel Golfo Persico frena le speranze di una ripresa delle esportazioni di Gnl dalla regione”, dicono gli strategist di Ing Groep in una nota. La concorrenza tra Europa e Asia è destinata ad intensificarsi con l’avvicinarsi dell’inverno, “soprattutto se il Gnl del Qatar rimarrà in gran parte assente dal mercato fino alla fine dell’anno”.
Il prezzo del gas quotato ad Amsterdam, benchmark europeo del gas, nonostante il leggero calo di oggi, a 71,11 euro rispetto a ieri, nella settimana è comunque salito di circa il 7%, mentre nel mese si è apprezzato del 35.81% e nell’anno del 122.63%.
Scorte europee ai minimi di 13 anni. Italia e Polonia le più virtuose. Regno Unito al lumicino
L’Ue rischia di entrare nella stagione invernale con scorte di gas inferiori di circa un quinto rispetto alla media quinquennale e al livello più basso dal 2013. Secondo un articolo del Guardian che fa il punto sulle scorte energetiche sulla scia del perdurare della guerra in Iran, le riserve di gas europee erano piene al 63% nell’ultima settimana di agosto, ben al di sotto della media dell’80% registrata negli ultimi anni a fine agosto e ai minimi mai registrati in questo periodo dell’anno. Con l’avvicinarsi della stagione dell’accensione dei termosifoni, che per altro potrebbe essere ritardata quest’anno se dovessero essere confermate le elevate temperature, ogni paese fa dunque i conti con le proprie scorte.
In Germania, che dispone della maggiore capacità di stoccaggio di gas in Europa, gli impianti sono pieni circa a metà, secondo Gas Infrastructure Europe. I livelli di stoccaggio in Belgio e nei Paesi Bassi, che sono collegati direttamente al mercato del gas del Regno Unito tramite gasdotti, si attestano rispettivamente al 51% e al 45%. In cima alla lista dei virtuosi Italia e Polonia con l’80% di scorte in deposito.
Il Paese, sebbene fuori dall’Ue, più a rischio appare il Regno Unito con scorte tra le più basse in Europa. Anzi, sulla base dei dati di questa settimana, Chris O’Shea, amministratore delegato di Centrica, società proprietaria di British Gas, sottolinea che la Gran Bretagna praticamente non dispone “di gas in stoccaggio” per il prossimo inverno.
Per la Ue non c’è rischio immediato di approvigionamento di gas
Ma, nonostante i livelli di stoccaggio del gas inferiori rispetto agli anni precedenti, gli Stati membri dell’UE e la Commissione ritengono che non vi sia alcun rischio immediato per la sicurezza dell‘approvvigionamento di gas nell’UE, come è stato sottolineato ieri alla riunione del Gruppo di coordinamento del gas (Gcg). Gli esperti hanno confermato che, sebbene la situazione sui mercati energetici globali rimanga eccezionale e richieda un attento monitoraggio, essa differisce significativamente da quella del 2021/2022. Oggi, l’UE è meglio preparata, grazie a una maggiore diversificazione, a una maggiore capacità di importazione di GNL e a una ridotta domanda di gas.
Sulla base delle proiezioni storiche, l’UE è sulla buona strada per raggiungere un livello adeguato di stoccaggi per l’inverno e quindi, nelle circostanze attuali, la Commissione non vede alcun motivo per intervenire: il sistema del gas dell’UE è sufficientemente resiliente per far fronte a livelli di stoccaggio inferiori per il prossimo inverno. In occasione della prossima riunione del Gruppo di coordinamento del gas, il 24 settembre, verrà nuovamente valutata la situazione.
Il gas è utilizzato principalmente per la produzione di energia elettrica, il riscaldamento domestico e i processi industriali. Circa il 30% delle famiglie nell’UE utilizza il gas per il riscaldamento. Tra il 2021 e il 2024 la domanda di gas naturale nell’UE è diminuita di oltre il 19%.
L’UE importa la maggior parte del suo gas naturale. La Norvegia è stata il principale fornitore dell’UE nel 2025. Tra gli altri fornitori figuravano Stati Uniti, Algeria, Regno Unito, Azerbaigian e Russia, secondo il sito del Consiglio europeo. Negli ultimi anni gli Stati membri dell’UE hanno ridotto la dipendenza dal gas russo, sostituendolo con un aumento delle importazioni dalla Norvegia, dagli Stati Uniti e dall’Algeria. La percentuale russa di gas da gasdotto importato dall’Ue è scesa dal 40% circa nel 2021 al 6% circa nel 2025. Per quanto riguarda il gas da gasdotto e il Gnl combinati, nel 2025 proveniva dalla Russia circa il 12% delle importazioni totali di gas dell’UE. Nel gennaio di quest’anno il Consiglio Ue ha adottato un regolamento che vieta le importazioni sia di Gnl che di gas da gasdotto dalla Russia a partire dal 18 marzo 2026, con periodi transitori per i contratti in essere. Entro la fine del 2027 tutte le importazioni di gas russo saranno vietate.
Tale abbandono del gas russo è reso possibile soprattutto da un forte aumento delle importazioni di Gnl da altri paesi e da una riduzione generale del consumo di gas nell’Ue. Nel 2025 l’Ue ha importato oltre 140 miliardi di metri cubi di Gnl, si legge nel sito del Consiglio europeo. Con quasi il 58% delle importazioni totali di Gnl, gli Stati Uniti sono stati il principale fornitore di Gnl all’UE. Le importazioni dagli Stati Uniti sono triplicate tra il 2021 e il 2025.
