Il cda di Mps ha convocato l’assemblea dei soci per il 15 aprile e ha depositato entro il termine previsto la lista di 20 candidati fra i quali non c’è l’attuale ad Luigi Lovaglio ma tre profili con i requisiti per ricoprire l’incarico: Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Sebbene l’attuale ceo di Acea sia considerato favorito, dovrà passare anche lui l’esame della seconda votazione, nome per nome, prevista in assemblea dalla legge Capitali per la nomina dei consiglieri di amministrazione.
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Il 14 aprile è stata invece convocata dal cda di Mediobanca, che si è riunito all’indomani di quello di Siena, la propria assemblea sul bilancio, la prima in data diversa da quella tradizionale del 28 ottobre: sarà a porte chiuse con i soci che potranno partecipare unicamente attraverso il rappresentante designato. All’ordine del giorno è stata inserita fra l’altro l’integrazione del board dopo che la consigliera Federica Minozzi ha dato le dimissioni per la difficoltà a conciliare l’incarico con i suoi impegni di ceo della società di famiglia Iris Ceramiche, fondata dal padre Romano, uno dei soci del patto che aveva da subito appoggiato l’ops del Monte dei Paschi. Il 14 aprile l’assemblea è inoltre chiamata a nominare il collegio sindacale per gli esercizi 2026-2028, politiche di remunerazione e di incentivazione del personale di Mediobanca e delle società da questa controllate 2026, il piano annuale di performance shares.
In vista dell’appuntamento dei soci a Siena, per presentare liste di minoranza c’è ancora tempo e il deposito dovrebbe avvenire entro il 24 marzo. Per quella data oltre ad Assogestioni, che dovrebbe rinnovare i suoi tre attuali rappresentanti in consiglio, potrebbe arrivare anche una lista dall’imprenditore Giorgio Girondi. Ma non potrà essere “lunga” e l’ipotesi che Lovaglio rientri in gioco per quella via non pare percorribile.
L’attuale amministratore delegato di Mps resterà comunque al suo posto fino al 15 aprile. Dopo l’annuncio del piano al 2030, che prevede il delisting di Mediobanca, il primo appuntamento confermato è il 10 marzo per i cda del Monte e di Piazzetta Cuccia. Entrambi gli istituti sono al lavoro con i rispettivi advisors per definire il concambio per la fusione che consente di ritirare il 13,6% di Piazzetta Cuccia ancora quotato in Borsa. A oggi il rapporto teorico è di circa 2,18 azioni del Monte per ogni azione del controllata in base alla chiusura dei due titoli a Piazza Affari dove entrambi hanno preso ancora terreno con ribassi superiori al 4 per cento.
Quanto al maggior socio di Mps, Delfin, c’è da registrare l’ipotesi di quotare la cassaforte lussemburghese anche se il tema risulta non essere d’attualità. Vanno avanti i tentativi degli eredi di sbloccare la successione con un riassetto delle quote. Una della strade è l’esercizio della prelazione da parte di Leonardo Maria Del Vecchio per rilevare le quote di altri due eredi, Luca e Paola che avrebbero accettato.
