Dopo otto anni di negoziati complessi, l’Unione europea e l’Australia hanno firmato un accordo storico che ridefinisce i rapporti tra i due blocchi, abbracciando commercio, sicurezza, tecnologia e materie prime. L’intesa è stata ufficialmente annunciata martedì 24 marzo a Canberra, durante la visita della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accolta dal primo ministro australiano Anthony Albanese. Si tratta di un passo decisivo nella strategia europea di diversificazione commerciale, che si affianca agli accordi già siglati con Mercosur, India e Indonesia, e punta a rafforzare l’accesso a nuovi mercati e materie prime in un contesto globale caratterizzato da crescente protezionismo da parte di Stati Uniti e dalla crescente influenza della Cina.
“Sebbene geograficamente lontani, l’Europa e l’Australia condividono una visione comune del mondo – ha sottolineato von der Leyen –. Questi accordi rafforzano la sicurezza, promuovono la prosperità e consolidano strutture basate sulla fiducia reciproca”.
Libero scambio e agricoltura
Al centro dell’accordo vi è il libero scambio, con l’obiettivo di stimolare le esportazioni europee verso l’Australia e garantire maggiore stabilità ai mercati. L’intesa prevede l’eliminazione dei dazi su beni strategici come formaggi, vino e spumante, cioccolato e prodotti di frutta e verdura trasformata. Per i settori più sensibili, come carni bovine, ovine e caprine, zucchero, alcuni latticini e riso, i dazi saranno ridotti o azzerati entro contingenti tariffari controllati, evitando squilibri sul mercato europeo.
Uno dei nodi più discussi è stato l’uso dei nomi tradizionali europei: i produttori australiani di prosecco dovranno cessarne l’impiego nelle esportazioni, con un periodo di transizione di dieci anni. In cambio, l’Europa concede quote di carne australiana esente da dazi. La Commissione europea prevede che, grazie all’accordo, le esportazioni Ue verso l’Australia cresceranno del 33% nei prossimi dieci anni, raggiungendo un valore stimato di circa 17,7 miliardi di euro annui. Settori chiave come automotive, chimica e caseario beneficeranno immediatamente della riduzione dei dazi, con un risparmio stimato di 1 miliardo di euro all’anno per le imprese europee.
In aggiunta, si stima che gli investimenti della Ue in Australia potrebbero aumentare dell’87%, rafforzando la presenza europea nella regione Indo-Pacifico e consolidando opportunità già aperte da accordi commerciali con Indonesia e India. L’intesa include inoltre un impegno per un commercio sostenibile, assicurando che le importazioni rispettino gli standard europei in materia di clima e ambiente.
Sicurezza e difesa
L’accordo non si limita al commercio: è stato firmato un Partenariato di Sicurezza e Difesa (Psd), pensato per affrontare le sfide geopolitiche contemporanee e rafforzare il coordinamento tra Ue e Australia. Il Psd crea un quadro istituzionale formale che permette dialoghi strutturati sulla sicurezza e sulla difesa, rafforza la gestione delle crisi e le operazioni di sicurezza, e intensifica la cooperazione nella sicurezza marittima, informatica e contro le minacce ibride e le interferenze informative straniere.
Il partenariato prevede anche il coordinamento sulle tecnologie emergenti, tra cui intelligenza artificiale, e supporta lo sviluppo congiunto delle capacità dei partner per affrontare sfide in continua evoluzione.
Tecnologia, ricerca e materie prime
L’accordo include anche una dimensione tecnologica e scientifica. Sono stati avviati negoziati formali affinché l’Australia diventi membro associato di Horizon Europe, il principale programma europeo di finanziamento alla ricerca e all’innovazione. La collaborazione riguarderà settori strategici come intelligenza artificiale e tecnologie emergenti, rafforzando la resilienza tecnologica di entrambe le parti.
Particolare attenzione è riservata alle materie prime e alle terre rare, di cui l’Australia è uno dei principali produttori mondiali. L’accordo garantisce all’Europa accesso strategico a litio, alluminio, manganese e terre rare, elementi fondamentali per la transizione energetica e le catene industriali europee, rafforzando la sicurezza delle forniture critiche. Secondo il premier australiano Anthony Albanese, la riduzione dei dazi sui minerali critici contribuirà a stabilizzare le catene di approvvigionamento globali, mentre von der Leyen ha sottolineato l’importanza di una gestione strategica dei rapporti con la Cina.
