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Italicum, via libera in Commissione ma da lunedì è bagarre nell’aula della Camera

Stamattina le opposizioni hanno disertato la seduta in commissione Affari costituzionali della Camera, facendo decadere gli emendamenti e aprendo la strada a un provvisorio via libera alla riforma della legge elettorale – Ma la vera battaglia è soltanto rimandata e inizierà a partire da lunedì prossimo in aula – Renzi: “Avanti tutta”.

Italicum, via libera in Commissione ma da lunedì è bagarre nell’aula della Camera

E’ sempre più bagarre intorno all’Italicum, che lunedì 27 aprile sarà esaminato dall’Aula della Camera in terza lettura. Dopo la sostituzione nella commissione Affari costituzionali di dieci deputati della minoranza Pd disposta l’altro ieri dall’ufficio di presidenza del gruppo Pd e la fuga sull’Aventino di tutte le opposizioni, stamattina gli avversari dell’Italicum hanno abbandonato la seduta in commissione, facendo così decadere gli emendamenti e lasciando un provvisorio via libera alla riforma della legge elettorale.

Ma la vera battaglia è soltanto rimandata e inizierà a partire da lunedì prossimo, alla Camera dei Deputati. “Basta palude, avanti su tutto”, taglia corto il premier Matteo Renzi sul suo profilo Facebook. “Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale. Fermarsi oggi significherebbe consegnare l’intera classe politica alla palude e dire che anche noi siamo uguali a tutti quelli che in questi anni si sono fermati prima del traguardo. Ma no, noi non siamo così”.

E mentre il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi invita i parlamentari a non nascondersi dietro il voto segreto (“Penso che le battaglie si possano fare a viso aperto”), a precedere il rilancio del premier erano arrivate le parole del capogruppo Renato Brunetta, che ha definito “inaccettabile” la posizione del Pd, “che vuole eliminare qualsiasi dibattito in qualsiasi senso”. Per protesta, quindi, Forza Italia?”lascerà al Pd tutta la responsabilità di approvarsi da solo l’Italicum blindato”. Dovrà però spiegare come fa a votare contro una riforma che ha approvato al Senato.

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