Banche francesi in profondo rosso alla Borsa di Parigi nel giorno della pubblicazione dei dati del primo trimestre: Crédit Agricole cede l’8,8%, Société Générale è in ribasso del 5,7%, Bnp Paribas segna -4%. A pesare sulla performance del comparto è la forte volatilità innescata dalla guerra in Iran. Bnp ha infatti registrato accantonamenti per 922 milioni, al di sopra degli 888 attesi dal mercato, anche a causa del “contesto geopolitico”, mentre la guerra ha pesato sulle attività di SocGen legate al trading di titoli a reddito fisso.
Utile netto da record per Bnp Paribas
Bnp Paribas ha archiviato il primo trimestre con un utile netto record in crescita del 9% a 3,2 miliardi di euro. Il margine di interesse bancario è aumentato dell’8,5% su base annua da gennaio a marzo, superando i 14 miliardi. Le attività di gestione patrimoniale, assicurative e di risparmio hanno registrato un’impennata del 32,8% a 1,9 miliardi. Il gruppo ha anche conseguito risparmi sui costi operativi, con spese operative in aumento del 5,5% a 8,7 miliardi.
Le banche commerciali (Francia, Belgio, Italia), insieme alle attività di credito al consumo e l’online banking, hanno registrato un aumento del 4,9% annuo del reddito bancario netto, raggiungendo i 6,8 miliardi. I ricavi delle sole banche commerciali sono cresciuti di quasi l’8 per cento.
Salgono anche i profitti di Société Générale
Utile netto in rialzo anche per Société Générale, che ha concluso il primo trimestre con 1,7 miliardi di profitti (+5,5%), grazie alla performance delle attività di retail banking in Francia e a livello internazionale, spiega la banca in una nota.
“L’esecuzione metodica e rigorosa del nostro piano strategico ci consente di guardare al futuro con fiducia”, ha commentato l’amministratore delegato del Gruppo, Slawomir Krupa.
Tornando ai dati, nel periodo gennaio-marzo, il margine di interesse è rimasto sostanzialmente stabile (+0,3%) a 7,1 miliardi di euro. Le attività di retail banking internazionale e la divisione mobilita’ hanno chiuso il trimestre con un utile netto di 365 milioni di euro, in crescita del 14,5% su base annua mentre la divisione corporate e investment banking ha visto il proprio utile netto diminuire del 9,7%, attestandosi a 773 milioni di euro.
