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L’industria del lusso vale mille miliardi: 100 sono del Made in Italy

Con 41 società quotate a Piazza Affari il lusso Made in Italy ha un ruolo di punta nell’industria mondiale del settore ed è leader globale: la fotografia del Lyfestyle Day nell’Italian Equity Week della Borsa italiana che non teme la concorrenza di Euronext – Ferrari, Campari e Pirelli nel nuovo indice di Borsa italiana dedicato ai brand

L’industria del lusso vale mille miliardi: 100 sono del Made in Italy

Un trilione. O per meglio dire un trillion all’americana, ossia mille miliardi. Questo vale, a livello globale il mercato del lusso: una buona parte di questa cifra è capitalizzata alla Borsa di Milano, dove sono quotate 41 società del settore per un valore di capitalizzazione complessivo di quasi 100 miliardi di euro, ovvero circa il 16% del totale della Borsa italiana.

Se ne è parlato ieri a Piazza Affari, in occasione dell’apertura della tre giorni dedicata all’Italian Equity Week, l’evento sui principali settori trainanti dell’economia italiana e sul loro impatto sui mercati, proprio all’indomani della scelta di Euronext, il più grande mercato finanziario paneuropeo, di aprire un ufficio a Milano. Il primo giorno è stato dunque quello del Lyfestyle Day, con focus su un settore, quel del lusso, che “vede l’Italia leader globale, con una quota di fatturato del 10% a livello mondiale, un contributo al 5% del Pil, e mezzo milione di posti di lavoro creati”, ha detto Andrea Illy, presidente di Altagamma.

“La sfida – ha detto ancora Illy – è continuare lo splendido percorso di crescita degli ultimi decenni con aziende ancora più competitive, anche grazie alla quotazione in Borsa”: solo dal 2000 in poi, secondo i dati presentati da Market Analysis e Borsa Italiana, tra Ipo e successivi aumenti di capitale, le aziende quotate hanno raccolto più di 13 miliardi di euro (a fronte di richieste che hanno in tutto superato i 48 miliardi), in larghissima parte nei settori dei beni personali e automobilistico, considerato lusso grazie alla tradizione del design italiano e a brand come Ferrari.

Tra le maggiori operazioni, durante l’evento sono state ricordate quella di Piaggio del 2006, che oltretutto vide l’89% di investimenti esteri, Cucinelli nel 2012, quando le richieste superarono di 17 volte l’offerta iniziale, Moncler l’anno dopo con un’oversubscription di 27 volte e il 95% di investitori stranieri. Le ultime Ipo sul Ftse Mib sono state quelle di Yoox-Net-A-Porter nel 2015 e di Ferrari l’anno scorso, a conclusione dello spin-off da Fca.

“Il Lifestyle è un settore fondamentale per la crescita – ha commentato Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana -. Per rafforzare la visibilità delle aziende italiane quotate sul nostro mercato annunciamo proprio oggi il lancio di una vetrina interamente dedicata ai brand italiani quotati. Alcuni dei titoli selezionati saranno poi inclusi in un apposito indice realizzato da Ftse Russell”, che comprenderà sicuramente Pirelli, Ferrari e Campari.

Una risposta indiretta all’operazione Euronext: “Si tratta di una competizione tra mercati che esiste ormai da molti anni – ha detto Jerusalmi -. Ci fa piacere che considerino l’Italia come un Paese importante“. Non c’è dunque nessun timore: “Loro non hanno aperto solo a Milano ma anche in Germania e in Olanda e in altri Paesi. Fanno quello che facciamo noi. Anche noi siamo presenti a Parigi”.

La Borsa di Milano, peraltro, ha poco da invidiare alle altre sulle performance del 2017: il Ftse Mib da gennaio a luglio ha registrato un rialzo dell’11,7%, a fronte del +10,3% dell’S&P 500, del +5,5% del Dax di Francoforte, e di performance ancora inferiori da parte del Cac 40 francese o del Ftse 100 di Londra. Anche il Ftse Italia Mid Cap, nel quale sono quotate anche aziende del lusso, ha segnato +26,4%, quasi il doppio del corrispettivo mercato francese, il migliore tra gli altri col +14%.

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