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Missile sulla Turchia intercettato dalla Nato, l’Iran mirava Cipro. Navi colpite nello Stretto di Hormuz

La crisi in Medio Oriente si aggrava: un missile iraniano è stato intercettato dalla difesa Nato nello spazio aereo turco, con Ankara che precisa di non essere stata l’obiettivo, mentre navi portacontainer sono state colpite nello Stretto di Hormuz. Merz: “Trump non sembra avere una strategia chiara per la futura leadership di Teheran”

Missile sulla Turchia intercettato dalla Nato, l’Iran mirava Cipro. Navi colpite nello Stretto di Hormuz

La crisi in Medio Oriente sfiora il punto di rottura: la Turchia ha annunciato che un missile balistico lanciato dall’Iran è stato intercettato dalla difesa Nato nello spazio aereo turco. “Abbiamo il diritto di rispondere”, avverte Ankara, che mantiene contatti costanti con la Nato e gli alleati per evitare un’escalation. Tuttavia, fonti turche precisano che il Paese non era l’obiettivo del missile, inizialmente diretto verso una base nella parte greca di Cipro, prima di deviare verso lo spazio aereo turco. Il segretario della Difesa Usa, Pete Hegseth, ha dichiarato che “non ha senso che l’incidente in Turchia attivi l’articolo 5 della Nato”.

Nel frattempo, due navi portacontainer sono state colpite nello Stretto di Hormuz. Una battente bandiera maltese e una nave britannica. Le autorità marittime hanno avviato indagini per chiarire l’origine dei colpi.

Sul piano politico interno, l’Iran affronta una fase di estrema incertezza dopo la morte di Ali Khamenei. L’ascesa di Mojtaba Khamenei alla Guida Suprema avviene in un clima di guerra aperta e di forti tensioni interne, con la leadership religiosa chiamata a consolidare il potere mentre il Paese è sotto attacco. Da parte loro, Israele e gli Stati Uniti sembrano determinati a mantenere la pressione su obiettivi strategici iraniani, inclusi siti militari, infrastrutture energetiche e sedi consolari considerate collegate alle attività dei Pasdaran.

Attacchi iraniani in Kuwait ed Emirati: droni e missili in azione

L’offensiva iraniana non si è fermata al fronte turco. Missili balistici e droni sono stati lanciati contro il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti, dove le difese aeree hanno intercettato diversi vettori in arrivo. In Kuwait una bambina di 11 anni è morta colpita da schegge dopo un’esplosione legata a un attacco con drone, episodio che segna uno dei primi gravi impatti civili della nuova fase del conflitto. Gli Emirati parlano di centinaia di velivoli senza pilota neutralizzati nelle ultime ore. La Siria ha chiuso il valico di frontiera con il Libano, mentre l’Iraq ha sospeso temporaneamente il traffico aereo, segno di un clima di allerta diffusa in tutta la regione.

Navi colpite nello Stretto di Hormuz: affonda la Iris Dena

La tensione si è estesa al traffico marittimo. Nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale di petrolio, le portacontainer Safeen Prestige e una nave britannica hanno subito danni da colpi di origine ancora da confermare, provocando incendi nella sala macchine e l’evacuazione degli equipaggi. Parallelamente, le forze statunitensi hanno affondato la nave militare iraniana Iris Dena al largo dello Sri Lanka. Secondo le prime informazioni, decine di membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e oltre cento risultano dispersi. Washington annuncia nuove operazioni contro missili balistici e bunker sotterranei. Hegseth ha affermato che “i generali militari più importanti dell’Iran non possono più coordinarsi, l’aeronautica non esiste più e la marina è praticamente affondata”.

Raid israeliani in Iran e Libano, Teheran dichiara lo stato di guerra

Sul fronte aereo, Israele ha intensificato i raid contro obiettivi strategici in Iran, colpendo infrastrutture militari a Isfahan, Shiraz e nei pressi di Teheran, inclusi siti missilistici e basi paramilitari. Un velivolo da addestramento iraniano è stato abbattuto nei cieli della capitale. Il ministero degli Esteri iraniano ha denunciato anche il bombardamento della caserma della polizia diplomatica, definendolo un “brutale attacco di Usa e Israele” a obiettivi destinati alla protezione delle ambasciate straniere.

In Libano, nuovi bombardamenti hanno causato decine di morti e centinaia di feriti, mentre le autorità israeliane hanno disposto evacuazioni nelle aree meridionali considerate a rischio. Teheran ha dichiarato lo stato di guerra e parla di aggressione coordinata da parte di Stati Uniti e Israele. La televisione di Stato ha annunciato il rinvio dei funerali della Guida Suprema Ali Khamenei.

Allerta a Cipro e reazioni di Nato, Ue e Russia

La crisi ha raggiunto anche Cipro, dove l’avvicinamento di un velivolo sospetto ha fatto scattare l’intervento di jet militari greci e la temporanea chiusura dello spazio aereo di Larnaca. Gli Stati Uniti hanno autorizzato il personale non essenziale a lasciare l’isola per motivi di sicurezza.

La Nato ha condannato il lancio del missile verso la Turchia, mentre l’Unione europea avverte che un blocco dello Stretto di Hormuz avrebbe effetti immediati sui prezzi dell’energia e sui mercati finanziari. Mosca accusa Washington e Tel Aviv di azioni che rischiano di gettare l’intero Medio Oriente nel caos.

L’escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti sta dunque trasformando un conflitto regionale in una crisi globale, con implicazioni militari, energetiche e diplomatiche che potrebbero ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente e incidere direttamente sulla stabilità economica internazionale.

Merz: “Trump senza strategia chiara per la futura leadership di Teheran”

Nel faccia a faccia alla Casa Bianca tra il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente americano Donald Trump, il tema iraniano è emerso con chiarezza anche sul futuro politico di Teheran. Dopo l’incontro, Merz ha dichiarato che “Donald Trump e i suoi collaboratori non sembrano avere ancora deciso chi guiderà l’Iran dopo la guerra”, aggiungendo che “a quanto ne so e capisco, il governo americano non ha una strategia chiara per la futura leadership civile di questo Paese”. Parole che fotografano un allineamento sulla necessità di contrastare l’Iran, ma anche un’incertezza evidente sulla gestione del dopo-conflitto, mentre Washington ribadisce che “l’obiettivo dell’operazione è neutralizzare le attività maligne dell’Iran” e colpire “l’arsenale missilistico, il programma nucleare e la marina iraniani”, senza però fare riferimento a un piano esplicito per rovesciare la leadership di Teheran. Nel corso dello stesso incontro, il presidente Usa ha inoltre attaccato la Spagna per aver negato l’uso delle basi di Rota e Morón e si è detto “non contento” dell’atteggiamento del Regno Unito, mentre il cancelliere tedesco ha difeso la necessità che ogni eventuale accordo commerciale con gli Stati Uniti includa Madrid in quanto membro dell’Unione europea.

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