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Big Tech, trimestrali di Google, Meta, Amazon e Microsoft: l’AI spinge i conti ma pesa sui costi

Conti sopra le attese per quattro delle big tecnologiche del Nasdaq. La più in salute sembra essere Google, mentre Meta raggiunge utili record ma le spese per l’Intelligenza artificiale spaventano gli investitori

Big Tech, trimestrali di Google, Meta, Amazon e Microsoft: l’AI spinge i conti ma pesa sui costi

Le trimestrali pubblicate ieri sera da Google, Meta, Microsoft e Amazon confermano una fase di forte crescita per il settore tecnologico globale, trainata dall’intelligenza artificiale e dal cloud. Tuttavia, emerge con chiarezza anche un altro elemento: l’aumento vertiginoso degli investimenti, che inizia a pesare sulle valutazioni di mercato.

Google: conti sopra le attese e margini in miglioramento

Google apre la stagione con risultati superiori alle aspettative, mostrando una crescita sostenuta sia nei ricavi sia nella redditività. Il margine operativo sale al 36,1%, in miglioramento rispetto all’anno precedente, segnale di una gestione più efficiente dei costi anche in una fase di forti investimenti in AI. Oltre al miglioramento dei margini, la società ha registrato ricavi complessivi pari a circa 110 miliardi di dollari (+22% su base annua) e un utile per azione di 5,11 dollari, ben sopra le attese del mercato.

A trainare i risultati sono ancora una volta la pubblicità e Google Cloud, con quest’ultimo segmento che grazie alla domanda di infrastrutture per l’Intelligenza artificiale è stato il vero protagonista, con 20 miliardi di dollari di ricavi (+63%) e margini in ulteriore espansione, mentre la raccolta pubblicitaria resta dominante con circa 76 miliardi di dollari, pari a oltre il 70% del totale.

Segnali positivi arrivano anche dal lato utenti: le ricerche hanno raggiunto un massimo storico e gli abbonamenti (YouTube, Google One) hanno superato quota 350 milioni, sostenuti dall’integrazione dell’AI nei servizi consumer. Il mercato premia la società, che appare tra le più equilibrate nel rapporto tra crescita e disciplina finanziaria.

Meta: utili record ma spesa AI spaventa gli investitori, titolo giù in Borsa

Trimestrale molto solida anche per Meta, che registra ricavi per 56,3 miliardi di dollari (+33%) e un utile netto di 26,8 miliardi, con un EPS di 10,44 dollari. La pubblicità continua a rappresentare il cuore del business, con oltre il 98% del fatturato.

Nonostante i numeri record, il titolo mostra debolezza perdendo il 7% a causa dell’aumento significativo degli investimenti: la società prevede spese in conto capitale fino a 145 miliardi di dollari nel 2026, principalmente per infrastrutture AI. Una strategia ambiziosa che rafforza le prospettive di lungo periodo, ma che nel breve solleva interrogativi sulla sostenibilità dei margini.

Microsoft: Azure accelera, l’AI guida la crescita

Microsoft conferma la centralità del cloud nella propria strategia, con Azure che continua a crescere oltre le attese del mercato. Microsoft ha riportato ricavi per 82,9 miliardi di dollari (+18% su base annua) e un utile per azione di 4,27 dollari, entrambi superiori alle attese del mercato.

Il cuore della crescita resta il cloud: il segmento Microsoft Cloud ha generato 54,5 miliardi di dollari (+29%), mentre Azure è cresciuta tra il 39% e il 40%, confermando una domanda molto forte legata all’intelligenza artificiale. Un dato particolarmente rilevante riguarda proprio l’AI: il business collegato ha raggiunto un run rate annuale superiore a 37 miliardi di dollari (+123%), segno di un’accelerazione significativa nella monetizzazione dei nuovi servizi.

Amazon: AWS resta il pilastro della redditività

Amazon ha registrato un utile operativo di 23,9 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto ai 18,4 miliardi dell’anno precedente e sopra le attese del mercato. Il contributo di AWS è stato determinante anche sul fronte dei margini: il cloud ha generato 14,2 miliardi di utile operativo, cioè oltre la metà dei profitti complessivi del gruppo.

Dal punto di vista geografico, il Nord America ha prodotto 104,1 miliardi di ricavi (+12%), mentre il segmento internazionale ha raggiunto 39,8 miliardi (+19%), confermando una crescita diffusa a livello globale. Un altro dato rilevante riguarda la qualità della crescita: l’utile netto è salito a 30,3 miliardi (+77%), sostenuto anche da investimenti strategici nell’intelligenza artificiale, tra cui la partecipazione in Anthropic.

Infine, Amazon ha fornito una guidance positiva per il trimestre successivo, con ricavi attesi tra 194 e 199 miliardi di dollari e un utile operativo fino a 24 miliardi, segnale di ulteriore espansione nel breve periodo.

Nel complesso, le trimestrali del 29 aprile delineano un quadro chiaro: le Big Tech continuano a crescere a ritmi sostenuti, ma la vera partita si gioca sugli investimenti in intelligenza artificiale. Con oltre 600 miliardi di dollari di spesa prevista nel 2026, il settore entra in una nuova fase, in cui la capacità di monetizzare l’innovazione farà la differenza tra chi consoliderà la leadership e chi dovrà inseguire.

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