Domenica ero alla Fenice per il Lohengrin, quando al secondo intervallo si diffonde la notizia su “Venezi”. Esplosione di gioia, inimmaginabile! Abbracci, allegria, grande soddisfazione generale. Mi sono affacciato alla buca dell’orchestra e non c’era nessuno, erano tutti usciti a godere fra loro della notizia. Sono poi rientrati, riprendendo gli strumenti, tra gli applausi scroscianti del pubblico. Il direttore d’orchestra ha ripreso la bacchetta e la musica dell’opera si è avviata.
Il caso Beatrice Venezi, dall’inizio
Il sovrintendente Nicola Colabianchi, a settembre, aveva nominato la maestra Beatrice Venezi, direttore musicale, a partire dal 1° ottobre 2026. Una nomina ordinata di fatto dal Ministero della Cultura, come aveva sostenuto il sindaco Luigi Brugnaro. Importante è stato Gianmarco Mazzi che seguiva, come sottosegretario, i teatri lirici, ora promosso come Ministro del Turismo al posto di Daniela Santanchè. Il comitato di indirizzo della Fenice aveva approvato la proposta, salvo un componente che si era dimesso. Sostiene il critico Alberto Mattioli: “Non si può certo paracadutare una mediocre direttrice: non catastrofica, ma mediocre, in una realtà complessa come quella di un’orchestra che è tra le migliori”.
Eccezionale è il comportamento degli spettatori e della città che hanno dimostrato una forte volontà di aiutare i musicisti nella loro lotta per impedire l’arrivo, ad ottobre del 2026, di Venezi. Ad ottobre scorso, in campo Santangelo vi era stata una prima manifestazione per sensibilizzare la cittadinanza. Si suonarono brani d’opera, intervallati da una serie di interventi riguardanti la situazione in essere. Alcuni abbonati, gli habituè, mettono in piedi un comitato che produce, dapprima, volantini che vengono poi lanciati dai palchi e dal loggione. Al concerto di Capodanno musicisti e coristi indosseranno una “spilla contro la Venezi”, altra idea del comitato. Spilla che molti cittadini indosseranno in modo molto evidente. Ai concerti, quando escono gli orchestrali vengono subissati dagli applausi che durano anche più di dieci minuti. Un’attività questa degli abbonati e degli amanti del teatro che dura ormai da otto mesi.
Il licenziamento di Beatrice Venezi
Si può ben capire l’entusiasmo all’arrivo della notizia. Nel documento diffuso dal Sovrintendente si sostiene che “La decisione è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche della Venezi, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione del Teatro La Fenice e della sua orchestra”. Venezi aveva, a suo tempo, accusato la Fenice di anarchia poiché veniva di fatto governata dai sindacati.
L’ultimo atto che pone fine a una situazione già compromessa è l’intervista rilasciata da Venezi nei giorni scorsi al quotidiano argentino La Nación in cui accusa l’orchestra di familismo poiché le posizioni si tramandano di padre in figlio. Con questa uscita fa pensare che abbia voluto provocare il suo licenziamento.
Il sovrintendente, d’accordo con il ministro della cultura Alessandro Giuli, ha preso questa decisione. Come sempre succede ora vi è uno strascico di prese di posizione. Al momento il personale del teatro ha indetto un’assemblea per valutare se andare avanti con laprotesta, questa volta contro il sovrintendente che a suo tempo aveva imposto la nomina di Venezi.
