All’indomani della promozione dell’agenzia di rating Fitch sull’Italia il mercato obbligazionario si sta allinendo a quello della Francia il cui rating invece è in fase discendente: secondo alcuni analisti gli investitori stanno anticipando un possibile allineamento anche dei rating che ora si sono ridotti a 3 notch di distanza. Ecco come viene vista la situazione in Italia e in Francia: il confronto con la crisi del 2011.
Per il mercato obbligatorio il riferimento principale è il titolo di stato a 10 anni, il Btp per l’Italia, l’Oat per la Francia: stamane i due benchmark sono sullo stesso piano, mostrando lo stesso rendimento del 3,56%, anche se l’Oat in apertura stamane ha visto una fiammata sopra il 3,57%. Di conseguenza anche la loro distanza rispetto all’analogo bund tedesco è uguale, a 81 punti base.
I giudizi delle agenzie di rating su Italia e Francia
Venerdì sera, a mercati chiusi, la Francia ha subito il secondo declassamento del suo debito sovrano in una settimana: dopo quello dell’agenzia Fitch, Dbrs ha abbassato di un livello il rating a lungo termine della Repubblica Francese portandolo da AA (alto) ad AA e modificando le prospettive da negative a stabili. Nello stesso tempo l’Italia ha ottenuto il suo primo upgrade da Fitch Ratings dal 2021, portandolo a a BBB+, con outlook stabile. Il divario tra i due paesi si sta dunque riducendo, secondo la valutazione di Fitch, che ora colloca i due paesi a soli tre gradini di distanza.
“L’aggiornamento riflette una maggiore fiducia nella traiettoria fiscale dell’Italia” dice Fitch, “sostenuta da una crescente prudenza fiscale e da un forte impegno nel raggiungere gli obiettivi di bilancio a breve e medio termine previsti dal nuovo quadro di bilancio dell’UE”, ha affermato Fitch in un rapporto pubblicato venerdì. “Un contesto politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente i parametri di credito dell’Italia”.
Al contrario i motivi di preoccupazione a breve termine per Parigi sono chiari: l’instabilità prevalente dopo le elezioni anticipate dell’anno scorso, il mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit e l’assenza di un percorso chiaro per il risanamento fiscale. Il Parlamento è frammentato in fazioni inconciliabili. Parigi non è più tripla A dal 2014 e si trova ora a metà strada tra il punteggio più e alto e la fascia più bassa dell’investment grade. Tra ottobre e novembre arriveranno anche la valutazioni di Standard & Poor’s e Moody’s, che dovrebbero pure loro ridimensionare l’affidabilità del debito francese.
I mercati obbligazionari stanno anticipando l’allineamento dei rating?
Gli analisti si esercitano a stilare parallelismi tra la situazione finanziaria di Francia e Italia e anche a paragonare Parigi alla situazione italiana del 2011.
“I mercati obbligazionari stanno anticipando ciò che potrebbe avvenire a livello di rating” ha detto un analista a Londra. “Ora sono i rendimenti, gli gli spread, ad allinearsi, prossimamente potrebbero essere i trating”. Nelle prossime settimane si potranno vedere nuovi sviluppi. “L’attesa è per il momento chiave della presentazione delle leggi di bilancio, tra ottobre e novembre” ha sottolineato Antonio Cesarano in un’intervista a First. “Tempi non facili ma che alla fine potrebbero essere superati con un mix di manovre di rientro”.
Il ricordo va alla situazione italiana nel 2011 con conseguente confronto con l’attuale situazione francese. “Va ricordato che in Italia dopo il governo Berlusconi ci fu l’esecutivo di larga unità presieduto da Mario Monti: fu fatta subito una riforma delle pensioni” ha ricordato Marco Fortis, economista, docente universitario e vicepresidente della Fondazione Edison, a ClassCnbc. “Gli italiani seppero tirare la cinghia. Ora il Paese è tornato in avanzo primario e ci resterà fino al 2030. La Francia invece sarà in disavanzo almeno fino al 2030. C’è una grande differenza tra un Paese che ha imparato a fare sacrifici e a tenere in ordine i conti e un altro che invece si è illuso fino all’anno scorso di essere molto importante e con i conti a posto. Il timore è che la Francia possa andare incontro a una deriva molto importante”. Nel 2011 il nostro debito/pil era al 119,1%, esattamente lo stesso livello che il Fondo Monetario prevede per la Francia per l’anno prossimo. Ma con una differenza fondamentale: l’Italia aveva un avanzo primario, mentre la Francia registra un deficit primario enorme, pari al 3,7%.
Intanto il Tesoro italiano continua nella sua politica di tenere al riparo il suo debito dagli attacchi degli investiotri speculativi, offrendo titoli ai più stabili retails. A fine ottobre, tra il 20 e il 24, verrà offerto un nuovo Btp Valore: sarà a 7 anni, cedole trimestrali crescenti, premio fedeltà dello 0,8%.
