Nell’ultima seduta delle Borse nel mese di aprile l’attenzione è come sempre rivolta al conflitto in Medio Oriente e ai capricci del petrolio, i cui futures mercoledì sera avevano toccato i 120 dollari al barile, salvo ritracciare oggi in prossimità dei 110 dollari al barile per quanto riguarda il Brent, che rimane comunque un valore alto (il massimo da metà marzo) e sotto i 104 dollari al barile per quanto riguarda invece il Wti Crude Oil, che perde più del 2%. Si svaluta anche il gas, che scende sotto i 46 euro per megawattora. Come spesso accade, questo significa che risalgono la china oro e argento: il primo torna sopra i 4.600 dollari l’oncia, il secondo aggancia i 73 dollari.
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Come vanno i titoli delle Big Tech dopo le trimestrali: Meta -9%, Google +7%
Ma l’attenzione in questi giorni è alta anche sui titoli tecnologici del Nasdaq: mentre il mercato si interroga sul futuro dell’Intelligenza artificiale e in particolare sulla sostenibilità (economica e ambientale) dei data center, le Big Tech stanno pubblicando una dopo l’altra le loro attese trimestrali. Ieri hanno aperto le danze Meta -9%, Microsoft -5%, Amazon -1,7% e Google, l’unica ad aver convinto gli investitori e a guadagnare oggi più del 7%. In profondo rosso invece anche Nvidia -3,8%, mentre oltre ad Alphabet volano Qualcomm +18,5%, Marvell +4,8%, Sandisk +3,3%. Bene anche Tesla +1,4%. Warner Bros segna un modesto +0,2% dopo il rinnovo dell’accordo in Italia con Sky. Il Bitcoin torna sopra i 76.000 dollari e l’euro si rafforza sul dollaro Usa, riportando il cambio sopra l’1,17.
Piazza Affari ritrova i 48.000 punti, a Parigi sprofondano le banche dopo i conti
Tornando al di qua dell’Atlantico, sono giorni di trimestrali anche sulle piazze azionarie europee. A Parigi hanno pubblicati i conti le tre principali banche, che hanno poi chiuso in rosso in Borsa: Credit Agricole -3,6%, Societe Generale -3,6%, Bnp Paribas -1,4%. Credit Agricole fra l’altro ha aumentato la sua partecipazione in Banco Bpm e punta alla ex Popolare di Bari. A Piazza Affari oggi era il turno dell’assemblea di Hera +1,6%, e l’indice Ftse Mib ha chiuso col +0,94% riguadagnando la soglia psicologica dei 48.000 punti grazie soprattutto ai titoli energetici: A2a +3,5% il migliore, poi Enel +2,6%, Terna +1,8%, Snam +1,7%, Saipem +1,6%, Eni +1,5%. Sprofonda invece Stellantis -6,36% nonostante i ricavi sopra le attese e il ritorno all’utile. Tendenzialmente in rosso ma con perdite più lievi le banche: Mediolanum -0,4%, Mps -0,2%, Unicredit -0,17%. Si sgonfia lo spread Btp Bund che però rimane sopra gli 80 punti base, oggi a 84 punti con il rendimento del Btp 10 anni al 3,86%.
Bce e BoE lasciano i tassi invariati. Per S&P 500 e Nasdaq aprile è il miglior mese dal 2020
Nella giornata in cui la Banca centrale europea e anche la Bank of England lasciano i tassi d’interesse invariati, ribadendo però l’allarme sull’infazione, chiudono in territorio positivo anche gli altri listini europei: Parigi +0,5% nonostante il tonfo delle banche, Londra +1,55%, Francoforte +1,3%, Amsterdam +1,7%, Madrid +0,7%. Molte ore fa aveva chiuso in rosso solo l’indice Nikkei di Tokyo -1%, mentre è partita forte anche Wall Street, soprattutto il Dow Jones che guadagna l’1,3%% . Con percentuali minori avanzano anche l’S&P 500 +0,4% e il Nasdaq che oscilla poco sopra la parità: entrambi gli indici stanno mettendo a segno il miglior rialzo mensile dal 2020.
