A Berlino i colloqui tra Ucraina e Stati Uniti si rivelano complessi: secondo il Wall Street Journal, la delegazione americana resta ferma sulla propria bozza di accordo di pace, senza intenzione di compromessi. I negoziati, iniziati ieri e proseguiti oggi, sono descritti da fonti del Wsj come un continuo “tira e molla”, anche senza la presenza diretta della Russia al tavolo. Washington spinge per soluzioni rapide, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei sottolineano differenze significative su ritiro dal Donbass e garanzie di sicurezza.
Zelensky punta al congelamento della linea del fronte
Durante l’incontro con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, Zelensky ha confermato l’intenzione di convincere Washington e gli alleati europei a sostenere il congelamento della linea del fronte come primo passo verso un negoziato territoriale. Il numero uno di Kiev ha inoltre dichiarato di essere disposto a rinunciare all’adesione alla Nato in cambio di garanzie di sicurezza solide e bilaterali, fornite da Stati Uniti, Unione Europea e altri partner internazionali. Gli incontri con Witkoff e Kushner, durati oltre cinque ore secondo il Financial Times, hanno incluso discussioni approfondite sul piano in 20 punti, sulle prospettive economiche e sulla strategia di difesa ucraina.
Oggi, a partire dalle 18:30, il cancelliere tedesco Friedrich Merz accoglierà alla Cancelleria federale i leader europei e i vertici Nato per discutere il piano di pace statunitense rivisto da Kiev. Tra i partecipanti: Ursula von der Leyen, António Costa, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Alexander Stubb, Jonas Gahr Støre, Donald Tusk, Mark Rutte, Dick Schoof, Ulf Kristersson e Keir Starmer.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha definito i colloqui “più seri che mai”, sottolineando il ruolo centrale dell’Europa nel cercare una soluzione pacifica e auspicando che Mosca accetti le concessioni di Kiev.
Mosca respinge modifiche al piano e insiste: “No all’Ucraina nella Nato”
Il Cremlino ha ribadito la propria posizione con estrema chiarezza. Secondo Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente russo, Mosca opporrà “decise obiezioni” a qualsiasi emendamento del piano di pace in 28 punti, proposto dagli Stati Uniti e modificato dopo i negoziati tra Ucraina, Europa e Washington. Il Cremlino non accetterà disposizioni su questioni territoriali né la creazione di una “zona cuscinetto” nel Donbass, complicando ulteriormente la possibilità di compromessi sui territori contesi.
Inoltre, secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il non accesso dell’Ucraina alla Nato rappresenta “la pietra angolare” dei negoziati di pace e richiede precise garanzie legali. Peskov ha sottolineato che la questione “richiede una speciale considerazione, sullo sfondo di altre questioni”, confermando come Mosca consideri questo punto imprescindibile per qualsiasi trattativa.
Mattarella condanna aggressione russa e attacchi all’Occidente
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia alla Farnesina, ha denunciato con fermezza l’aggressione russa all’Ucraina, definendola “irresponsabile e inammissibile” e sottolineando come permanga un’azione con “vittime e immani distruzioni”, volta a violare il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa, già considerata inaccettabile dalla Conferenza di Helsinki oltre cinquant’anni fa. Il capo dello Stato ha inoltre evidenziato l’“ingiustificata e disordinata aggressione alla Unione Europea”, osservando che “appare, a dir poco, singolare che, mentre si affacciano esperienze dirette a unire Stati, si assista a un’azione che altera la verità e presenta l’Ue come un’organizzazione oppressiva se non addirittura nemica della libertà”. Mattarella ha infine ammonito sul contesto più ampio, affermando che “è evidente che è in atto un’operazione diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni” e ribadendo che “non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori”.
Kaja Kallas: “Se Mosca conquista il Donbass, rischia tutta l’Ucraina”
L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha sottolineato che se la Russia conquista il Donbass, la “fortezza” ucraina crolla, aprendo il rischio di un’invasione sull’intero territorio nazionale. Per questo motivo, ha ribadito, se l’adesione alla Nato non è un’opzione, servono truppe reali e capacità concrete, non promesse, per permettere all’Ucraina di difendersi.
Kallas ha anche confermato che l’Unione europea si prepara ad ampliare ulteriormente il pacchetto di sanzioni contro la Russia, includendo altre 40 navi e soggetti legati alla cosiddetta “flotta ombra” utilizzata da Mosca per aggirare le restrizioni sul petrolio. Ha sottolineato la necessità di utilizzare asset russi congelati per sostenere l’Ucraina, definendo la proposta europea sui prestiti approvabile a maggioranza qualificata e senza oneri per i contribuenti.
Il nodo sugli asset russi congelati
Sul fronte europeo, la Francia ha ribadito che “la Russia sta fallendo politicamente, militarmente ed economicamente” e che gli Stati membri hanno deciso di rafforzare il congelamento dei beni russi detenuti in Europa fino alla fine della guerra e al pagamento delle riparazioni all’Ucraina. L’Ungheria, invece, conferma la propria opposizione: non sosterrà la confisca dei beni russi, non invierà denaro o armi all’Ucraina e non parteciperà a prestiti Ue legati al conflitto. Secondo Orban, l’Europa rischia di ampliare la guerra anziché concluderla, e la confisca dei beni russi equivale a una dichiarazione di guerra aperta verso Mosca.
Banca centrale russa: causa da 200 miliardi a Euroclear
Sul fronte finanziario, la Banca centrale russa ha avviato una causa presso il Tribunale arbitrale di Mosca chiedendo al fondo belga Euroclear un risarcimento di circa 200 miliardi di euro per il congelamento dei capitali russi deciso dalla Ue. La Commissione Ue conferma che i depositari centrali possono compensare eventuali sequestri in Russia con asset congelati detenuti nell’Unione.
Nuova ondata di droni ucraini sulla Russia
Intanto la battaglia sul campo va avanti: le forze ucraine hanno lanciato 146 droni sulla Russia durante la notte, 29 dei quali sull’oblast di Mosca, provocando esplosioni nei distretti di Istrinsky e Kashira. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato tutti i velivoli. Attacchi simili sono stati segnalati a Rostov e contro impianti strategici come la raffineria di Engels.
Un sondaggio condotto dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev tra il 26 novembre e il 13 dicembre mostra che il 75% degli ucraini è contrario al piano di pace Usa, che prevede il ritiro delle truppe dal Donbass, la limitazione dell’esercito ucraino e nessuna garanzia di sicurezza specifica. Al contrario, il 72% è pronto ad approvare un piano Europa-Ucraina.
Ultimo aggiornamento lunedì 15 dicembre 2025 alle ore 12:47
