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Trump in missione in Asia: giovedì l’atteso incontro con il Presidente cinese Xi Jinping

Donald Trump in missione in Asia: tappe in Malesia, Giappone e Corea del Sud per rilanciare la strategia americana nel Pacifico. Giovedì il vertice con Xi Jinping a Busan, sul tavolo dazi, Taiwan e terre rare. Possibile incontro con Kim Jong-un. Riuscirà il presidente a tornare vincitore dal suo tour asiatico?

Trump in missione in Asia: giovedì l’atteso incontro con il Presidente cinese Xi Jinping

Missione asiatica per Donald Trump. Il presidente americano è partito per un tour che mescola diplomazia, business e potenza muscolare, il tutto nello stile che gli è proprio: diretto, spavaldo e calcolato. Sarà il suo primo viaggio in Asia da quando è tornato alla Casa Bianca, e si concluderà con l’incontro più atteso dell’anno, il faccia a faccia con Xi Jinping, giovedì a Busan, in Corea del Sud.

Il mondo guarda a quell’appuntamento come a una resa dei conti. Sul tavolo ci sono i dazi, le terre rare, Taiwan, il sostegno di Pechino alla Russia e la possibilità, tutt’altro che remota, di un nuovo equilibrio tra le due superpotenze. Come ha scritto Paolo Mastrolilli su Repubblica, l’obiettivo di Trump è “evitare di cadere nella trappola di Tucidide”, quella che lo storico greco individuava nello scontro inevitabile tra una potenza dominante e una potenza emergente.

Trump nel Sud-Est asiatico tra tregue e affari

La prima tappa è la Malesia, dove il presidente partecipa al vertice annuale dell’Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico). Un summit che negli anni scorsi aveva spesso snobbato, ma che oggi diventa un banco di prova geopolitico e commerciale.

A Kuala Lumpur Trump porterà con sé un doppio messaggio: pacificazione e business. Da un lato, mediare nella crisi tra Thailandia e Cambogia, due Paesi che Washington vuole riportare nell’orbita americana dopo anni di influenza cinese. Dall’altro, siglare nuovi accordi con il premier malese Anwar Ibrahim su microprocessori, intelligenza artificiale, energia e investimenti industriali.

Dietro le quinte, però, si prepara la partita più delicata ovvero l’incontro tra il segretario al Commercio Usa Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng. I due dovranno definire i margini del negoziato per quello che la Casa Bianca chiama “l’accordo su tutto”: un tentativo di riequilibrare i rapporti commerciali fra Washington e Pechino dopo mesi di guerra economica.

In Malesia Trump potrebbe incontrare il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, deciso a ottenere una riduzione dei dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. “Penso che ci incontreremo, sì”, ha detto il tycoon ai giornalisti sull’Air Force One ma “a determinate condizioni”.

A Tokyo incontro con la neo premier Takaichi

Dalla Malesia, Trump volerà a Tokyo, dove lo attende la nuova premier Sanae Takaichi. È la prima donna alla guida del Giappone e si presenta al mondo come la “Lady di ferro” del Pacifico, di thatcheriana memoria, che Trump non ha mai nascosto di ammirare.

Sul tavolo ci sarà il maxi-accordo da 550 miliardi di dollari di investimenti giapponesi negli Stati Uniti, firmato la scorsa estate. Ma la Casa Bianca vuole riscriverne le regole, infatti, secondo i consiglieri economici, la maggior parte della cifra è costituita da prestiti e garanzie, non da capitali reali. Il presidente intende rinegoziare anche i dazi sui prodotti nipponici, scesi dal 25% al 15% in cambio di promesse d’investimento da parte di Tokyo. Ma dietro la diplomazia economica, si muove anche la strategia di contenimento della Cina. Rafforzare l’asse tra Stati Uniti e Giappone resta il pilastro della sicurezza americana nel Pacifico.

Trump sarà ricevuto dall’imperatore Naruhito, visiterà le truppe statunitensi di stanza nel Paese e, secondo fonti della Casa Bianca, annuncerà un nuovo piano d’investimenti congiunti nel settore della difesa ad alta tecnologia.

Trump vs Xi: giovedì il grande incontro

Il momento della verità arriverà in Corea del Sud, dove Trump parteciperà al vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (Apec). Qui, tra i delegati delle 21 economie più dinamiche del mondo, si consumerà il faccia a faccia con Xi Jinping.

I due leader non si incontrano dal 2019. Allora firmarono una tregua commerciale che durò appena un anno. Oggi ripartono da una guerra economica a tutto campo. Quando, lo scorso aprile, Trump ha imposto dazi del 145% sulle esportazioni cinesi, Pechino ha risposto bloccando la vendita dei magneti e delle terre rare alle aziende americane, paralizzando l’industria automobilistica. La Casa Bianca ha poi minacciato dazi del 100% sui prodotti elettronici, mentre Xi ha risposto frenando la cooperazione sui chip e sul litio. Una spirale che pesa sulle catene globali di fornitura e minaccia di ridisegnare la mappa dell’economia mondiale.

Ma a Busan, Trump vuole un “accordo fantastico”, come lo ha definito lui stesso. Un’intesa che garantisca accesso stabile alle materie prime critiche, aperture sui mercati agricoli e un impegno cinese a limitare le importazioni di energia russa. Xi, invece, chiederà la fine delle tariffe punitive e un riconoscimento formale americano della politica “una sola Cina”, con la rinuncia esplicita all’indipendenza di Taiwan. Due posizioni inconciliabili, ma entrambe con margini per un compromesso.

Trump punta anche Kim, “voglio incontrarlo”

Donald Trump non esclude poi un nuovo contatto con Kim Jong-un. “Mi piacerebbe, lui sa che stiamo andando lì, mi trovo molto bene con lui”. Le voci su un possibile faccia a faccia nella zona demilitarizzata (DMZ), dove sei anni fa i due si strinsero la mano, si sono moltiplicate dopo che il ministro sudcoreano dell’Unificazione, Chung Dong-young, ha lasciato intendere che un nuovo incontro non è da escludere.

Con il suo consueto tono ironico, Trump ha scherzato sulle difficoltà di comunicazione con Pyongyang: “è difficile raggiungere il leader nordcoreano. Hanno molte armi nucleari, ma non molti telefoni”. Una battuta che però rivela una verità scomoda: la Corea del Nord è ormai riconosciuta come potenza nucleare di fatto, un elemento che condiziona ogni trattativa sulla sicurezza nella regione. A pochi giorni dal vertice, Pyongyang ha inoltre ripreso i test missilistici, segnale che il dossier nordcoreano resta aperto. Trump sa che un eventuale incontro con Kim potrebbe cambiare il tono del suo viaggio, ma anche complicare i delicati equilibri che cerca di costruire con Seul e Pechino.

Riuscirà Trump a tornare vincitore dal suo tour asiatico, trasformando i duelli diplomatici in nuovi accordi e la tensione in potere negoziale?

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