Crédit Agricole scivola (-8,8% a 16,28 euro) come le altre grandi banche francesi alla Borsa di Parigi dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre, leggermente sotto le attese degli analisti. Ma i tre mesi da gennaio ad aprile 2026 si sono chiusi con un utile netto consolidato di 2,1 miliardi, in aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. In rialzo anche i ricavi, saliti del 2,8% a quota 10 miliardi di euro mentre i costi si sono attestati a 6 miliardi (+0,7%).
L’utile operativo lordo è così cresciuto del 6,2% a 4 miliardi. Il rapporto cost/income è stato pari al 60,3%, mentre il ritorno sul capitale tangibile è stato del 13,7%.
“Nonostante le sfide, il gruppo ha registrato risultati solidi e in crescita nel primo trimestre – ha commentato l’amministratore delegato della Banque Verte, Olivier Gavalda -. Questi risultati riflettono lo sviluppo sostenuto in tutte le linee di business, un’accelerazione nella digitalizzazione dell’esperienza cliente e la continua espansione in Europa”.
Amundi: asset gestiti da record nonostante i deflussi Unicredit
La capogruppo Crédit Agricole Sa ha chiuso il trimestre con un utile di 1,7 miliardi, in crescita dell’1,8% tendenziale ma appena al di sotto degli 1,72 miliardi previsti dal consensus degli analisti. Il costo del rischio annualizzato si è attestato a 31 punti base, pari a -960 milioni, con un incremento del 30,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato include accantonamenti da 755 milioni su crediti deteriorati oltre a 159 milioni di accantonamenti prudenziali anche alla luce dei rischi legati alla guerra in Medio Oriente.
La controllata Amundi ha visto un aumento degli asset gestiti al livello record di 2.398 miliardi con flussi netti retail da 13,2 miliardi nonostante 9 miliardi di deflussi dalle reti UniCredit. La divisione “grandi clienti”, che include le attività di banca d’investimento, ha ottenuto da parte sua un utile di 711 milioni, in calo dell’1,7% rispetto al primo trimestre del 2025.
Italia secondo mercato domestico
Nei tre mesi conclusi il 31 marzo, in Italia la Banque Verte ha registrato un utile netto di 525 milioni, di cui 436 di pertinenza del gruppo. Il nostro paese si conferma così il “secondo mercato domestico del gruppo Crédit Agricole”, sottolinea la banca in una nota. Nel dettaglio, il risultato della gestione operativa è salito del 5,1% a 773 milioni con ricavi in progresso del 4% a 1,3 miliardi. Il rapporto cost/income si è attestato al 42,6%. Quanto agli aggregati patrimoniali, il totale dei finanziamenti raggiunge circa i 103 miliardi, mentre la raccolta complessiva si attesta a 341 miliardi. Per quanto riguarda la sola controllata bancaria Crédit Agricole Italia, l’utile trimestrale è aumentato del 3% annuo a 244 milioni, mentre i ricavi sono cresciuti del 2,5%, con margine di interesse a +1,2% e commissioni nette a +5,5%. Gli oneri operativi hanno registrato una dinamica di +0,6%, per un rapporto cost/income al 47,8%. Infine, sotto il profilo patrimoniale il coefficiente Cet 1 è al 13,24%.
Crédit Agricole sale in Banco Bpm e punta sulla ex Popolare di Bari
Dalla trimestrale emerge che Crédit Agricole ha ulteriormente arrotondato la sua quota in Banco Bpm, salendo dal 22,8 al 22,9 per cento del capitale. La partecipazione ha contribuito positivamente ai conti del trimestre per 111 milioni. “La nostra strategia e la nostra posizione nei confronti di Banco Bpm non sono cambiate. Vogliamo davvero promuovere la creazione di valore a lungo termine e ci stiamo posizionando come partner a lungo termine” di Piazza Meda. Lo ha detto, in un’intervista a Bloomberg Tv, Clotilde L’Angevin, cfo e vice direttore generale della Banque Verte. “Quello che abbiamo fatto in questo trimestre è stato aumentare la nostra quota dal 20,1% al 22,9%, approfittando delle condizioni di mercato, ma questo non cambia il fatto che vogliamo essere un partner costruttivo a lungo termine”, aggiunge L’Angevin nel ricordare che all’assemblea di Bpm “abbiamo presentato la nostra lista di amministratori al fine di fornire un contributo positivo alla governance, e così ora abbiamo quattro posti nel consiglio di amministrazione”.
“La nostra strategia più in generale in Italia è incentrata su Banco Bpm, ma anche sulla crescita organica legata a Crédit Agricole Italia, che sta registrando risultati piuttosto positivi”, conclude L’Angevin.
Mf-Milano Finanza rivela inoltre che la banque verte ha presentato una manifestazione di interesse per l’acquisto da Mcc di BdM Banca, la ex Popolare di Bari, nell’ambito del processo di privatizzazione appena avviato.
