In tema di sostenibilità non conta solo il vino e il modo in cui viene prodotto, conta anche il vetro delle bottiglie in cui viene venduto e servito. E’ veramente una grande novità di Slow Wine 2026 l’informazione sulla grammatura del vetro delle bottiglie, inserita nella guida su tutti i vini recensiti. Il risultato? Contribuire a indirizzare il lettore verso una scelta di maggiore sostenibilità, non riguardante solo il vino, una scelta coerente con il percorso avviato nell’ultima Slow Wine Fair con la guida Unpacking Wine, che ha puntato i riflettori sull’importanza del packaging e sul suo impatto ambientale. In particolare, Slow Wine lancia una call to action che riguarda i vini fermi, invitando i produttori a ridurre il peso medio delle bottiglie da 0,75 l a meno di 450 grammi entro la fine del 2026. A questo tema è stato riservato l’incontro Il futuro è leggero che ha aperto la giornata di presentazione della guida. La bottiglia leggera, infatti, rappresenta oggi una scelta concreta per ridurre consumi ed emissioni, trasformandosi in uno strumento chiave per accrescere l’impatto positivo della filiera. Solo grazie alla collaborazione tra produttori, distributori e consumatori è possibile orientare il mercato verso soluzioni più responsabili e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità.
I premi speciali di Slow Wine 2026:
Il Premio alla Novità dell’anno è stato assegnato a Bruno De Conciliis della cantina Morigerati di Morigerati (Sa) con la seguente motivazione: Un unico vino da un unico luogo – Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano – da un appezzamento in altura caratterizzato da un’incredibile diversità di suoli, mai coltivato prima, se non a seminativi negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Un progetto relativamente recente, con l’eclettico Bruno De Conciliis a capo di “un’armata Brancaleone” desiderosa di raccontare la souplesse algida e l’intima essenza mediterranea di uno straordinario vitigno qual è il fiano.
Il Premio al Giovane Vignaiolo è stato assegnato a Pilar Gritti della cantina Andrea Pilar di Molino Vitelli (Pg) con la seguente motivazione: Andrea e Pilar Gritti non solo hanno preso in mano l’azienda che il compianto papà Carlo Massimiliano Gritti e la mamma Ursula Schindler hanno fondato nella valle del fiume Niccone nei primi anni Novanta, ma hanno saputo ritagliarsi uno spazio tutto loro realizzando vini da monovitigno caratterizzati da grande libertà interpretativa. L’Umbria del vino ha trovato due interpreti capaci di raccontare in modo inedito le potenzialità non ancora del tutto espresse di un territorio prestigioso.
Il Premio alla Carriera è stato assegnato a Graziano Prà della cantina Prà di Monforte d’Alpone (Vr) con la seguente motivazione: Era il 1979 quando Graziano Prà, fresco di studi agrari e di servizio militare, iniziava a gestire la proprietà vitata di famiglia sulle colline del Soave. Tra i soci fondatori della FIVI, Graziano si è battuto contro le logiche di mercato tese a sminuire la qualità del Soave, portando avanti scelte agronomiche controcorrente. Coraggio e rigore hanno ispirato il suo agire anche in cantina: tra i primi a utilizzare il tappo a vite, ha tracciato una strada oggi sempre più apprezzata da altri.
Il Premio per l’Accoglienza in cantina è stato assegnato a Isabella Carpineti della cantina Marco Carpineti di Cori (Lt) con la seguente motivazione: Isabella e Paolo Carpineti, supportati da papà Marco, hanno trasformato Cori in una meta enoturistica, attraverso visite in cantina e attività nel territorio, tra cui spicca il tour della Tenuta Antoniana, luogo di selvaggia bellezza, ben al di là dell’affascinante vigneto labirinto. I due fratelli sono stati capaci di intercettare i giovani, uno dei maggiori crucci del mondo del vino di oggi; il tutto senza costruire un resort a 5 stelle ma grazie a uno staff sorridente e a tinte decisamente rosa.
Il Premio per la Viticoltura Sostenibile è stato assegnato a Ferdinando Principiano dell’omonima cantina di Monforte d’Alba (Cn) con la seguente motivazione: In una Langa prospera e sotto i riflettori, Ferdinando Principiano non ha mai perso di vista i valori più saldi di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, impegnata nella salvaguardia della biodiversità e di un paesaggio agricolo unico. Ferdinando, che ha scelto di ridurre drasticamente le dimensioni aziendali per dare piena coerenza e concretezza alla sua visione, ha preservato boschi, prati e un piccolo laghetto per contrastare l’avanzata della monocoltura e offrire rifugio alla fauna locale.
Il Premio per la Vitalità del Suolo è stato assegnato ad Andrea Dibenedetto della cantina L’Archetipo di Castellaneta (Ta) con la seguente motivazione: Dopo vent’anni di viticoltura biologica e 5 di conduzione in biodinamica, la famiglia Dibenedetto è approdata all’agricoltura sinergica, raggiungendo una situazione di pieno equilibrio e vitalità del suolo e portando a compimento il ritorno all’archetipo. In questo senso, la non aratura del terreno e la scelta dell’inerbimento permanente hanno facilitato la cooperazione sinergica (e non la competizione) di ogni forma di vita esistente all’interno di un ecosistema complesso come il vigneto.
Il Premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà è stato assegnato a Marco Bechini della cantina Calafata di Lucca con la seguente motivazione: I “mastri calafati” si occupavano di rendere stagne le giunzioni delle chiglie delle imbarcazioni perché potessero di nuovo stare a galla e navigare. Un lavoro paziente, incentrato sui concetti di coesione e costruzione che sono alla base di questa cooperativa agricola di comunità, nata e cresciuta con l’intento di salvare dall’incuria i terreni e di ridare dignità e orizzonti a persone fragili. Un progetto virtuoso che ha messo al centro il fattore umano e ha fatto proprie pratiche sostenibili.
Tra i protagonisti di quest’anno anche 133 aziende “novità” – cioè, non recensite nella passata edizione che portano con sé storie, territori e vini, tutti da scoprire. Ad aprire la guida è l’introduzione di Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine, che delinea il senso più profondo del lavoro svolto in questi sedici anni. In un contesto segnato da crisi climatiche, guerre vicine, disaffezione dei giovani e tensioni economiche globali, Gariglio invita il mondo del vino a non arrendersi, ma a reagire con sdegno e coraggio: le due forze che, citando Sant’Agostino, danno forma concreta alla speranza. Il curatore riflette sull’importanza di raccontare l’eccezionalità del vino con autenticità e trasparenza, sottolineando la necessità di affrontare con urgenza tre fronti fondamentali per superare l’attuale situazione di difficoltà che attraversa il settore. «La crisi del vino italiano è profonda e richiede un’azione urgente e decisa su tre fronti essenziali. Il primo riguarda la produzione: è indispensabile intervenire su reimpianti, estirpi e disciplinari, eliminando regole obsolete che favoriscono la quantità a discapito della qualità, pretendere il rispetto delle leggi esistenti e i controlli conseguenti. Dobbiamo ridurre le rese, bloccare l’espansione indiscriminata delle superfici vitate e contrastare le pratiche speculative che danneggiano il settore. Il secondo aspetto riguarda la struttura delle cooperative, che producono circa il 50% del vino italiano. Serve una profonda riforma per favorire aggregazioni tra realtà troppo piccole, investire in professionalità e competenze specifiche, e superare la gestione ancora troppo spesso approssimativa, affinché possano competere sul mercato globale. Infine, il terzo punto cruciale è la promozione e il marketing: oggi manca una strategia coordinata che unisca le forze a livello nazionale e regionale, con investimenti mirati in formazione e comunicazione di qualità. È fondamentale superare la frammentazione e valorizzare davvero la nostra cultura enogastronomica a livello internazionale. Solo affrontando insieme questi tre aspetti potremo superare la crisi attuale e garantire un futuro solido, sostenibile e di eccellenza al vino italiano».
I numeri di Slow Wine 2026
7972 vini recensiti • 1172 cantine che praticano agricoltura biologica/biodinamica certificata o dalla conversione • 3023 vini in bottiglia dal peso inferiore o uguale a 450 grammi • 133 aziende “novità” • 242 Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste • 188 Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica • 49 Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo • 153 Best Buy, selezione di Top Wine con un prezzo vantaggioso • 196 locali del Bere Slow • 227 video delle visite in cantina visualizzabili attraverso un QR Code • 439 cantine che offrono ospitalità • 294 cantine che offrono ristoro • 845 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini.