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Credit Suisse, tribunale svizzero annulla l’azzeramento dei bond AT1 del salvataggio: ecco cosa succede ora

Il Tribunale svizzero annulla l’azzeramento dei bond AT1 deciso dalla Finma nel 2023, giudicandolo senza base legale. La sentenza può essere impugnata presso la Corte suprema svizzera

Credit Suisse, tribunale svizzero annulla l’azzeramento dei bond AT1 del salvataggio: ecco cosa succede ora

La controversa vicenda del salvataggio di Credit Suisse potrebbe essere riscritta. Il Tribunale amministrativo federale svizzero, con una sentenza pubblicata martedì 14 ottobre, ha stabilito che la decisione della Finma (l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari svizzera) di azzerare gli strumenti di capitale Additional Tier 1 (AT1) non aveva una base legale valida. La decisione arriva due anni e mezzo dopo l’acquisizione della banca da parte di Ubs e riapre il dibattito sulla gestione del salvataggio e sulla tutela degli obbligazionisti.

Subito dopo la notizia della sentenza, le azioni Ubs hanno registrato un calo di oltre il 3,5%. A un passo dalla chiusura cedono invece il 2,12%.

Credit Suisse: cosa sono gli AT1 e cosa è successo nel 2023

Gli AT1 sono obbligazioni ibride emesse dalle banche per rafforzare il capitale in caso di crisi. Possono essere convertite in azioni o cancellate (write-down) per assorbire perdite e proteggere la stabilità della banca.

Nel marzo 2023, durante la crisi finanziaria, la Finma ordinò l’azzeramento degli AT1 di Credit Suisse, per un totale di 16,5 miliardi di franchi svizzeri (20,53 miliardi di dollari). Si trattò di una scelta straordinaria e senza precedenti in Europa: gli azionisti mantennero parte del capitale, mentre gli obbligazionisti persero tutto.

Nei mesi successivi, il tribunale ricevette 360 ricorsi da circa 3.000 obbligazionisti, che chiedevano l’annullamento della decisione della Finma e il ripristino del valore delle obbligazioni.

Investitori, analisti e legali contestarono sia il fondamento giuridico dell’operazione – sostenendo che la Finma avesse agito senza basi legali né contrattuali, violando i diritti di proprietà e superando i poteri d’urgenza delle autorità – sia la coerenza con i prospetti dei titoli, che prevedevano l’azzeramento solo in casi specifici, come liquidazione o scioglimento della banca, condizioni non presenti nel marzo 2023.

Alcuni osservatori interpretarono la scelta come conseguenza della liquidità d’emergenza fornita dalla banca centrale, che segnalava il raggiungimento del cosiddetto “point of no viability”, il momento in cui la banca non poteva più continuare senza interventi drastici.

Credit Suisse, annullato l’azzeramento dei bond AT1: cosa succede ora

Con la sentenza parziale del 1° ottobre, il Tribunale amministrativo federale svizzero ha accolto i ricorsi degli obbligazionisti, annullando formalmente la decisione della Finma. I giudici hanno stabilito che l’azzeramento degli AT1 costituiva “una grave ingerenza nei diritti di proprietà” e avrebbe richiesto “una base legale chiara e formale”, che invece non era presente. Il tribunale ha inoltre evidenziato che la decisione era anticostituzionale, poiché violava le norme sulle ordinanze di necessità del Consiglio federale e le garanzie relative all’espropriazione e alla tutela della proprietà privata.

Al momento, il Tribunale non si è ancora pronunciato sul ripristino dei titoli cancellati o su eventuali risarcimenti. Pur essendo parziale, la sentenza rappresenta un colpo significativo alla legittimità del salvataggio del 2023 e apre nuovi interrogativi sugli effetti per gli obbligazionisti.

La decisione può ancora essere impugnata presso la Corte suprema svizzera, ultimo grado di giudizio nel Paese. Fino a quel momento, l’esito economico resta incerto. Il ministero delle Finanze svizzero e Finma hanno entrambi dichiarato che analizzeranno la sentenza. Ubs, invece, ha preferito non commentare.

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