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Processo Le Pen: il verdetto sull’ineleggibilità potrebbe decidere la corsa all’Eliseo 2027. Ecco cosa può succedere

Al via il processo d’appello a Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi europei: la sentenza stabilirà se potrà correre alle presidenziali del 2027 o se la sua ineleggibilità confermata favorirà Jordan Bardella e cambierà gli equilibri dell’estrema destra francese

Processo Le Pen: il verdetto sull’ineleggibilità potrebbe decidere la corsa all’Eliseo 2027. Ecco cosa può succedere

Parigi entra in fibrillazione: oggi, 13 gennaio 2026, inizia il processo d’appello a carico di Marine Le Pen. La leader del Rassemblement National, condannata lo scorso marzo in primo grado per appropriazione indebita di fondi europei per 4,6 milioni di euro e complicità nell’uso illecito di assistenti parlamentari, punta a riscrivere il suo destino politico, con lo sguardo fisso sulle presidenziali del 2027. Se Nicolas Sarkozy aveva scelto la teatralità da “conte di Montecristo”, trasformando la sua vicenda giudiziaria in uno show mediatico per guadagnare simpatia, Marine Le Pen opta per la discrezione: silenzio, basso profilo e attesa. Ma dietro questa calma apparente si gioca una partita ad altissimo rischio, che potrebbe ridefinire non solo il futuro della leader di estrema destra, ma anche l’intero quadro politico francese.

Sarkozy e Le Pen a confronto: strategie a tutto campo

La differenza tra le strategie di Sarkozy e Le Pen è evidente. L’ex presidente ha puntato sulla riabilitazione morale e sull’appello emotivo agli elettori, senza possibilità concreta di tornare a governare. Le Pen, invece, gioca una partita politica reale: in palio c’è la sua corsa al terzo tentativo per l’Eliseo o, in caso di ostacoli giudiziari, la possibilità di cedere il passo a Jordan Bardella, giovane promessa del partito e attuale favorito nei sondaggi interni. “C’è qualcun altro, le idee sopravviveranno […] Jordan Bardella può vincere al posto mio”, ha dichiarato Marine Le Pen a La Tribune Dimanche. Una frase rassicurante o una mossa tattica? 

Oggi Bardella ha sottolineato che “una condanna che impedisca a Le Pen di presentarsi alle presidenziali sarebbe profondamente inquietante per la democrazia”, ribadendo sostegno e fiducia nella leader e il principio della libera scelta degli elettori. Allo stesso tempo, ha ricordato che Marine Le Pen mantiene comunque il suo mandato di deputata, rafforzando l’idea di continuità politica nel partito.

In ogni caso, il processo tiene la politica francese col fiato sospeso, in un clima in cui l’estrema destra guadagna terreno nei sondaggi e lo spettro di elezioni anticipate resta sempre dietro l’angolo.

Marine Le Pen a processo: tutti i dettagli del caso fondi europei

Il cuore della vicenda riguarda un sistema organizzato di appropriazione indebita dei fondi europei, che, secondo l’accusa, avrebbe fruttato al Rassemblement National 4,6 milioni di euro tra il 2004 e il 2016. Marine Le Pen, allora europarlamentare, avrebbe assunto personalmente quattro finti assistenti, inclusa la sua guardia del corpo, e supervisionato un sistema più ampio nato sotto la direzione del padre Jean-Marie Le Pen e perfezionato dopo le elezioni europee del 2014, quando il Front National passò da tre a 23 eurodeputati. L’uso improprio dei fondi del Parlamento Europeo, destinati al pagamento degli assistenti parlamentari, è stato ritenuto illecito perché serviva a finanziare collaboratori del partito in Francia.

Dodici imputati hanno rinunciato al ricorso, tra cui la sorella di Marine, Yann Le Pen, mentre altri undici – tra cui il sindaco di Perpignan Louis Aliot, l’ex tesoriere Wallerand de Saint-Just, il deputato Julien Odoul, l’eurodeputato Nicolas Bay e il dirigente Bruno Gollnisch – hanno deciso di proseguire la battaglia legale, rendendo il procedimento particolarmente complesso.

Marine Le Pen ha dichiarato: “Spero di poter convincere i magistrati della mia innocenza. La mia strategia è dire la verità, come ho fatto in prima istanza, sperando di essere meglio ascoltata”. La difesa insiste sulla “non intenzionalità” dei reati, senza negare in blocco i fatti contestati.

Condanna e appello: il futuro politico di Marine Le Pen in bilico

Lo scorso 31 marzo 2025, Marine Le Pen è stata condannata in primo grado a quattro anni di carcere – due dei quali scontabili con braccialetto elettronico – e a una sanzione di 100mila euro. La sentenza includeva anche cinque anni di ineleggibilità, applicata subito, che le impedisce di candidarsi sia alle presidenziali del 2027 sia alle legislative del 2029. Oggi, 13 gennaio 2026, inizia il processo d’appello, che durerà cinque settimane e si concluderà tra l’11 e il 12 febbraio, con sentenza attesa prima dell’estate. Se i giudici confermassero la condanna, Marine Le Pen potrebbe ricorrere in Cassazione, la quale ha la facoltà di sospendere l’ineleggibilità fino alla decisione finale. Tuttavia, la leader ha già dichiarato che rinuncerebbe a questa possibilità: dopo la condanna di primo grado, la popolarità della leader del RN nei sondaggi è diminuita a favore di Bardella.

Il processo di Marine Le Pen bloccherà la corsa all’Eliseo?

La partecipazione di Marine Le Pen alle presidenziali del 2027 dipenderà quindi dai tempi e dalle condizioni della sentenza. La pena accessoria di ineleggibilità, se confermata, non dovrebbe superare i due anni e, in assenza del braccialetto elettronico, renderebbe Le Pen nuovamente eleggibile dal 1° aprile 2027, poche settimane prima del primo turno. Le candidature ufficiali saranno stabilite dal Consiglio costituzionale a marzo 2027, dopo il deposito delle firme necessarie, rendendo il calendario elettorale estremamente serrato.

Se invece l’appello dovesse ribaltare la condanna, la leader del RN potrebbe candidarsi senza ostacoli sia alle presidenziali sia alle legislative, trasformando la sentenza in una vera finestra di opportunità politica. In ogni caso, il percorso resta dunque delicato: qualsiasi conferma della condanna comporterebbe una corsa contro il tempo per organizzare la strategia politica del partito, mentre eventuali ritardi o decisioni favorevoli potrebbero darle una finestra di opportunità limitata ma decisiva per presentarsi alle urne.

Il peso politico del processo di Le Pen

Oltre al destino personale di Marine Le Pen, il processo mette sotto la lente di ingrandimento lo stato di salute delle istituzioni francesi. Le decisioni dei giudici non influenzeranno soltanto la carriera della leader del Rassemblement National, ma potrebbero anche ridisegnare la strategia dell’intera destra francese, condizionare alleanze, candidature e l’equilibrio politico nazionale, in un Paese dove l’instabilità è ormai quotidiana.

Con silenzi calcolati, strategie ponderate e uno sguardo fisso sull’Eliseo, Le Pen attende il verdetto. Per la Francia, la partita per la Presidenza potrebbe riaprirsi in un modo che nessuno aveva previsto.

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