La notizia sabato ha fatto il giro del mondo: gli Stati Uniti vorrebbero sospendere la Spagna dalla Nato. Una volontà che emergerebbe da una una email interna del Pentagono in cui si ipotizzano possibili penalizzazioni nei confronti degli alleati ritenuti “difficili”, prima tra tutti Madrid, che da tempo sarebbe finita nel mirino del presidente statunitense Donald Trump, colpevole non solo di aver sostenuto le operazioni statunitensi nella guerra contro l’Iran, ma anche di aver vietato l’uso del proprio spazio aereo per le operazioni contro la Repubblica Islamica e nonché l’utilizzo delle basi di Rota e Morón per la campagna militare.
In lungo e in largo, la domanda che tutti si sono posti è una: davvero Trump può decidere, da solo oltretutto, di cacciare o di sospendere un altro paese membro della Nato? La risposta breve è No, non può farlo.
La risposta di Sanchez
“Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti”, ha risposto a distanza il premier spagnolo Pedro Sanchez, a margine del vertice Ue informale di Cipro.
Sanchez ha ricordato che la Spagna è “un partner leale della Nato” che “compie con i suoi obblighi”, e ha ricordato che ci sono “militari spagnoli dispiegati nell’Europa orientale per difendere l’integrità territoriale dalla minaccia russa” e, “naturalmente, stiamo anche sostenendo l’Ucraina utilizzando strumenti della Nato per finanziare l’acquisto di armi e le capacità militari di Kiev”, ha detto, “pertanto, assoluta tranquillità”.
Nato: cosa dicono i Trattati
Nel corso dell’ultimo anno e mezzo abbiamo imparato che le minacce di Trump sono una cosa, la realtà – spesso e volentieri – è tutt’altra. Di fatto, in nessuno dei 14 articoli del Trattato istitutivo della Nato, entrato in vigore nel 1949, è contemplata la possibilità che uno Stato membro possa essere “sospeso” o espulso dall’Alleanza Atlantica. Di fatto, le parole di Trump non hanno dunque nessuna base giuridica.
Lo stesso Trattato prevede invece la possibilità che un paese abbandoni volontariamente l’organizzazione, non che venga escluso contro la sua volontà. L’articolo 13 stabilisce infatti che, “trascorsi 20 anni dall’entrata in vigore del trattato, ciascuna delle parti potrà cessare di esserne membro un anno dopo aver notificato la propria denuncia al Governo degli Stati Uniti d’America, che informerà i governi delle altre parti del deposito di ciascuna notifica di denuncia”.
Finora nessuno Stato membro ha mai lasciato la Nato, sebbene lo stesso Trump abbia minacciato di farlo diverse volte già nel corso del suo primo mandato. La Francia, sotto la presidenza di Charles de Gaulle, si ritirò dalla struttura militare integrata della Nato, ma rimase membro politico dell’organizzazione e rientrò pienamente nella struttura militare nel 2009.
Se Trump vuole prendersela con la Spagna, dunque, dovrà cercare altre strade. Washington dispone infatti “di altre modalità per danneggiare Madrid all’interno dell’Alleanza, come ad esempio bloccare nomine spagnole ai vertici dell’organizzazione militare, oppure insinuare che non difenderà la Spagna o altri paesi ‘difficili’, cosa che tuttavia minerebbe le basi stesse dell’organizzazione”, sottolinea El Pais.
Tutte le minacce di Trump alla Spagna
Non è la prima volta che Trump minaccia di espellere la Spagna dalla Nato. Lo aveva già fatto lo scorso anno, quando Madrid rifiutò di impegnarsi a raggiungere il target del 5% del Pil in spesa per la difesa, come richiesto dagli Stati Uniti, una cifra che invece gli altri alleati hanno sottoscritto l’anno scorso al vertice dell’Aia.
Non solo: non è nemmeno la prima volta che si ipotizza di espellere un paese dall’Alleanza Atlantica. Era già accaduto con la Turchia per la sua operazione militare in Siria, ma proprio perché il trattato non lo prevede, tutto era rimasto nel campo delle ipotesi.
