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Manovra, governo corre ai ripari: stretta su pensioni e silenzio-assenso sul Tfr. Le novità e i nodi da sciogliere

Le modifiche introdotte allungano quindi i tempi per il via libera parlamentare: l’esame in Senato inizierà il 22 dicembre, ok definitivo a Montecitorio tra Natale e fine anno

Manovra, governo corre ai ripari: stretta su pensioni e silenzio-assenso sul Tfr. Le novità e i nodi da sciogliere

A meno di due settimane dalla scadenza per la conversione in legge, il governo corre ai ripari e presenta al Senato un emendamento omnibus di 30 pagine che modifica la Manovra approvata dal Consiglio dei ministri. Le nuove misure aggiungono 3,5 miliardi di euro, portando il totale delle risorse a quota 22 miliardi, con interventi che vanno dalle imprese alle pensioni, passando per la previdenza complementare, le Zes, la Transizione 4.0 e il Ponte sullo Stretto di Messina. Le modifiche, tuttavia, allungano i tempi per il via libera parlamentare: l’esame in Senato inizierà il 22 dicembre e dovrebbe concludersi il 23, prima del passaggio a Montecitorio, dove il disco verde definitivo è atteso tra Natale e fine anno.

Tfr e previdenza complementare: come funziona il silenzio-assenso

Una delle novità più rilevanti riguarda il trasferimento automatico del Tfr alla previdenza complementare per i neoassunti nel settore privato a partire dal 1° luglio 2026. I lavoratori avranno sessanta giorni dalla data della prima assunzione per rifiutare l’adesione e mantenere il Tfr secondo il regime legale, possibilità che potrà essere revocata successivamente. La misura esclude il lavoro domestico, ma amplia la platea delle aziende tenute al versamento del Tfr all’Inps, includendo anche i datori di lavoro che negli anni successivi all’avvio dell’attività raggiungono la soglia dei cinquanta dipendenti, prima esclusi dall’obbligo. Questo intervento rappresenta una rivoluzione silenziosa nelle buste paga, con effetti significativi sul futuro previdenziale dei lavoratori.

Pensioni anticipate: finestra mobile e riscatto laurea breve

Il pacchetto di emendamenti modifica i tempi di decorrenza della pensione anticipata e il valore del riscatto della laurea breve. La finestra mobile, attualmente di tre mesi, crescerà progressivamente: tre mesi per chi matura i requisiti entro il 2031, quattro mesi per il 2032 e 2033, cinque mesi per il 2034 e sei mesi dal 2035. A questi mesi si aggiungono gli incrementi legati all’aspettativa di vita, con un mese in più nel 2027 e due mesi nel 2028. Per quanto riguarda il riscatto della laurea breve, a partire dal 2031 sei mesi di contributi riscattati non concorreranno al calcolo della pensione anticipata; la penalizzazione crescerà fino a 30 mesi per chi raggiungerà i requisiti nel 2035. La novità riguarda esclusivamente il riscatto della laurea breve e non incide sulle altre forme di riscatto contributivo, rappresentando un dettaglio fondamentale per chi aveva pianificato di anticipare l’uscita dal lavoro grazie agli studi universitari.

Superammortamento 2028: nuove regole per le imprese e investimenti green

Sul fronte imprese, il governo ha deciso di estendere fino al 30 settembre 2028 il superammortamento per l’acquisto di beni strumentali, accogliendo le richieste di Confindustria. Le regole cambiano però: spariscono le super aliquote fino al 220% per gli investimenti green, e l’agevolazione massima sarà fissata al 180% per tutti, senza incentivi per chi investe fuori dall’Europa. La misura riguarda ogni bene strumentale nuovo, materiale o immateriale, che contribuisca alla trasformazione tecnologica e digitale secondo i principi di Transizione 4.0 e 5.0, sostenendo l’innovazione senza eccessivi bonus.

Transizione 4.0 e Zes: nuovi fondi per le imprese

Per sostenere il credito d’imposta Transizione 4.0, i cui fondi si erano esauriti, il governo stanzia 1,3 miliardi di euro per il 2026. Le risorse potranno essere utilizzate esclusivamente in compensazione tramite modello F24, limitatamente agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, rafforzando così le misure a sostegno della digitalizzazione e della competitività delle imprese italiane.

Inoltre, le aliquote del credito d’imposta nella Zes unica per agricoltura, pesca e acquacoltura aumentano rispettivamente al 58,7839% e al 58,6102%, beneficiando micro, piccole, medie e grandi imprese del settore primario. L’onere finanziario della misura è stimato in circa 133,3 milioni di euro.

Ponte sullo Stretto di Messina e assicurazioni

Infine, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina vengono spostati al 2033, per un totale di 780 milioni. La modifica rifinanzia le somme previste senza alterare il valore complessivo autorizzato, in linea con i ritardi nell’iter amministrativo e il mancato perfezionamento degli impegni del 2025.

Per finanziare le novità introdotte dall’emendamento, il governo chiede un contributo straordinario alle assicurazioni pari a 1,3 miliardi di euro. L’acconto, che dovrà essere versato entro il 16 novembre, corrisponderà all’85% del premio dell’anno precedente e riguarderà assicurazioni di veicoli e natanti. Una mossa che farà discutere, ma che rientra nella logica di compensare i costi della manovra senza toccare direttamente i cittadini.

Altre Misure

Nel pacchetto delle micro-misure, ammontano a circa 211 milioni di euro le risorse destinate a vari interventi, tra cui 114 milioni per il potenziamento dei servizi di sicurezza in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Inoltre, il governo ha introdotto un gioco numerico a totalizzatore nazionale, “Win for Italia Team”, con montepremi del 65% della raccolta, destinato a finanziare il Comitato Olimpico Nazionale. Per celebrare il 250° anniversario del Teatro alla Scala di Milano, sono previsti 5 milioni di euro.

Manovra: i nodi ancora da sciogliere

Sul fronte fiscale, la riformulazione sulle riserve d’oro di Bankitalia conferma l’appartenenza dei lingotti al Popolo italiano, blindando l’assetto attuale secondo i trattati Ue. Viene accantonata l’ipotesi della tassa sugli investimenti in oro, mentre viene introdotto il raddoppio della Tobin Tax. La cedolare secca rimane al 21% sui primi due immobili affittati a breve, con la soglia di partecipazione alle cedole societarie ridotta al 5%. Tramontata l’idea di alzare il tetto all’uso del contante a 10mila euro, resta aperta la questione della tassazione dei pacchi sotto i 150 euro provenienti da fuori Ue, in attesa di coordinamento con la Commissione europea.

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