Con due interventi di peso a meno di 24 ore di distanza l’uno dall’altro, la Bce sembra voler far partire una moral suasion sulla scalata di Unicredit su Commerzbank e soprattutto sull’atteggiamento del governo tedesco, colpevole di ostacolare l’operazione sin dai suoi albori. Il primo a parlare è stato il membro del comitato esecutivo Piero Cipollone che, in maniera misurata, ma chiara, ha affermato che le acquisizioni trasfrontaliere “dovrebbero essere più semplici”, perché rendono tutti più forti.
A strigliare apertamente la Germania ci ha pensato invece il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos: “È molto difficile per i governi sostenere di essere favorevoli all’Unione del risparmio e degli investimenti e poi dire: ‘Beh no, siamo contrari a questa specifica operazione'”, ha detto l’economista spagnolo in un’intervista al Financial Times.
Sin dall’avvio della scalata, ovvero dal settembre del 2024, il governo tedesco è sempre stato fortemente contrario alle possibili nozze tra la seconda banca tedesca e l’istituto guidato da Andrea Orcel. Un’opposizione che ha frenato, ma non ha fermato Piazza Gae Aulenti che dopo aver racimolato, tra partecipazione diretta e strumenti finanziari, una quota superiore al 35%, lo scorso 4 maggio ha lanciato un’offerta su Commerz che si concluderà il 16 giugno. Difficile pensare di arrivare al controllo, considerando che ai corsi attuali l’ops è a sconto, ma soprattutto tenendo conto della forte opposizione che l’operazione ha incontrato in Germania, sia ai vertici della banca, che nella politica. “Non è questo il modo di trattare istituzioni come una banca tedesca”, ha tuonato il cancelliere Friedrich Merz solo pochi giorni fa, parlando di un’offerta che “distrugge la fiducia” nell’istituto.
La pensa in modo diametralmente opposto la Bce, che da tempo ormai, pur non prendendo ufficialmente posizione, si dice favorevole a qualsiasi tipo di operazione di consolidamento transfrontaliero che porti alla creazione di grandi banche europee in grado di competere con le colleghe statunitensi. Una posizione che Orcel conosce benissimo, tant’è che non si lascia scoraggiare e rilancia. Oggi, tra l’altro, il numero uno di Unicredit, incontrerà la responsabile della concorrenza Ue Teresa Ribera e la commissaria ai servizi finanziari Maria Luis Albuquerque.
De Guindos su Unicredit Commerz: “Opposizione di Berlino è contro lo spirito il mercato unico”
Secondo de Guindos, l’opposizione dei governi alle operazioni di consolidamento “non è un problema che riguarda solo questo esempio specifico, succede ovunque. I governi sono molto simili nella loro tentazione di intervenire in accordi privati. Ma tali mosse vanno contro lo spirito del mercato unico“.
Gli esempi, in effetti, sono molteplici e riguardano anche possibili operazioni domestiche. Basti pensare al No del governo spagnolo alle nozze tra Bbva e Sabadell o a quello dell’esecutivo italiano a quelle tra la stessa Unicredit e Banco Bpm. “Il problema principale di questo tipo di messaggi nazionali è che minano la credibilità della Savings and Investments Union” ha detto de Guindos.
Riguardo in particolare all’operazione UniCredit-Commerzbank, il vicepresidente Bce ha spiegato di ritenere di “essere stato abbastanza chiaro. Applicherei a questo caso il quadro generale di regole. La nostra raccomandazione è considerare l’area euro come una singola giurisdizione con libera circolazione di capitale ed equity e con una garanzia comune dei depositi”.
De Guindos: “Il settore bancario tedesco è molto frammentato”
Guardando alla Germania, de Guindos ha detto che il governo tedesco deve affrontare una serie di riforme per rilanciare la propria economia. “Anche dal punto di vista dell’industria bancaria sarà necessario un certo processo di modernizzazione, perché la Germania ha un settore bancario molto frammentato. Penso che una qualche forma di riforma sotto questo profilo sarebbe importante”.
Alla domanda se sia favorevole a un consolidamento del settore bancario tedesco, anche guardando oltre confine, de Guindos ha risposto che “noi siamo favorevoli al consolidamento cross-border. Ma a volte è necessario un consolidamento domestico prima di poter arrivare a un consolidamento cross-border. Penso che sarà necessario un certo processo di ristrutturazione“.
Cipollone su Unicredit-Commerzbank: “Mercato integrato rende tutti più forti”
Sull’operazione Unicredit Commerzbank si era espresso ieri anche Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce, parlando nel corso del Ventotene Europa Festival. “Ultimamente si leggono polemiche in merito a una grossa acquisizione tra Italia e Germania. Queste cose dovrebbero essere più semplici e avere una dimensione più fluida, più naturale, perché un mercato integrato di capitali permette a tutti di essere più forti finanziariamente”, ha detto Cipollone, per poi aggiungere: “L’Europa ogni anno esporta circa il 2% del suo Pil in termini di capitali – ha aggiunto. Non è che ci mancano i soldi, è che i mercati sono così frammentati che finiamo per investire in altri Paesi, mentre le nostre imprese rimangono piccole e quando hanno bisogno di crescere si vanno a quotare sui mercati degli Stati Uniti. Questa cosa è un enorme impedimento alla crescita e lo sviluppo dell’Europa”, ha concluso.
