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Paramount contro Warner Bros: causa legale e sfida al board sull’accordo Netflix. Trump invoca l’intervento Antitrust

Paramount invia una lettera agli azionisti di Warner Bros Discovery e punta a inserire i suoi consiglieri nel Cda. Il presidente Usa esprime critiche all’accordo Netflix

Paramount contro Warner Bros: causa legale e sfida al board sull’accordo Netflix. Trump invoca l’intervento Antitrust

La battaglia per il controllo di Warner Bros. Discovery entra in una fase decisiva. Paramount Skydance ha avviato un’azione legale contro il gruppo media e contro il suo amministratore delegato David Zaslav, intensificando il tentativo di acquisizione ostile dopo il via libera del board di Wbd all’accordo da 82,7 miliardi di dollari con Netflix. La mossa segna un’escalation senza precedenti nel settore dei media globali, con effetti potenzialmente rilevanti per azionisti, governance e futuro dello streaming. A rendere il clima ancora più caldo, nelle stesse ore, il presidente Usa Donald Trump ha espresso critiche pubbliche all’acquisizione di Warner Bros da parte di Netflix, invocando un possibile intervento Antitrust.

Al momento, né Netflix né Warner Bros hanno rilasciato commenti. Sul mercato, le azioni di Wbd hanno aperto in calo dell’1,5%, mentre Netflix è salita dello 0,8% e Paramount dello 0,3%.

La causa legale in Delaware e le accuse di scarsa trasparenza

Il ricorso è stato depositato presso la Corte di Cancelleria del Delaware e mira a ottenere da Warner Bros. Discovery una maggiore divulgazione di informazioni relative al processo di vendita e all’accordo con Netflix. Secondo Paramount, il consiglio di amministrazione di Wbd non avrebbe fornito agli azionisti elementi sufficienti per valutare correttamente la convenienza dell’operazione.

In una lettera inviata agli azionisti, il ceo David Ellison ha contestato l’assenza di dettagli sui criteri di valutazione utilizzati per l’accordo con Netflix, sul trattamento del debito nella determinazione del prezzo finale e sulle modalità con cui sarebbe stato applicato un aggiustamento per il rischio all’offerta alternativa di Paramount. Senza queste informazioni, sostiene Ellison, gli azionisti non sarebbero messi nelle condizioni di prendere una decisione pienamente informata.

Paramount ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre una modifica allo statuto di Warner Bros che richieda l’approvazione degli azionisti per qualsiasi separazione di Global Networks, lo spin-off dei canali via cavo (un elemento chiave per l’accordo con Netflix). La società ha sottolineato che il valore dello spin-off della tv via cavo è praticamente nullo, rafforzando la sua argomentazione secondo cui l’offerta Paramount sarebbe più vantaggiosa. Questa iniziativa legale arriva a meno di una settimana da quando il board di Wbd ha nuovamente raccomandato agli azionisti di respingere l’ultima versione modificata dell’offerta Paramount, evidenziando quanto la tensione sul tavolo sia alta.

Offerta Paramount e proxy fight: giocare la carta del board

Parallelamente all’azione legale, Paramount ha confermato l’intenzione di lanciare una proxy fight, candidando propri rappresentanti al consiglio di amministrazione di Wbd in vista dell’assemblea annuale del 2026. L’obiettivo è influenzare direttamente la governance e ribaltare la linea del board attuale.

L’offerta di acquisizione rimane fissata a 30 dollari per azione, interamente in contanti, per l’intero perimetro di Warner Bros. Discovery. La proposta modificata ha un valore complessivo di 108,4 miliardi di dollari, comprendente 40 miliardi in azioni garantite personalmente da Larry Ellison, co-fondatore di Oracle e padre del ceo Ellison, e 54 miliardi di debito.

Paramount sostiene che la sua offerta cash offra maggiore certezza rispetto all’accordo con Netflix e supererebbe più facilmente eventuali ostacoli regolatori. La debole performance di Versant, lo spin-off via cavo di Comcast, ha inoltre fornito nuova linfa alla campagna di Paramount per convincere gli azionisti che la sua proposta sia superiore.

L’offerta pubblica di acquisto scadrà il 21 gennaio, ma la società può prorogarla, lasciando la partita aperta fino all’ultimo giorno.

Trump prende posizione contro l’accordo Netflix-Warner Bros

Il presidente Usa ha rilanciato preoccupazioni Antitrust e questioni legate al “pluralismo culturale”, riprendendo un articolo dell’avvocato John M. Pierce che parla di un presunto “Netflix Cultural Takeover”. Secondo Trump e Pierce, il Dipartimento di Giustizia e la Federal Trade Commission dovrebbero considerare la fusione una priorità per tutelare la libertà di espressione e impedire a una singola corporation di dominare il panorama culturale americano.

Pur presentandosi come un sostegno alla posizione di Paramount Skydance, l’intervento di Trump appare selettivo: le critiche alla presunta influenza culturale di Netflix coincidono con interessi strategici legati a Larry Ellison e alla sua famiglia, sollevando dubbi su quanto il discorso antitrust sia neutrale o quanto faccia parte di un più ampio gioco politico-industriale.

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