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Opa su Eles: Mare Group gioca la partita per il controllo industriale della tecnologia italiana

Il gruppo campano, già primo azionista di Eles, rilancia la visione di un polo nazionale dell’ingegneria avanzata contro la logica finanziaria di Xenon

Opa su Eles: Mare Group gioca la partita per il controllo industriale della tecnologia italiana

Nella contesa per il controllo di Eles Semiconductor Equipment S.p.A., eccellenza umbra attiva nei sistemi di test per semiconduttori, il vero protagonista industriale resta Mare Group S.p.A. Già principale azionista della società e promotore dell’OPA volontaria totalitaria a 2,61 euro per azione, Mare Group ha ribadito nei giorni scorsi una strategia chiara: costruire un polo italiano dell’ingegneria ad alta tecnologia che resti radicato nel Paese e presidii i comparti strategici della filiera elettronica e della difesa.

Un progetto industriale concreto e coerente

Fondata e guidata da Antonio Maria Zinno, Mare Group è una realtà di ingegneria e innovazione che ha fatto dell’aggregazione industriale il proprio modello di crescita. Negli ultimi cinque anni il gruppo ha realizzato sedici acquisizioni, integrando competenze in ambiti complementari – dall’elettronica di potenza all’automazione dei processi, dai sistemi di test alla progettazione meccatronica – fino a impiegare oggi oltre 500 persone in 24 sedi, con un posizionamento consolidato in Italia e all’estero.

L’offerta su Eles si inserisce pienamente in questa traiettoria: rafforzare la filiera italiana della tecnologia elettronica e del testing dei semiconduttori, creando sinergie operative e di mercato che mantengano in Italia know-how, occupazione e capacità innovativa. Come ha dichiarato lo stesso Zinno, “non si tratta di un’operazione speculativa, ma di un progetto di consolidamento industriale e di responsabilità verso il Paese”.

Il confronto con Xenon: finanza contro industria

L’ingresso del fondo lussemburghese Xenon AIFM S.A., che nella serata del 24 ottobre ha annunciato un rialzo del prezzo della propria OPA a 2,65 euro per azione, ha trasformato la vicenda Eles in una sfida tra due visioni opposte di sviluppo.

Da un lato, Mare Group propone una logica industriale di integrazione verticale: unire competenze italiane in un hub tecnologico in grado di competere a livello internazionale, ma con governance e produzione nel Paese. Dall’altro, Xenon rappresenta un approccio di private equity tipicamente finanziario, che mira al controllo tramite veicoli societari esteri e aggregazioni di portafoglio.
La presenza nel suo portafoglio di Microtest S.p.A., società italiana con oltre 100 milioni di debiti e un EBITDA di 1 milione di euro, suggerisce che l’intervento del fondo potrebbe essere orientato più alla ristrutturazione finanziaria che alla crescita industriale sinergica.

La forza del modello Mare Group: capitali italiani, prospettiva di lungo periodo

Mare Group dispone di una solida base patrimoniale, un track record positivo nelle acquisizioni e partnership istituzionali strategiche, come quella con SACE, che sostiene i piani di sviluppo industriale e di internazionalizzazione dal 2022. A differenza dei fondi di investimento, la società di Pomigliano d’Arco non persegue obiettivi di breve periodo, ma un piano di crescita organico, inclusivo e nazionale.

Il suo obiettivo dichiarato è integrare le migliori competenze italiane nel testing e nell’ingegneria dei semiconduttori, consolidando una filiera di eccellenza che operi nei settori più sensibili per la sicurezza e la competitività del Paese: automotive, difesa, aerospazio e microelettronica.

Il valore strategico di Eles e la sovranità tecnologica italiana

Eles Semiconductor Equipment rappresenta uno dei pochi presìdi italiani nella catena del valore dei semiconduttori. La sua tecnologia è impiegata in applicazioni mission critical, dove affidabilità e precisione sono fattori determinanti. Per questo, l’OPA di Mare Group assume una valenza che va oltre il perimetro societario: si tratta di un’operazione che tutela la sovranità tecnologica e industriale nazionale in un comparto oggi al centro della competizione globale.

In questo senso, la scelta tra Mare Group e Xenon è anche una scelta di modello economico:

  • un modello industriale e produttivo, radicato nel Paese e finalizzato alla creazione di valore reale;
  • contro un modello finanziario, orientato a ritorni ed exit di breve/medio periodo potenzialmente disancorato dagli interessi del sistema Italia.

La posta in gioco è il futuro del polo tecnologico italiano

Con il rilancio di Xenon a 2,65 euro per azione e 0,225 euro per warrant, la sfida si intensifica, ma la credibilità industriale e il radicamento nazionale di Mare Group rimangono elementi centrali per la comunità finanziaria e istituzionale.

La prospettiva di un “Polo Italiano dell’Ingegneria ad Alta Tecnologia”, promosso da Mare Group, rappresenta oggi l’unica via concreta per garantire che la competenza italiana nel testing dei semiconduttori resti patrimonio del Paese e non venga assorbita in logiche di controllo estero.

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