La nota congiunta che il presidente russo Vladimir Putin e quello cinese Xi Jinping hanno diramato nel corso del vertice di Pechino suona vagamente surreale. Almeno in riferimento a Putin. Dice la nota: “Il mondo è in subbuglio e rischia di tornare alla legge della giungla”. Verissimo, ma l’Ucraina chi l’ha invasa? Non è stato per caso un certo Putin? Per evitare fraintendimenti, Putin ha aggiunto che in Ucraina “la Russia continuerà l’operazione militare speciale (!!!) fino al raggiungimento dei suoi obiettivi”, cioè alla vittoria sull’Ucraina, ammesso e non connesso che ci riesca. E proprio nelle ultime ore, per non lasciare nemmeno l’ombra di un dubbio, la Russia si è inventata l’accusa alla Lettonia di fare da base per gli attacchi ucraini e ha minacciato Riga di colpirla.
Ma nella nota Putin-Xi c’è un altro passaggio surreale ed è quello in cui i due leader chiedono “che i diritti umani non vengano usati come pretesto per interferire negli affari interni di altri Paesi”. Nella loro testa il riferimento vale per gli attacchi di Trump al Venezuela e all‘Iran ma Cuba e Taiwan farebbero bene a fere subito gli scongiuri.
