Il gruppo bancario svizzero Ubs, guidato dal ceo Sergio Ermotti, ha chiuso il terzo trimestre 2025 con risultati nettamente superiori alle aspettative, sostenuti da solidi ricavi e dall’avanzamento del piano di integrazione di Credit Suisse. Contestualmente, la banca ha annunciato un ricorso contro la sentenza del tribunale federale amministrativo svizzero che ha dichiarato illegittimo l’azzeramento dei bond subordinati AT1 emessi da Credit Suisse durante l’operazione di salvataggio del 2023.
Ubs, risultati oltre le attese: utile netto +74%
Ubs ha registrato un utile netto di 2,48 miliardi di dollari, in aumento del 74% rispetto agli 1,43 miliardi dello stesso periodo del 2024, superando di gran lunga le stime del consensus, che si attestavano in media a circa 1,13 miliardi di dollari. I ricavi del trimestre hanno raggiunto 12,76 miliardi di dollari, con una crescita del 3% su base annua, mentre le spese operative sono diminuite del 4%, attestandosi a 9,83 miliardi. L’utile prima delle imposte è salito del 47% a 2,83 miliardi, trainato dalle attività core, e il rapporto costi/ricavi è migliorato al 77%.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Ubs ha riacquistato azioni proprie per 1,1 miliardi di dollari nel trimestre, con ulteriori buyback previsti per 0,9 miliardi nel quarto trimestre. L’obiettivo annuale di 3 miliardi di riacquisti è ormai a portata di mano, mentre il dividendo è atteso in crescita di oltre il 10%.
Investment banking e M&A trainano la crescita
La divisione investment banking ha confermato un andamento positivo, grazie in particolare all’attività di fusioni e acquisizioni (M&A), che ha registrato ricavi pari a 3,2 miliardi di dollari, in aumento del 23% su base annua.
Il trimestre è stato inoltre sostenuto dalla cancellazione di accantonamenti legali per 668 milioni di dollari, relativi principalmente alla risoluzione di contenziosi riguardanti Credit Suisse, in particolare nel settore dei residential mortgage-backed securities e nelle operazioni in Francia.
In una nota diffusa mercoledì, la banca ha sottolineato di aver fatto progressi significativi nel programma di riduzione dei costi, in linea con gli obiettivi annuali. “Abbiamo ottenuto un’eccellente performance nel terzo trimestre, grazie alla forte crescita delle nostre attività principali e a una rigorosa esecuzione delle priorità strategiche”, ha commentato Ermotti.
Integrazione di Credit Suisse: migrazione oltre i due terzi completata
L’integrazione di Credit Suisse procede in modo spedito, con risultati concreti sul fronte dei risparmi e della semplificazione operativa. Nelle attività svizzere – uno dei segmenti più complessi – sono stati compiuti importanti passi avanti.
Alla fine di ottobre, circa 700mila conti dei clienti di Credit Suisse in Svizzera risultavano già trasferiti nel sistema Ubs, equivalenti a oltre due terzi dei conti idonei. Il completamento della migrazione è previsto entro il primo trimestre del 2026.
La banca ha inoltre comunicato che l’integrazione delle attività di asset management è ormai in gran parte conclusa: gli ultimi portafogli clienti sono stati trasferiti sulla piattaforma Ubs nel trimestre in esame, mentre il passaggio di fondi e conti deposito sarà completato entro i primi mesi del 2026. UBS ha dichiarato di essere “sulla buona strada” per realizzare i risparmi sui costi promessi, stimati in 13 miliardi di dollari complessivi.
Ubs: ricorso contro la sentenza sui bond AT1 di Credit Suisse
Contestualmente alla pubblicazione dei risultati, Ubs ha annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza del Tribunale amministrativo federale (Taf), che ha giudicato illegale la decisione della Finma, l’autorità di vigilanza finanziaria svizzera, di azzerare il valore delle obbligazioni AT1 di Credit Suisse per 16,5 miliardi di franchi svizzeri.
In una nota, Ubs ha ribadito che “l’azzeramento degli strumenti AT1 di Credit Suisse era parte integrante dell’operazione di salvataggio, conforme ai termini contrattuali e alla legge applicabile”. La banca intende ricorrere per garantire che la propria posizione sui fatti rilevanti dell’acquisizione sia presa in considerazione e per tutelare la credibilità degli strumenti AT1, fondamentali nel processo di risanamento e risoluzione delle banche. Anche la Finma ha impugnato la decisione del Taf, che non ha ancora disposto rimedi specifici.
Prospettive per il quarto trimestre e andamento del titolo
Pur registrando risultati robusti, Ubs mantiene un approccio prudente per il quarto trimestre, prevedendo risparmi più contenuti a causa del completamento della migrazione della piattaforma svizzera e dell’aumento stagionale dei costi non legati al personale.
Secondo Ermotti, “gli investimenti nelle aree strategiche stanno dando i loro frutti” e la banca sta beneficiando della diversificazione del modello di business, che continua a produrre risultati solidi. Ubs osserva inoltre che gli investitori si stanno concentrando maggiormente sulla copertura dei rischi al ribasso, in un contesto di maggiore volatilità dei mercati.
Giornata debole per il titolo Ubs, in calo di quasi l’1% a Zurigo, ma in progresso di oltre il 7% da inizio anno.
Deutsche Bank corre in Borsa: utili record grazie all’investment banking
Deutsche Bank archivia un trimestre da record, con un utile ante imposte di 7,7 miliardi di euro nei primi nove mesi (+64%) e un utile netto di 5,6 miliardi (+76%), grazie soprattutto alla solidità dell’investment banking e alla crescita in tutte le divisioni operative. I ricavi sono aumentati del 7% a 24,4 miliardi, con un rendimento del capitale tangibile (Rote) del 10,9%, in linea con gli obiettivi annuali. Nel solo terzo trimestre, l’utile ante imposte ha toccato 2,4 miliardi (+8%), mentre i ricavi hanno raggiunto 8 miliardi, spinti dall’investment banking (+18%). Solida anche la posizione patrimoniale, con il Cet1 al 14,5% e accantonamenti in calo del 7% a 1,3 miliardi. La banca distribuirà 2,3 miliardi agli azionisti nel 2025, il 50% in più rispetto all’anno precedente. Citi ha apprezzato i risultati sopra le attese ma mantiene il rating “sell” in attesa dell’Investor Day del 17 novembre, quando verranno illustrati i nuovi target al 2029. Il titolo guadagna il 4% alla Borsa di Francoforte.