Condividi

Pil Eurozona, la Ue rivede le stime al ribasso. Borsa giù

Per l’Italia torna il rischio di procedura per deficit eccessivo: la Commissione prevede un deficit/pil al 3% nel 2014 e un percorso di rientro dal debito ritenuto insufficiente

Pil Eurozona, la Ue rivede le stime al ribasso. Borsa giù

Nel 2014 il Prodotto interno lordo dei Paesi dell’area euro crescerà dello 0,8% e nel 2015 dell’1,1%. E’ quanto emerge dalle previsioni economiche d’autunno della Commissione europea. Le stime sono state riviste al ribasso rispetto a maggio, quando l’incremento del Pil dell’eurozona era indicato all’1,2% quest’anno e all’1,7% il prossimo e la Bors gira in negativo.

L’Unione europea a 28 dovrebbe registrare un aumento del Pil dell’1,3% nel 2014 e dell’1,5% il prossimo anno. Le economie di entrambe le aree beneficeranno del miglioramento della domanda interna ed esterna.



L’accelerazione dell’attività economica dell’1,7% per l’area euro e del 2,0% per la Ue a 28 nel 2016, secondo la Commissione europea, dovrebbe essere guidata dal rafforzamento del settore finanziario e dall’attuazione delle riforme strutturali, che “stanno iniziando a dare i loro frutti”.

 Nel 2015 la crescita del pil in Italia sara’ dello 0,6% rispetto a -0,4% nel 2014, nel 2016 salira’ all’1,1%. E’ questa la nuova stima della Commissione europea. Il governo per il 2015 prevede una crescita allo 0,6%. La disoccupazione restera’ stabile nel 2015 a quota 12,6% per scendere nel 2016 al 12,4%. Si tratta comunque di un livello “storicamente elevato” con la possibilita’ che duri nel tempo.

E’ difficile anticipare su che cosa punterà precisamente l’attenzione nei prossimi giorni per preparare l’opinione formale sul progetto di bilancio dell’Italia. Dai dati e dall’analisi della Commissione pubblicati oggi emerge che il percorso di riduzione del debito nel 2014 e’ insufficiente, che il bilancio in termini strutturali migliora di poco l’anno prossimo per peggiorare sempre di poco nel 2016. E’ da queste acquisizioni che discenderanno valutazioni sulla finanziaria 2015 ed eventualmente richieste di aggiustamenti se ritenuti necessari.

Commenta