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Scandalo derivati, Mps crolla in Borsa. Ceccuzzi: “Le dimissioni di Mussari, atto dovuto”

Sulla scia delle rivelazioni sul contratto di derivati Alexandria, il titolo va a picco a Piazza Affari – A due giorni dall’assemblea convocata per strappare la delega per ottenere fino a 3,9 miliardi di Monti Bond, la capitalizzazione della banca è di appena 3,1 miliardi – Andato in fumo il rally che aveva fatto guadagnare a Mps il 30% dall’inizio dell’anno

Scandalo derivati, Mps crolla in Borsa. Ceccuzzi: “Le dimissioni di Mussari, atto dovuto”

MPS- 6,3% , CONTINUA IL CALVARIO IN PIAZZA AFFARI
CECCUZZI: “LE DIMISSIONI DI MUSSARI, ATTO DOVUTO”

A due giorni dall’assemblea convocata per ottenere ai soci un’apposita delega per ottenere fino a 3,9 miliardi di Monti Bond (circa 500 milioni in più di quanto già previsto) Monte Paschi capitalizza in Borsa, ai valori di fine mattinata, non più di 3,1 miliardi . E’ questo il primo effetto, sul fronte dei mercati, shock delle notizie shock su Alexandria, il contratto sui derivati stipulato con Nomura emerso dopo quello denominato Santorini, stavolta concluso con Deutsche Bank. Dopo la richiesta dei Monti bond, Mps sarà virtualmente una società pubblica, la cui maggioranza sarà in pegno al Tesoro.

Stamane il titolo di Rocca Salimbeni, sospeso nel pre Borsa, è riuscita a spuntare un primo prezzo a livelli infimi: -9,06% a quota 0,252 per poi tentare, invano, la via della risalita. Alle 12 e 15, le azioni di Mps sono trattate a 0,2596 in ribasso del 6,30% tra scambi intensi.

“Quel che non è riuscito a Napoleone potrebbe succede in questi giorni” commenta il Financial Times sollevando, come dl resto fa da tempo, dubbi sulla possibilità che la banca senese possa conservare la propria indipendenza. O restare italiana, visto che l’entusiasmo degli investitori italiani potrebbe essersi raffreddato dopo le ultime vicende: la famiglia Aleotti, ad esempio, accusa una minusvalenza attorno ai 60 milioni sul 4% acquisito nello scorso marzo al prezzo unitario di 0,376 euro.

Intanto Siena accusa il colpo delle dimissioni di Giuseppe Mussari dai vertici dell’Abi. “Credo che siano un atto dovuto. In questo modo potrà chiarire la sua posizione agli organi competenti e a tutta la comunità senese che sta aspettando la verità”, scrive stamane sulla sua pagina Facebook il candidato sindaco alle elezioni comunali di Siena, Franco Ceccuzzi, aggiungendo che “le notizie” di ieri “sulle ipotesi di gravi irregolarita’ contabili attribuite alla precedente gestione di Banca Mps sono una conferma di quanto fosse necessario ed urgente operare un ricambio ai vertici del gruppo. Purtroppo una conferma molto piu’ dolorosa di quanto ci potessimo aspettare e che oggi mi fa essere ancora più convinto di quanto fosse indispensabile da parte del Comune sollecitare e sostenere quel ricambio”.

Parole che sembrano adombrare la possibilità di un passo storico: ovvero la possibile azione di responsabilità da parte della Fondazione nei confronti dei vertici della passata gestione. Il tema non sarà affrontato prima del cda di metà febbraio, convocato proprio per l’esame del dossier derivati. Ma già il cda di domani, alla vigilia dell’assemblea, sarà dominato dalla questione. Anche se la nuova coppia al comando in Rocca Salimbeni, il presidente Alessandro Profumo e l’ad Fabrizio Viola, intende semmai accelerare l’operazione pulizia con l’occhio rivolto al risanamento industriale.

Ma, tra Santorini ed Alexandria, è andato in fumo il rally che aveva portato i titoli della banca ad un rialzo del 30% dall’inizio di gennaio. A conferma che la road map verso la ripresa non può che passare da nuovi assetti dell’istituto, ancor oggi controllato al 34,09% dalla Fondazione che a sua volta dipende dagli equilibri della politica locale, a sua volta condizionata dalle liti in casa pd che hanno provocato il commissariamento del Comune e alle prossime elezioni in cui non si parlerà che di Monte Paschi.

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