Mandello del Lario resta la casa di Moto Guzzi, ma dietro lo storico cancello rosso di via Parodi il futuro ha già preso posto. Piaggio ha investito oltre 50 milioni di euro per trasformare lo stabilimento nel quale il marchio è nato nel 1921, affiancando a una fabbrica profondamente rinnovata un museo e nuovi spazi destinati agli appassionati. Il progetto, completato dopo quasi cinque anni di lavori nell’anno del 105° anniversario di Moto Guzzi, rafforza il legame tra la casa motociclistica e Mandello del Lario. Allo stesso tempo, aggiorna uno dei luoghi simbolo dell’industria italiana con linee automatizzate, sistemi robotizzati e una capacità produttiva che sale a oltre 30 mila veicoli l’anno.
Per il gruppo, l’intervento non rappresenta soltanto il rilancio di un sito industriale, ma la costruzione di un polo nel quale manifattura, tecnologia e memoria del marchio convivono nello stesso spazio.
Una fabbrica più grande e automatizzata
Il nuovo impianto nasce all’interno del perimetro storico di Moto Guzzi e comprende 5.500 metri quadrati di nuovi edifici industriali, oltre a 380 metri quadrati di uffici. L’intera fabbrica raggiunge così una superficie complessiva di 38 mila metri quadrati. Il salto in avanti riguarda soprattutto il processo produttivo. Le linee di assemblaggio dei motori sono state realizzate in un edificio completamente nuovo e adottano tecnologie automatizzate di ultima generazione. L’officina motori è collegata alla linea di montaggio finale attraverso un sistema robotizzato di nastri trasportatori, progettato per rendere più fluido il passaggio tra le diverse fasi della lavorazione. Quando le moto arrivano alla fine della linea intervengono i Kilo, i droni terrestri sviluppati a Boston da Piaggio Fast Forward. Sono questi dispositivi a prendere in consegna i veicoli e a trasferirli verso i collaudi conclusivi, riducendo il carico fisico per gli addetti e aumentando la sicurezza delle operazioni.
La trasformazione ha coinvolto anche l’efficienza energetica. Il nuovo stabilimento è stato sviluppato in Classe A, sfrutta ampiamente l’illuminazione naturale e dispone di 1.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici. L’obiettivo è coniugare l’aumento della capacità produttiva con un impiego più attento delle risorse.
Mandello resta al centro dei piani Piaggio
Entrata nel Gruppo Piaggio nel 2004, Moto Guzzi non abbandona dunque il luogo nel quale ha costruito oltre un secolo di storia. La scelta è stata quella di innovare il sito originario, preservandone il valore simbolico e architettonico, anziché separare il futuro industriale del marchio dalle sue radici. La regia architettonica è stata affidata allo statunitense Greg Lynn, vincitore del Leone d’oro alla Biennale di Architettura di Venezia. Il suo progetto ridisegna il complesso come un hub multifunzionale, capace di riunire produzione, sperimentazione, cultura e design senza cancellare l’identità della fabbrica nata sulle rive lecchesi del Lago di Como.
Piaggio rafforza uno dei suoi marchi più riconoscibili, aumenta il potenziale produttivo e lega ancora più strettamente l’immagine di Moto Guzzi al territorio in cui è nata.
Il nuovo museo racconta 105 anni di Moto Guzzi
Accanto alla fabbrica trova spazio il nuovo Museo Moto Guzzi, ospitato in una costruzione di 3 mila metri quadrati. L’architettura richiama il linguaggio tecnico e metallico delle motociclette prodotte a Mandello, creando una continuità visiva tra gli ambienti espositivi e le linee dei modelli del marchio.
La collezione comprende oltre 160 esemplari restaurati e attraversa più di un secolo di evoluzione motociclistica. Il percorso parte dalla G.P., il prototipo unico dal quale ebbe origine la storia di Moto Guzzi, e arriva alla produzione contemporanea. Nel mezzo trovano posto i modelli legati ai viaggi, al cinema e alle arti, i mezzi realizzati per l’impiego militare e per le forze dell’ordine, oltre alle moto da competizione che hanno conquistato 14 titoli mondiali nel Motomondiale.
Il museo non è pensato come uno spazio separato dall’attività industriale. Dalle aree espositive sarà possibile osservare le nuove linee di assemblaggio e seguire la nascita delle moto, mettendo in relazione diretta il patrimonio storico con la produzione di oggi.
La nuova casa di Moto Guzzi amplia anche la parte del complesso accessibile al pubblico. Il progetto comprende due piazze pedonali alberate, una terrazza rialzata affacciata sulla piazza centrale e un grande mosaico dedicato all’aquila, simbolo del marchio. È stata inoltre restaurata la storica Galleria del Vento. All’interno del perimetro trovano posto anche il Motoplex Store, una caffetteria, ambienti per workshop ed eventi e un nuovo auditorium. Gli spazi dedicati a queste attività superano complessivamente i 4.200 metri quadrati e sono stati progettati per accogliere visitatori durante tutto l’anno.
Fabbrica e museo diventano così parti dello stesso racconto. Da una parte ci sono i motori, i robot e una produzione destinata a superare la soglia delle 30 mila unità annue; dall’altra, le motociclette che hanno accompagnato l’evoluzione del costume, della tecnologia e del design italiano. Nel mezzo resta Mandello del Lario, scelta ancora una volta come punto di partenza per il futuro di Moto Guzzi.
