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Bankitalia, bollettino economico: guerra pesa su stime economia, a rischio consumi e prestiti. Panetta: “Conti pubblici in ordine”

Bankitalia, il Bollettino economico: “Prezzi dell’energia elevati a lungo non influirebbero solo sui consumi e l’inflazione ma minerebbero la competitività delle esportazioni Made in Italy nei settori energivori come i prodotti chimici, la metallurgia, minerali non metalliferi e prodotti della carta”

Bankitalia, bollettino economico: guerra pesa su stime economia, a rischio consumi e prestiti. Panetta: “Conti pubblici in ordine”

“Data la quota molto ridotta di contratti in attesa di rinnovo, appare al momento improbabile un marcato rialzo delle retribuzioni nel 2026 per recuperare l’aumento dell’inflazione generato dal conflitto“. Lo scrive la Banca d’Italia nel suo Bollettino economico aggiungendo come “il sistema di contrattazione collettiva vigente non preveda in genere clausole automatiche di indicizzazione delle retribuzioni all’inflazione”. Per i contratti che le prevedono, l’indicizzazione si basa solitamente sull’indice dei prezzi che esclude i beni energetici importati. La crescita delle retribuzioni era stata moderata sia in autunno sia a gennaio e febbraio.

Bankitalia: quanto pesa la guerra su stime economia

Le guerra in Medio Oriente, e la sua durata, pesa sulle prospettive dell’economia italiana ed europea con rischi per i consumi delle famiglie e i prestiti delle banche. La Banca d’Italia ribadisce le previsioni, diffuse nei giorni scorsi, di un +0,5% nel 2026 che scenderebbe a zero in caso di scenario avverso (prezzi del petrolio elevati a lungo). Il balzo dei costi energetici e l’incertezza hanno frenato la spesa delle famiglie nei primi tre mesi dell’anno, si legge. E il protrarsi della guerra potrebbe inoltre acuire la percezione del rischio, rendendo le banche più caute nella concessione del credito.

Bankitalia: Pil in frenata ma positivo grazie a Olimpiadi

Nel primo trimestre dell’anno il Pil ha frenato rispetto al +0,3% degli ultimi tre mesi del 2025 rimanendo tuttavia positivo grazie anche all’apporto dei Giochi Olimpici invernali, dice ancora la Banca d’Italia che non fornisce però una stima puntuale. “Nei primi tre mesi di quest’anno la crescita sarebbe proseguita a un ritmo inferiore” rispetto all’ultimo trimestre 2025. Il prodotto è stato “ottenuto dalle attività dei servizi, in particolare quelli rivolti alle imprese. I Giochi olimpici invernali avrebbero fornito un contributo positivo, come evidenziato dai dati sulle presenze di stranieri e sui voli internazionali. “Dopo il buon risultato del trimestre precedente, l’accumulazione di capitale avrebbe ristagnato: l’ampliamento degli investimenti connessi con le transizioni digitale ed energetica avrebbe compensato l’andamento del settore residenziale. L’apporto della domanda estera alla crescita sarebbe tornato positivo, per effetto dell’incremento delle esportazioni sia di beni sia di servizi” si legge.

Bankitalia su rialzi energia

I rincari dei prodotti energetici si è trasmesso ai prezzi dei carburanti “ma non ha ancora influenzato le tariffe di elettricità e gas”. Bankitalia ribadisce le stime dei giorni scorsi di un aumento dell’inflazione al 2,6 per cento nel 2026, per poi tornare sotto al 2 per cento nel biennio successivo. Previsioni che, nello scenario avverso di prezzi di petrolio e gas elevati a lungo, vedrebbero l’inflazione salire al 4,5 per cento quest’anno, al 3,3 nel 2027 e al 2,2 nel 2028.

Bankitalia: prezzi energia elevati mettono a rischio export Made in Italy

Prezzi dell’energia elevati a lungo non influirebbero solo sui consumi e l’inflazione ma minerebbero la competitività delle esportazioni Made in Italy nei settori energivori come i prodotti chimici, la metallurgia, prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e prodotti della carta. Lo sottolinea la Banca d’Italia in un focus mirato del suo Bollettino economico secondo cui si tratta di comparti chiave che rappresentano il 16 per cento delle esportazioni italiane di beni, una quota simile a quella della Germania.

Ci sono poi gli effetti sullo scambio commerciale con i paesi del Golfo con i quali abbiamo un ampio surplus se si escludono greggio e gas. Gli esperti di Via Nazionale sottolineano come negli ultimi anni l’importanza di tale area come mercato di destinazione per l’Italia è aumentata: nel 2025 assorbiva circa il 4 per cento delle esportazioni italiane di beni.

Oltre un quarto del totale era costituito da macchinari e da prodotti in metallo, cui si aggiungeva un’ampia gamma di altri prodotti (alimentari, articoli della moda, prodotti farmaceutici e gioielleria). Le importazioni italiane di beni non energetici dal Medio Oriente rappresentavano invece meno dell’1 per cento del totale e comprendevano soprattutto metalli (alluminio) e prodotti chimici di base (polimeri e materie plastiche). Nei servizi l’Italia presentava un disavanzo nei confronti dei Paesi del Golfo, dovuto principalmente ai trasporti; al netto di questi ultimi, il saldo era positivo per quasi un miliardo di euro, grazie soprattutto al turismo (circa il 3 per cento delle entrate turistiche italiane).

Bankitalia: produzione industriale in calo

La produzione industriale italiana sarebbe tornata a calare nel primo trimestre dopo la crescita autunnale a causa del conflitto in corso e del rialzo dei prezzi energetici. Secondo Bankitalia “in febbraio la produzione industriale è leggermente salita rispetto a gennaio (0,1 per cento). Nel complesso del primo bimestre si è però osservata una diminuzione dell’attività rispetto allo scorcio del 2025, in gran parte riconducibile ai settori che avevano mostrato una crescita più pronunciata lo scorso anno, in particolare il comparto farmaceutico”. Il rincaro dei beni energetici e di altri input produttivi e il peggioramento delle prospettive di domanda dalla fine di febbraio avranno presumibilmente ricadute sulla produzione – soprattutto nei settori a elevata intensità energetica – e sui piani di investimento delle imprese.

Cosa ha detto il governatore Panetta

Non c’è stato un allarme sui conti pubblici. Questo non vuol dire che possiamo rilassarci, bisogna continuare a stare attenti e tenere sotto controllo la finanza pubblica. Abbiamo un sistema bancario forte, abbiamo aumentato il livello degli investimenti, tutto sommato è ancora abbastanza buono”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, in un briefing con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a Washington. “Una crisi energetica non è mai una buona notizia, soprattutto per un Paese come il nostro, per un’economia come la nostra, che dipende dalle importazioni di energia e di energia fossile dall’estero. Siamo stati toccati meno che in passato da questa crisi: l’efficienza energetica dell’economia italiana è molto migliorata”, ha concluso Panetta.

Giorgetti su Mps

“Come è noto, il governo ha detto da subito che non avrebbe partecipato all’assemblea. Era una delle condizioni concordate con la Commissione europea quando il governo è uscito dal controllo della banca”. Così Giorgetti, in merito all’assemblea di Banca Mps con il ribaltone che ha ri-portato Luigi Lovaglio al comando dell’istituto senese, parlando a Washington. “Siamo soddisfatti e orgogliosi di aver restituito la banca nell’interesse di tutti i contribuenti italiani”. Panetta non ha invece commentato: “Non parlo di singole banche”, ha ribadito, come sempre fa sulle diverse vicende finanziarie.

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