Con l’arrivo di ottobre, molti italiani si chiedono quando è possibile accendere il riscaldamento senza rischiare sanzioni. La risposta dipende dalla zona climatica: quest’anno, le temperature particolarmente basse dei primi giorni del mese hanno spinto numerose famiglie a valutare se fosse già il momento di attivare la caldaia.
Secondo le norme vigenti, dal 15 ottobre la maggior parte delle città del Nord Italia non alpino, come Milano, Torino e Venezia, e alcune zone appenniniche, tra cui Bologna, possono accendere il riscaldamento fino a un massimo di 14 ore al giorno. Alcuni comuni, però, possono anticipare o posticipare l’accensione con ordinanze locali. Chi non rispetta le regole rischia multe tra 500 e 3.000 euro, più eventuali sanzioni comunali fino a 800 euro, come ricorda Assoutenti.
Oltre a rispettare le norme, con l’inverno alle porte è importante gestire bene i consumi: accendere i riscaldamenti nei primi giorni freddi di ottobre senza adottare strategie di risparmio può far lievitare rapidamente le bollette del gas.
Riscaldamenti: ecco il calendario delle accensioni per zona climatica
Il DPR 412/1993 definisce il periodo e le ore massime di accensione in base alle zone climatiche italiane:
- Zona A: 1° dicembre – 15 marzo, 6 ore/giorno (es. Lampedusa, Porto Empedocle)
- Zona B: 1° dicembre – 31 marzo, 8 ore/giorno (Agrigento, Reggio Calabria, Messina, Trapani)
- Zona C: 15 novembre – 31 marzo, 10 ore/giorno (Napoli, Cagliari, parte della Puglia e Sardegna)
- Zona D: 1° novembre – 15 aprile, 12 ore/giorno (fascia costiera ligure, molte province del Centro Italia)
- Zona E: 15 ottobre – 15 aprile, 14 ore/giorno (Nord Italia e zone appenniniche del Centro)
- Zona F: nessun limite, riscaldamenti attivi tutto l’anno (aree alpine e località di alta montagna)
Come ridurre i consumi quando si accendono i riscaldamenti
Oltre a sapere quando accendere i riscaldamenti, è importante usare la caldaia nel modo giusto per non sprecare energia e contenere le bollette. Un buon punto di partenza è la regolazione climatica, che permette di far adattare automaticamente la temperatura interna a quella esterna, riducendo i consumi fino al 25% ogni 10 gradi di differenza. Per chi vuole spendere meno e ridurre il gas, le pompe di calore e gli impianti fotovoltaici sono ottime alternative e si possono gestire anche da remoto grazie alla domotica. Chi invece resta con la caldaia tradizionale dovrebbe scegliere modelli a condensazione, più efficienti e meno dispendiosi. Per controllare quanto si consuma, si possono usare contatori intelligenti o consultare il Portale consumi di Arera, strumenti che aiutano a capire dove risparmiare.
Anche la manutenzione è importante: la caldaia va controllata periodicamente e riceve il cosiddetto “bollino blu”, che verifica fumi, pulizia e funzionamento dell’impianto. Le pompe di calore non hanno obbligo di revisione, ma i filtri vanno puliti regolarmente per mantenere l’efficienza.
Consigli pratici per l’accensione dei riscaldamenti
Ci sono poi piccoli accorgimenti quotidiani che fanno la differenza. I termosifoni devono rimanere liberi da mobili o tende, tra calorifero e parete si possono mettere materiali riflettenti per evitare dispersioni e di notte è meglio chiudere finestre e tapparelle. La temperatura ideale in casa è di circa 19 gradi: ogni grado in meno e ogni ora di riscaldamento risparmiata fanno calare i consumi di circa il 15%. Indossare un maglione o usare una coperta aiuta a stare al caldo senza far salire la bolletta.
Infine, le valvole termostatiche, manuali o smart, permettono di regolare la temperatura stanza per stanza, con un risparmio fino al 20%. Nei condomini con impianto centralizzato, queste valvole sono obbligatorie dal 2017, così tutti possono gestire meglio il calore in casa senza sprechi.
