Tra i numerosi settori bersagliati dalle vendite a causa delle tensioni in Medio Oriente c’è il lusso, un comparto che, almeno in apparenza, dovrebbe avere poco a che fare con le vicissitudini geopolitiche della regione. E invece, l’allargamento del conflitto ha mandato KO i titoli, costringendo le aziende a chiudere i negozi (con conseguente riduzione delle vendite) in alcuni dei principali Paesi che rappresentano i principali mercati di riferimento per moda e luxury.
Medio Oriente: i big del lusso serrano i battenti
Al Dubai mall e al Mall of the Emirate, luoghi simbolo del luxury shopping nel mondo, molti punti vendita sono chiusi da sabato. Troppo pericoloso rimanere dentro quelli che potrebbero diventare bersagli dei missili iraniani e comunque poco fruttuoso restare aperti, data la carenza di clienti.
Il Chalhoub Group, che gestisce 900 negozi per marchi come Versace, Jimmy Choo e Sephora in tutta la regione, ha dichiarato che i suoi punti vendita in Bahrain sono chiusi, mentre altri mercati, tra cui Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Giordania, restano aperti anche se la presenza del personale è “su base volontaria”. Amazon ha chiuso il proprio centro logistico ad Abu Dhabi, sospeso le consegne in tutta la regione e ordinato ai dipendenti in Arabia Saudita e Giordania di rimanere al chiuso, ha riportato lunedì Business Insider citando un memo interno.
E ancora: Kering, controllante di Gucci, ha dichiarato che i suoi negozi sono temporaneamente chiusi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, Bahrain e Qatar e che ha sospeso i viaggi verso il Medio Oriente. L’elenco è lungo e contiene anche i marchi del fast fashion, come H&M o i il gruppo di beni di consumo Reckitt.
Lusso in picchiata in Borsa
E così, i titoli del settore sono stati i più colpiti dalle vendite in Borsa, con Moncler e Brunello Cucinelli che in due sedute hanno visto andare in fumo circa l’8%. Martedì a Parigi, Lvmh e Hermés hanno perso oltre il 2%, mentre a Zurigo Richemont ha archiviato la seduta in ribasso del 4%.
Pur rappresentando tra il 5 e il 10% della spesa globale per il lusso, il Medio Oriente è stata “il mercato con le migliori performance nel lusso” lo scorso anno, mentre le vendite di borse costose si sono fermate nel resto del mondo, spiega a Reuters la società di consulenza Bain.
“Se si considera che si tratta di un mercato del travel retail da 5-6 miliardi di dollari e ipotizziamo che venga chiuso per un mese, stiamo parlando di centinaia di milioni di dollari certamente a rischio”, ha affermato Victor Dijon, senior partner della società di consulenza Kearney, parlando degli aeroporti chiusi e della probabile riduzione del turismo nella regione.
E gli effetti potrebbero sentirsi anche a Parigi o a Milano, prive dei big spender in arrivo dai paesi mediorientali.
