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PartnerRe chiede a Exor rilancio offerta

In una lettera agli azionisti il gruppo americano, sul quale la holding della famiglia Agnelli ha puntato gli occhi e già alzato il prezzo a 6,8 miliardi di dollari, spiega che “il nostro interagire è stato profondamente distorto e falsato da Exor”. L’offerta, aggiunge, “ha rischi strutturali significativi”. Da Torino nessun commento

PartnerRe chiede a Exor rilancio offerta

“Nessun commento”. Exor, interpellata da Radiocor, non ha voltuo replicare alle dichiarazioni di PartnerRe, che si è detta pronta a trattare con la holding della famiglia Agnelli per vedere se è possibile “un aumento dell’offerta” lanciata nei giorni scorsi e rifiutata dal gruppo americano. PartnerRe ha anche indicato che il cda continua ad appoggiare il progetto di fusione con Axis Capital, rivale di Exor nella conquista della società di riassicurazione con base alle Bermuda. Exor ha alzato la scorsa settimana a 6,8 miliardi di dollari la propria offerta per rilevare PartnerRe (dagli iniziali 6,4 miliardi).

Sulle cifre, però, si può trattare e l’offerta di Exor “può essere migliorata in modo tale che sia convincente, nel prezzo e nei termini, per i nostri azionisti”, scrivono oggi gli americani in una lettera inviata agli azionisti che ripercorre le tappe che hanno poi portato alla prima offerta, il 12 maggio, irrevocabile e vincolante. La holding italiana ha messo sul piatto 137,5 dollari per azione contro i 130 dollari iniziali e i 125,17 dollari offerti da Axis Capital nel suo originario accordo per rilevare PartnerRe. Nel frattempo, PartnerRe ha chiesto e ottenuto ad Axis una “esenzione limitata” che gli consente di trattare con Exor pur continuando a sostenere il merger con Axis, definito un “potenziale partner strategico”. 

Si arriva così alla lettera di oggi agli azionisti. PartnerRe apre ad Exor per vedere se è disposta ad alzare l’offerta  ma tiene però a fare delle precisazioni su quanto successo fino ad oggi e sulla decisione di siglare un’intesa per un merger con Axis Capital, motivo per cui ha rigettato l’iniziale proposta di Exor. Nella lettera, PartnerRe sostiene che “il nostro interagire con Exor è stato profondamente distorto e falsato da Exor” e in maiuscolo scrive che “il consiglio di amministrazione di PartnerRe ha sempre agito e continuerà ad agire nel migliore interesse dei suoi azionisti”. Il gruppo americano spiega come nel tempo “sia diventato chiaro che Axis – un potenziale partner strategico con un business quasi equamente diviso in riassicurazione e assicurazione – era l’opportunità più convicente per i nostri azionisti”. Per dimostrare come “Exor abbia fuorviato gli azionisti di PartnerRe come tattica di negoziazione” e come il cda di PartnerRe “non sarà costretto a cedere il controllo per un premio inadeguato”, il gruppo americano ripercorre per tappe quelli che considera i fatti importanti.

Si parte dal 19 aprile scorso, quando il presidente Jean-Paul Montupet scrisse una email al presidente e Ad di Exor John Elkann per dire che al prezzo e ai termini della proposta da 130 dollari per azione l’azienda americana non era disposta a procedere nelle trattative con la holding italiana. E si arriva al 12 maggio scorso, quando Exor ha messo sul piatto 137,5 dollari per azione. Quest’ultima offerta corrisponde a “un prezzo inadeguato e ha rischi strutturali significativi”. PartnerRe descrive quei rischi (di closing, di tempistica e relativi ai termini dell’offerta di Exor) e conclude: “Detto semplicemente, a prescindere dalla questione riguardante il prezzo proposto da Exor, l’offerta di Exor presuppone un’opzionalità significativa che permetterebbe a Exor di abbandonare la transazione senza conseguenze, richiede agli azionisti di PartnerRe di subire il rischio di pagare 315 milioni di dollari di commissioni per terminare l’accordo e rimborsare Axis e impone rischi di esecuzione incrementali senza però in cambio compensare adeguatamente i nostri azionisti”. PartnerRe dice che “non mancherà di rispondere a una retorica pubblica fuorviante” ma comunque si dice appunto pronta a trattare “in buona fede” con la cassaforte della famiglia Agnelli per vedere se quest’ultima è disposta a migliorare la sua offerta.

 Al Nyse il titolo PartnerRe perde lo 0,1%, quello di Axis guadagna lo 0,45%. A Piazza Affari il titolo Exor sale dell’1,78%.

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