Da giorni la Borsa sta bastonando il Monte dei Paschi di Siena in vista e dopo la cacciata del Ceo Luigi Lovaglio. Ieri il titolo ha perso il 4,19% e negli ultimi 5 giorni ha lasciato sul campo il 18,04%. Ma com’è possibile che mettano alla porta un Ceo che ha risanato l’antica banca senese e che, con l’endorsement decisivo del Governo, ha vittoriosamente condotto l’Opa su Mediobanca espugnando quello che una volta era il salotto buono del capitalismo italiano? Certamente contano le dinamiche legate all’inchiesta della Procura di Milano che ritiene che tra Caltagirone e Delfin ci fosse un concerto di fatto dal 2019 e che Lovaglio abbia fornito un “supporto fondamentale” per rafforzare l’alleanza tra i due principali azionisti del Monte e far volare la banca di Siena. Però il punto chiave che sta alla base del siluramento di Lovaglio non è questo. Ricordate che cosa emerse dalle intercettazioni della Procura? Dopo la scalata a Mediobanca, Caltagirone telefona a Lovaglio per fargli i complimenti: “Lovaglio, lei è il grande comandante? Come sta?” E il ceo del Monte ammicca: “Il vero ingegnere è stato lei, io ho eseguito solo l’incarico”. Ma se uno si mette al servizio di Caltagirone come fa a stupirsi che il potente tycoon romano prediliga da sempre manager servili piuttosto che solo competenti. Oggi Lovaglio, che comprensibilmente schiuma rabbia, si difende con orgoglio e dice: “Non ho obbedito”. E in effetti dopo la scalata a Mediobanca, Lovaglio ha provato a fare un po’ di testa sua sia con le nomine a Piazzetta Cuccia sia con il piano di fusione di Mediobanca in Mps che Caltagirone non ha gradito. Ma la sua sorte era segnata fin dall’inizio e forse è peggiorata quando ha finto di considerare che la partecipazione di Mediobanca in Generali fosse solo “nife to have” e non il vero oggetto del desiderio e l’ossessione senile di Caltagirone. Non sempre servire paga.
Mps, la Borsa sembra sorprendersi della cacciata di Lovaglio ma lo sanno tutti che Caltagirone predilige manager servili
La Borsa sta picchiando duro su Mps che ieri ha perso il 4% e in una settimana il 18% e certamente non gradisce la cacciata di Lovaglio ma il suo siluramento non è una sorpresa: guai a non assecondare il prepotente Caltagirone. Però il servilismo non paga