Era nell’aria da un paio di giorni, cioè da quando il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena si era riunito nella prima di tre riunioni consecutive in tre giorni, e alla fine la notizia ufficiale è arrivata mercoledì 25 marzo: l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che era comunque stato estromesso dalla lista dei vertici per il rinnovo del board, esce di scena con anticipo dalla guida di Mps. In base a quanto ricostruito dalle agenzie di stampa, l’ormai ex Ad e direttore generale non si è dimesso – come pure era circolato nel pomeriggio – ma gli sarebbero state revocate le deleghe, che così tornano temporaneamente in mano al cda, in attesa del nuovo board che sarà votato dall’assemblea del 15 aprile.
Luigi Lovaglio è stato sospeso anche dalle funzioni di direttore generale di Rocca Salimbeni: per sostituirlo sarebbe in pole il vicedirettore generale Maurizio Boi, che assumerebbe pro tempore l’incarico di amministratore delegato in questa breve transizione. A far rompere i rapporti tra Lovaglio e la proprietà di Mps è stata la candidatura dell’Ad uscente nella lista alternativa promossa dalla PLT Holding dell’azionista Tortora. La candidatura di Lovaglio è peraltro confermata, ma il prescelto della banca senese per guidare il nuovo corso e l’integrazione con Mediobanca è Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea, in scadenza tra poche settimane. Insieme a lui sarà confermato l’attuale presidente Nicola Maione.