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La Borsa corre sulla scia di tre driver

La tregua tra Usa e Cina sui dazi, il balzo del petrolio e gli spiragli per una rimodulazione della manovra italiana di bilancio che abbassi il deficit e porti all’accordo con la Ue danno sprint a Piazza Affari – Brillano Stm, Saipem, Cnh, Banco Bpm e lo spread scende

La Borsa corre sulla scia di tre driver

Le Borse europee scoppiano di gioia dopo la tregua sui commerci siglata a Buenos Aires tra Cina e Usa. Esultano le grandi case d’affari. Goldman Sachs scommette che Trump vorrà raggiungere “un accordo con Pechino ben prima delle elezioni del 2020”. Più cauta Ubs che, comunque, nota che “il vertice è stato assai più produttivo delle previsioni”.

Esultano i listini europei (+1,86%) in quella che potrebbe essere la seduta migliore degli ultimi otto mesi. Piazza Affari, con un rialzo di poco superiore al 2% sopra quota 19.500, partecipa al rialzo in attesa di indicazioni sul negoziato con la Commissione Europea sulla riduzione delle previsioni di deficit/Pil 2019 a circa il 2% o anche più sotto. Cala anche la pressione sui Btp. Il decennale tratta al 3,15% contro 3,19% di venerdì. Lo spread nei confronti del Bund (allo 0,34% da 0,31%) scende a 282 punti, il minimo da due mesi.

La Borsa più effervescente è Francoforte (+2,51%), la più sensibile ai problemi dei commerci. Seguono Parigi (+1,74%) e Madrid (+1,45%). Scintillante Londra (+2,25%) alla vigilia dell’inizio dell’incandescente dibattito ai Comuni sulla Brexit. A trascinare al rialzo la City è il colosso bancario Hsbc (+3%), l’istituto più esposto alla Cina, ma anche i titoli minerari: il colosso Glencore avanza dell’8%.

Oggi Il ministro Giovanni Tria partecipa all’eurogruppo (presente Mario Draghi). Il vicepresidente Ue Valdis Dombrosky ha commentato: “È positivo il cambio di tono del governo italiano, ma ora ci vuole una sostanziale correzione del percorso di bilancio”.

Il rialzo ha investito diversi settori. Volano i titoli dell’auto (+4,7% l’indice di settore) dopo che Trump ha detto che la Cina ha accettato di tagliare le tariffe di importazione per le auto prodotte negli Usa. Daimler, Bmw e Volkswagen salgono dal 4,9% al 7%, mentre il produttore di pneumatici Continental guadagna il 4%. Vola Faurecia (+8,5%), azienda francese della componentistica. A Piazza Affari Fiat Chrysler +2,5%. Vola Cnh Industrial (+5,3%). Ferrari +0,8%, Brembo +3,3%.

Sale il comparto tech (+3%), capitanato dai titoli dei semiconduttori: Stm (+6,7%) è la miglior blue chip di Piazza Affari. Anche Infineon (+7%) è in testa al listino di Francoforte.

In grande evidenza anche i petroliferi (+3%): il greggio è in forte aumento (+4% oltre i 62 dollari) in attesa del vertice Op di giovedì ma anche per il colpo di scena di stamane: il Qatar, la grande potenza del gas, che ha annunciato la volontà di concentrarsi in questo settore. Eni +2,4%. Accelerano Saipem (+6%) e Tenaris (+3,6%).

L’effetto Buenos Aires ha contagiato anche il lusso, sempre più dipendente dal cliente Cina. Lvmh avanza del 5,6%. Fa meglio Kering, capogruppo di Gucci (+6,7%). Moncler +2,6%.

Avanza Diasorin (+1,6%) che domani sostituirà Luxottica nel paniere principale.

In grande forma anche le banche italiane di riflesso al calo dello spread. Intesa Sanpaolo +3,15% (contro +2% dell’Eurostoxx Banks).

Va in orbita Banco Bpm (+5,37%), che ha presentato stamattina la riorganizzazione delle attività nel credito al consumo. La banca ha venduto per 310 milioni ProFamily ad Agos, jv con Credit Agricole che potrebbe essere quotata; l’impatto positivo sul CET1 ratio fully loaded è di circa 80 punti base. L’istituto ha anche deciso di andare avanti con la trattativa riguardante le dismissioni di sofferenze fino a 7,8 miliardi (Progetto ACE), oltre a potenziali 800 milioni a valere sul “portafoglio leasing”. Salgono così a 18 miliardi il totale delle vendite di Npl che la banca ha effettuato in meno due anni.

Su anche Banca Generali (+3,2%), che ha presentato stamattina il piano industriale. Raccolta netta a fine 2021 a 14,5 miliardi di euro, meglio delle aspettative. Il dividendo non sarà inferiore a quello relativo al 2017, con un pay out di almeno il 65%. Monte Paschi +8%.

Fuori dal listino principale, D’Amico +13%.

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